Le festività del Natale

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Alcune brevissime riflessioni per dare un significato, non consumistico, ma mistico, al Natale, e allo stare, in questi giorni, insieme in  famiglia.

NATALE     Si festeggia la Nascita di Cristo, del Figlio di Dio fattosi Uomo, di Gesù che ha cambiato il volto della Storia, che ha portato nel cuore degli uomini la speranza, che ha predicato la fratellanza, l’amore e la pace fra tutti i  popoli del mondo.

Mi piace ricordare, in questo momento, due versi del “Dies Irae, Dies illa”, scritto da Tommaso da Celano nel ‘’200, e musicato, tra tanti altri musicisti, anche da Giuseppe Verdi, nel 1874, nella Messa di Requiem,  per la morte di Alessandro Manzoni.

Parlando dell’uomo, di questo piccolo uomo che si trova al cospetto di Dio nel Giorno del Giudizio Universale, Tommaso da Celano scrive:

“Recordare Jesu pie, quod sum causa tuae viae; ne me perdas illa die”. (Ricordati, pio Gesù, che io sono la ragione della Tua venuta sulla terra; non abbandonarmi in questo giorno).

     E Tommaso continua: “Quaerens me, Sedisti lassus; Redemisti crucem passus; tantus labor non sit cassus” (Cercando me, Ti sei seduto stanco; mi hai redento col sacrificio della Croce; tanto lavoro non sia inutile).

Mi piace ancora ricordare un episodio della vita di Gesù.

natale1Si trovava al cospetto di Ponzio Pilato, e questi, per metterlo in difficoltà, gli chiese: “Quid est veritas?. (Che cos’è la verità?).

E con un anagramma che ha stupito e fatto discutere tutti gli studiosi del mondo, Gesù rispose: “Est vir qui adest”. (E’ l’uomo che è qui davanti a te).

Le scarne parole di Tommaso da Celano, apparentemente semplici, ma in realtà piene di spiritualità, e la profondità filosofica della risposta di Cristo, racchiudono tutto il senso del Natale, che, non a caso, si festeggia in famiglia, perché la famiglia è l’ambiente naturale per la sana educazione e la formazione dei figli.

E’ compito dei genitori, dei nonni, degli zii, trasmettere ai figli, ai nipoti, alle nuove generazioni i principi e i valori sui quali deve basarsi la convivenza civile. Hanno il dovere di educarli al dialogo, alla tolleranza, alla solidarietà verso i più bisognosi, all’amore verso il prossimo, all’assolvimento dei propri doveri prima di chiedere il riconoscimento dei propri diritti, al rispetto dei diritti altrui, alla sacramentalità del lavoro, all’onestà, al rispetto delle leggi e delle istituzioni, ad una società più giusta e più umana, alla pace.

Certo, nessuno di noi è in possesso della formula magica per realizzare   queste  speranze,  questi  ideali  di  una  vita  migliore,  ma

 

l’atmosfera magica del Natale ci suggerisce e ci invita a seguire l’esempio datoci  dal Figlio di Dio, fattosi Uomo, che ha sacrificato la Sua vita per la salvazione dell’umanità.

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