Rocco Scotellaro poeta della storia contadina

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DSCN1247Il 15 dicembre 2013 in occasione del 60° anno dalla scomparsa, Rocco Scotellaro consacrato poeta della storia contadina da Carlo Levi e da Eugenio Montale, è stato ricordato e promosso dalla ”Associazione Culturale Villaggio Cultura- Pentatonic” di Viale Oscar Senigallia 18-20 Eur-Laurentina. Felice Di Nubila, un Lucano amico degli Amici della Basilicata, in una sala gremita, ha rappresentato con dovizia di particolari la figura del poeta, (poco conosciuto), impegnato nel Sindacato e nella politica. Il relatore, seguendo un percorso biografico, ne indica la data di nascita 19 aprile 1923 a Tricarico (MT) prosegue, e ne scorre le varie tappe. Nel 1943 fondò nel suo paese natale, la sezione del Partito Socialista e il 1° maggio del ’44 organizzò con i suoi amici contadini la prima Festa del Lavoro. Nel 1946, a 23 anni Scotellaro (o meglio Rocco come veniva generalmente chiamato) fu eletto Sindaco di Tricarico, il più giovane Sindaco d’Italia, unico in una Regione amministrata in quasi tutti i Comuni dalla Democrazia Cristiana. Rocco incontrava spesso a Roma Carlo Levi, Cesare Pavese, Elio Vittorini, che ne favorirono l’evoluzione culturale, il cui travaglio emerge dalle composizioni poetiche nonché nella documentazione dello scambio epistolare intercorso tra Rocco e il prof. Pedio, importante personaggio della storiografia del Mezzogiorno. Il giovane Sindaco di Tricarico, intanto, continuava a battersi sulla linea dura, a battersi contro gli opportunisti, il malcostume, il contrabbando e il mercato nero in un contesto sociale difficilissimo del Dopoguerra. Le sue denunce, che spesso colpivano nel segno,avevano creato nel contesto sociale inevitabili difficoltà con ostilità personali, che concorreranno con le calunnie e le polemiche a portare in carcere un Sindaco costantemente schierato a difesa dei poveri. Fu arrestato l’8 febbraio del 1950 con l’imputazione di peculato,concussione,associazione di peculato,,associazione a delinquere,truffe e falsità in autorizzazione amministrativa. Alla conclusione del processo, Scotellaro, fu assolto dalla Corte d’Assise per non aver commesso il fatto. I fatti portati al processo consistevano nell’aver inserito,negli elenchi anagrafici, i nomi di alcuni braccianti che,secondo le giornate di lavoro eseguite, non ne avevano diritto. L’errore fu qualificato come truffa ai danni dello Stato, dopo che l’Ente Comunale di Assistenza (E.C.A.) aveva distribuito coperte e altri indumenti anche a persone che, riportate erroneamente nell’elenco, non ne avevano diritto. In seguito , Rocco non accettò il reintegro nella carica di Sindaco. Lasciò Tricarico e si trasferì a Portici presso l’Osservatorio di Economia Agraria dell’Università di Napoli. Pubblicò le sue Poesie con l’Editore LATERZA di Bari nel 1953. Aveva in programma altre pubblicazioni sulla cultura dei contadini lucani oltre al completamento di vari altri testi lasciati incompiuti. Morì la sera del 15 dicembre 1953 all’ età di trent’anni. La madre in un suo lungo memoriale scrisse “Furono le cattiverie e le invidie degli avversari politici che lo mandarono in carcere e gli spezzarono il cuore”. Amici ed avversari dovettero riconoscere che Scotellaro era una persona per bene e che le sue battaglie erano giuste e generose. Nel “Recital” a seguire, a cura di Augusto Benemeglio “E’ FATTO GIORNO” con la partecipazione di Piero Girardi, A. Maria Curci, Rosaria Di Donato, Emanuela Bianchi, il pubblico presente, con un lungo e appassionato applauso, ha potuto cogliere la mestizia del Poeta che attraverso versi e parole che usava come scalpelli, racchiudevano consapevolezza del senso della vita brevemente vissuta.

Commenti

  1. Nicola Vitola ha detto:

    Nella stessa data Rocco Scotellaro è stato ricordato, come d’altronde meritava, anche presso l’Associazione Lucana di Salerno.

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