Filippo Console visto da Filippo Gazzaneo

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DSCN0047Un uomo raffinato. Colto. Colto di umanità, di semplicità. Ironico, auto ironico. Di quell’ironia che è la caratteristica principale della percezione di essere nella fase piena della propria esistenza. E di saperne apprezzare i frammenti di specchi di vita che essa offre.
Per me Filippo Console era un punto di riferimento. Di vita vissuta. Discutevamo, anche animatamente. Giustizia, politica. Soprattutto. E poi il rigore. E l’umorismo.
La pazienza, il coinvolgimento, soprattutto dei giovani, nei quali credeva molto. L’osservazione degli uomini, delle generazioni di politici regionali che conosceva nei tratti culturali e umani. L’apprezzamento per una stagione di speranze per una terra povera, ma viva. Arsa, ma brulicante. Come la sua. La Basilicata. Lui, l’uomo meno provinciale. E, nel contempo, il più immerso nell’aria della lucanità. La consapevolezza che gli homines nuovi, fossero distanti, diversi da una generazione di politi lucani, la cui caratteristica intrinseca era la propensione nazionale. Ed europea.
Un uomo della nostra terra. Un uomo di questa terra.
Lo piango. Mi manca. Mi mancherà

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