Saluto del cugino Antonio Amatucci

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IMG_0429Cari amici, cari fedeli,

non vi nascondo che esprimere l’estremo saluto al Dr. Filippo Console, ma per tutti noi Pinuccio, è per me  un compito non facile, perché il mio cuore è, in questo momento, pervaso da immenso dolore e da una moltitudine di sentimenti e ricordi affettuosi per la perdita dell’uomo signorile e del suo valore,  dell’amico, miniera inesauribile di saperi e consigli, del fratello maggiore con il quale confrontarsi nei momenti e nelle scelte difficili, per la sua capacità di rapportarsi sempre con realismo ed obiettività agli eventi ed alle prove, che inevitabilmente la vita ci pone di fronte.

Se ne è andato in un attimo, in maniera discreta, senza chiasso, chiamato improvvisamente dal Signore alla fine della sua giornata terrena ed  ha varcato il cancello che dà sul mistero, lasciando attoniti, increduli e sbigottiti quanti, conoscendone il brio e l’amore per la vita, hanno dovuto verificare quanto il disegno divino sia imperscrutabile ed indecifrabile e che  ciò che rende meno amaro il mistero ineluttabile della morte, è la certezza del perpetuarsi della vita, della vera vita, in un mondo diverso e migliore, dove non contano più le cose terrene, che si appalesano solo misere ed insignificanti.

La nostra vita, mi piace rappresentarla come un fiume che scorre, la cui acqua alla fine si esaurisce; la morte  che consegue, sembra lasciare, dietro di sé aridità, silenzio e mistero,come un fiume essiccato, ma consente di far emergere ricordi, magari sopiti e lontani, così  come le pepite d’oro affiorano e   risplendono in un greto di un fiume diventato arso e senza vita.

E, in quel momento, affiorano, come le pepite,  ricordi, immagini, momenti della nostra vita, insegnamenti, valori; ecco, ognuno di noi lascia, dopo la morte, agli altri la testimonianza delle sue opere e i valori  che ne hanno permeato l’esistenza.

E Pinuccio,con il vuoto ed il dolore incolmabile dal punto di vista umano, ci lascia  una grande e copiosa eredità di affetti e valori, che non servono solo a chi gli è stato vicino e lo ha amato, ma a tutti noi, perché sono valori universali.

E ci lascia testimonianze di irreprensibilità professionale, competenza tecnico-giuridico ed amministrativa, di alto senso di responsabilità e di onestà intellettuale, di indipendenza morale, pur nella più rigorosa correttezza dei rapporti istituzionali, amore per la famiglia, disponibilità per l’altro, amore per la vita e la sua bellezza, valori ed insegnamenti di alte virtù umane e morali.

Il Presidente Di Nubila ci ha rappresentato il suo valore e la pregnanza storica della presenza di Pinuccio nella storia della Regione Basilicata, io aggiungo che l’organizzazione strutturale dell’Ente Regione si è costituita con lui e per un trentennio egli ne è stato riferimento puntuale ed imprescindibile; è stato un caso unico, ad oggi, per longevità nella responsabilità gestionale del Consiglio Regionale, passando attraverso rapporti istituzionali e di collaborazione con Presidenti di quel Consiglio di vario orientamento politico, segno che la scelta della sua persona è stata sempre operata sulla base delle sue alte competenze professionali ed amministrative.

Ma a me piace, in questo momento, ricordare il Pinuccio meno “ufficiale”, quello che amava la sua Francavilla e queste nostre contrade, il Francavilla Calcio, che seguiva con passione ed entusiasmo, i suoi amici, la sua famiglia, quello che sembrava distaccato dalle vicende quotidiane, ma che seguiva tutto, quello che pure in questa nostra piccola comunità amava impegnarsi per la sua elevazione ed oggi, attraverso il Rotary di Senise, di cui era il Presidente pro-tempore, pensava ad iniziative umanitarie di più grande respiro.

Aspetti forse meno conosciuti ai più, ma non meno significativi di una personalità viva, dalle mille risorse e variegati interessi.

In questo ultimo periodo era fortemente impegnato  a favore di due iniziative, che erano diventate il suo obiettivo immediato:

  1.  portare a termine un progetto del Rotary, consistente nella dotazione di attrezzature medico- scientifiche in una struttura sanitaria di Zanzibar, finalizzata alla creazione di un polo ginecologico in quella realtà;
  2.  attivarsi per la costruzione della nuova Chiesa in località Vigna Chiesa, obiettivi sui quali aveva chiesto un impegno specifico ad amici ed amministratori, quasi il suo testamento ideale.

Ed infine l’affetto e la vicinanza alla famiglia, per Carmelina, cui era legato da un indissolubile vincolo di amore da sempre, e per tutti i familiari, da Romano, ai cognati, agli amati nipoti, a noi tutti.

Ecco, io credo, Pinuccio, che, se questo è stato il senso della tua vita e queste le testimonianze della tua permanenza terrena, hai svolto interamente il compito che il Signore ti aveva affidato; la presenza di tanti amici ed il dolore sincero da loro manifestato, ti deve rafforzare nel convincimento che quanto hai donato a tutti noi, ti viene restituito con l’affetto ed il bene che tutti ti abbiamo voluto.

A Carmelina, che tutti sentiamo vicina, confermiamo il nostro affetto per questo momento triste e doloroso, ma abbiamo la certezza che la sua fede in Dio le darà nuova forza e le farà cogliere attraverso questa prova il senso vero e cristiano della nuova vita, che Pinuccio intraprende; sarà proprio il ricordo di Pinuccio che l’aiuterà a vivere nel segno della speranza e della Resurrezione.

A Romano, in particolare, voglio dire che, pur nel comprensibile dolore e disagio, la morte di Pinuccio non deve spezzare il cordone che lo lega profondamente a Francavilla; anzi, proprio il suo ricordo e la consapevolezza del valore affettivo che egli ha testimoniato in vita devono dargli forza e slancio per legarlo ancora di più a  questi luoghi  dove sono cresciuti insieme, che li ha visti vivere le prime emozioni e le prime tensioni morali ed ideali.

Pinuccio d’altra parte, non è morto, ci precede là dove un giorno saremo di nuovo insieme, egli, comunque, resta con noi, perché restano con noi le sue idealità, i suoi insegnamenti, i suoi valori, il suo ricordo vivo ed indelebile.

A noi tutti, speriamo il Signore conceda la forza di continuare a vivere nella Fede e nella Speranza.

Arrivederci Pinu’, ci mancherai tanto.

Commenti

  1. Nicola Vitola ha detto:

    Un ricordo sincero e commosso!

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