Una pagina buia della nostra storia, “Il giorno del ricordo”

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C’è una pagina buia della nostra storia, sulla quale non è mai stata fatta luce a sufficienza, sulla quale non c’è mai stata giustizia. Ed è proprio questa mancanza di chiarezza e di giustizia che ha alimentato l’odio verso i carnefici, facendo diventare un sospetto assassino chiunque in quel periodo fosse comunista o vicino ai comunisti. Il Parlamento, nel 2004 con D.L. del 30 marzo ha riconosciuto il “Giorno del Ricordo” in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, concedendo, inoltre, il riconoscimento ai congiunti degli infoibati. Le foibe sono tombe di persone senza nome, torturate ed uccise dai partigiani di Tito, dai nazisti tedeschi, per risolvere in modo drammatico vendette e rancori. Gli italiani dell’Istria non sono mai stati né “dominatori” né “immigrati”. Erano artigiani, pescatori, piccoli proprietari di terra; uomini di cultura e d’arte. Non erano un corpo estraneo all’Italia, gli italiani della Venezia Giulia che troppi altri italiani consideravano una invenzione artificiale del nazionalismo e del fascismo. Tutto questo lo si riscopre oggi: per decenni la portata dell’esodo e delle foibe non è stata colta pienamente, come, invece, doveva essere nella memoria e nella storia del Paese. Gli Istriani erano Italiani che duramente hanno dovuto pagare sulla loro pelle, non solo la guerra dell’aggressione scatenata dal regime di Mussolini nonché la repressione attuata dal fascismo, ma anche dall’ostracismo imposto dal regime comunista di Tito. Sparirono italiani, ma anche croati e sloveni. Non si sa quanti. Non possiamo dimenticare il significato di quegli eventi drammatici, colpevolmente oscurati, giacchè la memoria non richiede strumentalizzazioni ma coraggio e rispetto per l’integrità della persona che abbiamo acquisito dopo il fascismo e la terribile esperienza del nazismo.

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