L’anziano, uno sconosciuto da osservare

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images Amo ricordare le parole che era solito ripetere il caro Prof. Luigi PALMA  scomparso all’età di 101 anni, emerito cittadino del mio Quartiere, distintosi in campo educativo e quale Amministratore Pubblico in qualità di Sindaco di Carsoli (AQ) nel periodo post bellico, da ricevere la prima uscita dal Quirinale del Presidente Enrico De Nicola per la ricostruzione del Comune distrutto dai bombardamenti – “ l’Anziano è uno sconosciuto da osservare, un individuo che ci appartiene, un essere umano che deve interessarci”. Di anzianità si chiacchiera e si scrive molto. Parole o troppo spesso luoghi comuni che si raccontano soprattutto come problema sociale. L’evoluzione culturale e demografica in atto assegna alla popolazione degli anziani un peso e un ruolo sempre più rilevante. Rispetto a tale grande processo, l’intenzione dell’operatore pubblico,delle forze politiche e sociali si concentra spesso sui soli aspetti sociali che l’invecchiamento della popolazione determina sul sistema previdenziale e sulla spesa sanitaria. E’, perciò, quanto mai opportuno che la riforma previdenziale e l’innalzamento delle prestazioni sanitarie siano obiettivi primari. Accanto a questi obiettivi, altrettanto necessario e urgente, è costruire un quadro sociale che contrasti l’emarginazione degli anziani che cancelli l’immagine culturale della terza e quarta età come traguardo di capacità inattiva. In questa società, spesso virtuale, fioriscono finte morali e finti valori capaci di far dimenticare le antiche radici della solidarietà. Diverse sono le soluzioni, promuovendo e sviluppando la piena partecipazione degli anziani alla vita e alle scelte della società. E’ appena il caso di ricordare ai nostri Amministratori che il grado di civiltà di un Paese si misura dal trattamento riservato ai cittadini più deboli. L’Anziano è un individuo che ci appartiene e deve interessarci per la profonda conoscenza che ne abbiamo. Egli, non si lascia suggestionare e pazientemente attende. Attende ciò che gli altri devono attuare.

                                                                

 

 

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Dalla Raccolta di POESIE del Prof. Luigi PALMA

 

                          I MIEI NOVANTA ANNI

 

 

I miei novantanni in un baleno

si sono dileguati lentamente

senza rimpianti, senza porvi un freno

proiettati all’ignoto bruscamente.

 

La vita è un sogno pieno di illusioni,

di sospiri,speranze ed amarezza,

non priva di cocenti delusioni

dai primi tempi della fanciullezza.

 

Quanti ricordi cari, quanti affanni,

quante gioie svanite nel grigiore

si sono accumulate in questi anni,

senza rimpianti, senza alcun rancore.

 

Il mondo è zeppo sempre di malanni,

di promesse di insidie, di misteri,

di imbrogli che finiscono in inganni

lasciandoci infiniti dispiaceri.

 

Quante illusioni, quanti sogni infranti,

come la nebbia al sol son frantumati,

non scevri di speranze e di rimpianti

per lungo tempo in cuore accarezzati.

 

L’anima umana è sempre affascinata

dai sublimi ideali della vita

che pulsa dentro a noi, ma ignorata

quando ci sembra ormai già assopita.

 

Quando lo spirto langue addolorato,

brama anelando un’oasi di pace,

invoca il cielo d’astri costellato,

mentre di notte il mondo intero tace.

 

La vita breve o lunga già vissuta

non ha alcun senso senza un grande amore

perchè è un’immensa grazia ricevuta

dal mondo intero dal suo Creatore.

                                                                        Prof. Luigi PALMA – Roma

 

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