Matteo Renzi: servono sogni e coraggio.

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images (1) Eccoci a Renzi. Un linguaggio nuovo rispetto al passato che ignora il politichese cui eravamo abituati e induce nelle persone un senso di maggiore confidenza rispetto ai predecessori. In politica, cosi come nella quotidianità, non bastano le parole  che servono a catturare il consenso ma a far capire alla gente quel che vuoi fare. Insomma, il neo-presidente sarà capace di essere coerente con quello che ha detto con il suo discorso molto suggestivo? Intanto, il Governo nasce con uno sgarbo subìto da Enrico Letta insediato dal Presidente Napolitano, senza spiegarne le ragioni.  Renzi, dovrà fare i conti con il Pd (anche se la minoranza ha votato a denti stretti) e con la moltitudine dei veti incrociati delle coalizioni. A seguire, ci sarà la fase esecutiva delle riforme legate all’occasione della ripresa cambiando il sistema del costo del lavoro, del fisco, della giustizia e della pubblica amministrazione. “La tempistica è immediata, altrimenti sarà una occasione perduta” ha osservato.. Da quel palco, si rivolge alla gente con argomentazioni di buon senso: dalla necessità di tagliare i lacci  della burocrazia alla necessità di conferire dignità al corpo insegnanti. Sulla scuola si è molto soffermato, evidenziando con la proposta di ripartire con investimenti immediati sulla sicurezza e sul risparmio energetico, rimettendo istruzione e giovani tra le priorità dell’agenda di Governo. Riteniamo che la Politica è l’arte del divenire. Essa costruisce il presente e crea le basi per il futuro. I sogni non mancano e rimane il dubbio dove trovare la copertura e come concepire che si possa rientrare  entro i parametri europei. I suoi apprezzabili obiettivi si condensano tutto in una domanda: ce la farà? I sogni, a volte, aiutano a vivere meglio, anche se sono soggettivi e non fanno parte del mondo in cui viviamo. Il sognatore, solitamente, si limita a fare delle ipotesi, a formulare concetti astratti, concetti non definibili e realizzabili, ma diventano obiettivi di un leader,  solo se poi, almeno parzialmente, diventano realtà.

 

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