Le associazioni territoriali della val basento si mobilitano e lancianoun appello urgente.

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Area Industriale Val Basento

Area Industriale Val Basento

L’inquinamento ambientale è diventato uno dei problemi fondamentali della nostra epoca che coinvolge l’intera umanità. L’emergenza ecologica, anzi, per la sua gravità, mette a rischio il futuro stesso del pianeta terra. L’uomo, intervenendo sempre più massiccio e disordinato sull’ambiente in cui vive, è diventato il responsabile principale di un profondo squilibrio tra popolazione e ambiente naturale. Causa principale dello stato di degrado dell’ambiente è l’attività produttiva, così com’è concepita e praticata. I rifiuti della lavorazione industriale in  fase di preparazione dei prodotti, e i residui di questi in fase di consumo, contribuiscono a  rendere così allarmante la situazione. Che, in egual misura, l’inquinamento della VAL BASENTO ha raggiunto livelli incontenibili con elementi

corteo di protesta agricoltori

corteo di protesta agricoltori

tossici superiore di diecimila volte i limiti consentiti. Il COMITATO ARIA PULITA sta seguendo ca. 40 agricoltori della Valle. Tra questi, una decina hanno già effettuato analisi dei terreni e delle acque con risultati inquietanti i cui prodotti di quelle terre arrivano sulle nostre tavole. Il suddetto Comitato con le Associazioni Territoriali della Val  Basento tra cui Pisticci Scalo Pulita chiede una unione solidale tra i Comitati, le Associazioni e i Movimenti sul Territorio per organizzare una grande manifestazione a livello Regionale per la data del 1° Maggio 2014 e sostenere con forza la “sospensione immediata di tutte le attività inquinanti in quell’Area” tra le quali “TECNOPARCO”. Le Associazioni, in previsione della manifestazione indetta, sono convocate  per Mercoledì 02 Aprile alle ore 17,00 presso la Sala MEDIAFOR  di Via Roma, 50 POTENZA allo scopo di organizzare il Coordinamento della Manifestazione. A Maggio, scade l’ A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale) che permette a   Tecnoparco  il trattamento di ca. un milione di reflui derivanti dalle perforazioni dei pozzi dell’ENI. La lotta che si intende perseguire non ha alcun colore politico, bensì, da tradurre in un investimento per il nostro futuro e quello dei nostri figli. E’ improbabile, infatti, che le classi politiche di governo possano affrontare la questione con provvedimenti che, comportando costi sociali abbastanza elevati, potrebbero compromettere, per la loro impopolarità, il consenso elettorale. Appare ancora più improbabile, l’eventualità che siano le industrie andare in direzione della difesa ambientale per i costi economici abbastanza gravosi da sostenere.

Roma 29.3.2014                                                                                                                                                  

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