Da provinciali a metropolitani

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Le Funzioni sono trasferite a Comuni e Regioni

del rioCon il provvedimento del “Ddl Delrio” vengono istituite dieci città Metropolitane e le funzioni sono trasferite a Comuni e Regioni, in attesa che il Parlamento approvi  la riforma del Titolo V della Costituzione cancellando la parola “Provincia” con la sparizione della natura elettiva. Le città Metropolitane  dal 1° gennaio 2015 subentrano alle Province omonime e succedono ad esse tutti i rapporti attivi e passivi.Avremo, quindi, italiani più metropolitani e meno provinciali con l’istituzione di dieci città metropolitane : Roma,Torino, Milano,Venezia, Genova,Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria. A far parte delle nuove Giunte Provinciale e dei nuovi consigli, saranno i sindaci, gli assessori e i consiglieri eletti dei Comuni appartenenti  alla provincia. L’altra novità che la riforma contempla è che nessuna delle nuove cariche amministrative percepirà una indennità. Aumentano i ruoli e diminuiscono le fonti di reddito. Il suddetto decreto contiene anche delle modifiche importanti come l’accorpamento dei piccoli comuni, incentivato con l’esenzione da oneri fiscali, in caso di trasferimento dei beni mobili e immobili dai Comuni estinti al nuovo comune. Inoltre, viene stabilito che nei comuni con popolazione fino a 3 mila abitanti, il consiglio comunale sarà composto, oltre che dal Sindaco, da dodici consiglieri e due assessori; per i comuni superiori a 3mila fino a 10mila abitanti, il consiglio comunale sarà composto oltre che dal Sindaco, da 12 consiglieri e quattro assessori. Il provvedimento  con 260 sì e 158 no, è stato votato, non perché imposto dal  sentimento dell’antipolitica, diffuso nel Paese, ma perché va nella giusta direzione.

Roma, 04/4/2014

 

 

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