Il paziente inglese è guarito

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La voragine finanziaria del 2008 ha inghiottito per primi Usa e Gran Bretagna; noi europei continentali eravamo orgogliosi di esserne rimasti fuori e siamo apparsi sorpresi quando un anno dopo ci siamo piombati dentro con tutti e due i piedi. Caso (?) ha voluto che loro ne sono usciti bene, mentre noi siamo ancora qui a capire come fare.
E se invece di essere orgogliosi, di eccedere in autostima, cercassimo di copiare, magari di soppiatto? Perché intestardirci con la nostra ricetta e non pensare che in questa circostanza, solo in questa per carità, sarebbe opportuno imitare il vicino? Potremmo fare come la coreana Samsung, bravissima a copiare e a trasformare il successo della geniale idea iPhone di Jobs anche nel suo successo. Nel 2008, l’inghilterra era sfigurata e in fin di vita come il “paziente inglese”, ma, a differenza del protagonista del famoso e pluripremiato film, e’ guarita. Ha sofferto, altroché, la perfida Albione, ma si è data da fare. In che modo? Gli inglesi hanno subito ricapitalizzato le banche, con soldi pubblici (noi lo stiamo facendo oggi, con i soldi privati). Hanno dilatato il debito e soprattutto, a partire dal 2009, sono scesi in cantina, hanno messo in funzione il conio (il nostro..l’abbiamo mandato in una cantina di Francoforte) e hanno iniziato a battere moneta in abbondanza. Quante? più di quanto noi spendiamo ogni anno per pensioni e sanità insieme. Le hanno usate per comprare gli equivalenti dei nostri Btp, facendo scendere i tassi. Beati loro, non hanno avuto alcun rischio di bancarotta, hanno pagato circa l’80% meno di noi di interessi sul debito e hanno immesso nel sistema un bel po’ di soldi freschi. Infine hanno attuato una vera riduzione della spesa pubblica corrente, ma in contemporanea hanno abbassato le tasse a tutti, in primis alle aziende. Nel 2011 in tanti annunciavano il fallimento di questa politica, ma nel 2013, colpo di scena! La Gran Bretagna e’ il paese a maggiore crescita in Europa (+ 1,9%). Noi, tapini, -1,9%. Tutto qui? Neanche per sogno. Qualche giorno fa il giovane ministro del tesoro ha annunciato: ancora meno tasse alle imprese perché “senza aziende non ci sono posti di lavoro”. Dal 1^ aprile la tassazione e’ una delle più basse del mondo. Tutto qui? No, taglio del costo fiscale dei lavoratori, detassazione di una parte degli utili reinvestiti e, udite udite, innalzamento dell’area no tax da 6.500 a 10.000 sterline. Un contribuente su dieci non dovrà pagare più alcuna tassa e tutti gli altri avranno un incremento di circa 900 £ l’anno. Ancora, riduzione della crescita dei sussidi di disoccupazione perché “cercare lavoro dovrà essere sempre più conveniente”. Chi riceve sussidi dovrà dare qualcosa in cambio,”lavori sociali di pubblica utilità”. Conclude il ministro inglese: faremo della Gran Bretagna il posto più conveniente al mondo per lavorare e per investire. Straordinario. Qualche giorno fa Renzi e’ volato a Londra da Cameron per parlare di Lavoro. Solo una coincidenza?

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 Vincenzo De Paola

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