Royalties a tutti i comuni lucani: atto di giustizia sociale.

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 Viggiano e il petrolio

Viggiano e il petrolio

Leggo con dispiacere le levate di scudi , soprattutto di amministratori della val d’Agri, contro la possibile ripartizione del 50% delle royalties petrolifere regionali, tra tutti i Comuni lucani, in proporzione alla loro popolazione. Infatti , la proposta di legge presentata da ben 10 consiglieri regionali, è passata con la sola opposizione, inspiegabile, del solo m5s, prevede stanziamenti

che vanno dai 200 mila euro agli 800 000 euro per comune, consentendo l’utilizzo di queste royalties, anche per tamponare i buchi di bilancio dovuti ai tagli continui dello Stato e che si trasformano per gli amministrati in ulteriori tasse e gabelle. In realta’, questa proposta era gia’ stata oggetto di un comitato di sindaci delle due province, lucane,  composto anche dal sottoscritto, che avevano richiesto, dopo una serie di incontri in quel di Policoro, inutilmente, alla regione di procedere nel senso attuale. Questa epocale operazione di giustizia sociale, attesi gli scarsi risultati dell’utilizzo centralizzato delle royalties sinora, dato che il petrolio e’ diventato il bancomat indiscriminato di tutte le spese, spesso inutili e clientelari dell’ente, consentirebbe a tutti i Comuni di spendere queste cifre, ad esempio, per un miglior sociale , nei servizi essenziali, oppure per una riduzione del carico fiscale locale. Il tutto senza gravare vallesu una popolazione impoverita dalla crisi ed impossibilitata a pagare ulteriori aumenti per i servizi. Inoltre, essendo fondi ad utilizzo libero, quindi anche infrastrutturale, ben potrebbero rilanciare le attivita’ artigianali locali per quelle necessarie opere di manutenzione ordinaria e straordinaria nei Municipi, da tanto tempo ferme per carenza di fondi. Si aggiunga, poi, che molti comuni vald’agrini, seppur gravati dal maggiore impatto ambientale dei pozzi, per anni, hanno non speso, o speso molto male, i tanti fondi loro assegnati, di fatto bloccando risorse altrimenti ben adoperabili. E’ evidente che, laddove questa giusta operazione politica, dovesse diventare l’ennesima lotta tra i poveri, il tutto porterebbe a risultati finali sconcertanti e che creerebbero maggiori disagi alle nostre martoriate popolazioni. Viceversa, se il consiglio regionale terra’ duro nella stesura finale, tutte le comunita’, a partire dalle piu’ piccole, avrebbero chances di uscire bene dalla crisi nera che stiamo attraversando ed il tutto senza gravare ne’ sulle esauste casse statali, ne’ sulle tasche dei contribuenti. E’ il momento della solidarieta’ per tutti, non solo a a chiacchiere ed a favore di organi di stampa, bensi’ negli atti concreti. Avranno, i governanti del parlamentino lucano, questa forza e senso di responsabilita’? Ce lo auguriamo tutti!!

 

Commenti

  1. Ernesto Calluori ha detto:

    Quale attento osservatore, l’appello lanciato dal Sindaco di Episcopia Avv. Biagio COSTANZO non mi è passato inosservato e l’ ho condiviso pienamente quale Lucano nativo di Francavilla in Sinni e trapiantato a Roma da oltre 50 anni. Le levate di scudi contro la possibile ripartizione del 50% delle royalties petrolifere regionali rappresentano, invece, un atto di “ingiustizia sociale”. La questione assume una forte valenza politica-amministrativa di cui il Consiglio Regionale non può non tenere nella giusta considerazione. Quale ex appartenente al Gruppo ENI, mi sovviene il discorso tenuto da ENRICO MATTEI il 29 luglio 1961 in Valle del Basento, in occasione dell’inizio lavori di costruzione di un metanodotto a Ferrandina, che avrebbe consentito alle industrie locali di utilizzare questa importante fonte di energia e permettere inoltre la realizzazione di nuove iniziative industriali. E: MATTEI affermò: ” la cerimonia odierna è importante soprattutto perchè, per la prima volta il Sud viene alla ribalta con l’inizio dello sfruttamento del metano nel Sud. Negli anni scorsi si ebbero, nella Valle Padana e si parlò di una cassaforte aperta per le industrie italiane.! Abbiamo trovato enormi risorse di fonti di energie nel Sud ed è possibile affermare che il Sud è una seconda cassaforte aperta per il lavoro italiano, più importante anche della prima, perchè il Sud è situato meglio del Nord”. Il Presidente dell’ENI dell’epoca così concluse : ” E’ necessario che questa povera gente, che una volta andava all’estero come emigrante, rimanga in Italia, e che noi esportiamo lavoro e non più emigranti “.-

    Roma, 16 Aprile 2014 Ernesto Calluori

    ernesto.call@tiscali.it

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