Per non dimenticare…

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dr. G. Nicola Viceconte Medico

dr. G. Nicola Viceconte Medico

Il libro “sulle tracce della memoria e dei briganti”  l’ho letto prima che venisse presentato a Matera dall’autore, il prof dott. Giovanni Viceconte. l’ho trovato molto piacevole e interessante sotto tutti gli aspetti. Un punto mi ha colpito profondamente nei sentimenti e su cui vorrei soffermarmi: il ricordo bellissimo del padre, don Nicola Viceconte,

che è stato tratteggiato con molta sobrietà e discrezione, in punta di piedi. Dalle poche righe traspare molto bene il grande ruolo che ha avuto la figura paterna nell’educazione e formazione dei figli, Franco, Giovanni e Guido. Essi hanno avuto un modello da cui attingere i valori della famiglia del sacrificio del lavoro e della rettitudine. Un padre che ha saputo far amare il proprio paese ai figli al punto tale da far mettere loro le radici nel territorio, anche se per motivi professionali sono stati indotti a vivere altrove. Con l’occasione, voglio ricordare la figura professionale e umana di don Nicola, con molta commozione, dati i rapporti di grande stima ed amicizia che mi legavano alla sua persona (era compagno di banco di mio padre alle scuole elementari), a quanti hanno avuto modo di conoscere e

sulle tracce della memoriaapprezzarne le sue qualità professionali e le doti umane, e testimoniare alle nuove generazioni la figura di un grande medico che ha operato in un contesto storico-ambientale completamente diverso da quello odierno. Infatti don Nicola svolse la nobile funzione di Medico Condotto e medico convenzionato con la Cassa Mutua per oltre 40 anni. Gli indigenti del paese, (ce n’erano tantissimi!) che non avevano la copertura assicurativa beneficiavano dell’assistenza sanitaria a carico del Comune, svolta proprio dal Medico Condotto. Erano tempi difficilissimi dopo la seconda guerra mondiale ed esercitare la professione medica nei nostri paesi lontani dai centri urbani era un’impresa ardua. Il più vicino ospedale era a Potenza e per raggiungere il nostro capoluogo si impiegava circa mezza giornata. Pertanto, con pochi strumenti a disposizione, don Nicola si assumeva la responsabilità di svolgere la funzione di Chirurgo (operava finanche le tonsille nello studio), Ostetrico, Ortopedico: doveva fare e tentare di tutto. Se non si interveniva ne andava di mezzo la vita del paziente. Il lavoro era durissimo perché solo sulle sue spalle era a carico la salute di tutti i cittadini di Francavilla. E non solo. Quando le nostre contrade erano isolate non c’erano strade, energia elettrica e acqua nelle abitazioni, il povero Medico Condotto doveva portarsi nelle case a dorso di un cavallo o di un mulo per soccorrere un ammalato grave o una donna in un parto difficile. Sicuramente si ricordava che “fino all’età di sette-otto anni Nicola viaggiava trasportato in una cesta legata al dorso di un asino, successivamente poteva andare in groppa ad un cavallino tutto per sé…”.  Dal punto di vista umano posso testimoniare, essendo stato, io, un amministratore del Comune proprio nel momento in cui è stato collocato in pensione, che è stato una persona molto sensibile ai problemi sociali alle questioni politiche; pur avendo orientamenti politici differenti (quante discussioni nel famoso centro di lettura del compianto maestro Carlo Vitola), tra di noi c’era una perfetta convergenza sull’amore per il lavoro, per la famiglia e per una giustizia sociale vera. Per questi motivi, mi permetto di suggerire agli amministratori comunali, come ho già fatto precedentemente con l’altra amministrazione di voler ricordare la figura di don Nicola intitolando proprio l’ambulatorio medico comunale alla sua persona.

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