Il petrolio : “proposte indecenti” ??

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f.lli di nubUn dibattito vivace ed interessante sta caratterizzando   in questi giorni l’interrogativo di una migliore e più equa utilizzazione delle risorse rivenienti alla Regione dalle estrazioni petrolifere. L’occasione è offerta dalla proposta di emendamento alla L.R. 40 del 3-4-1995, avente quale titolo “L’utilizzo dell’aliquota relativa ai giacimenti petroliferi in Val d’Agri”, da parte di tutti i gruppi consiliari regionali,col solo voto contrario del M5S . La proposta emendativa prevede l’estendimento del 50% delle royalties petrolifere a tutti i Comuni della Basilicata, ora tutte aventi quali destinatari solo i Comuni della Val d’Agri, individuati da quella legge, e secondo una graduazione percentuale che, nel riferimento ad un tetto di 160 Meuro va da 800.000 a 210.000 a Comune, come ampiamente illustrato nei giorni scorsi dai mezzi di informazione. Si va delineando nel dibattito una guerra di basso profilo tra poveri, un campanilismo “strapaesano” tra chi ha e chi non ha con forti necessità da povertà, e tra chi spende qualche volta anche con malcelata disinvoltura, aggiungendo, forse maldestramente ed in modo quasi irridente verso chi non ha, di “avere tanto denaro da non sapere cosa farne”!, e chi qualche “spicciolo” si aspetterebbe per far fronte a necessità primarie di cittadini indigenti e bisognosi di indifferibili interventi da parte del proprio Comune. E’ pur vero che le comunità della Val d’Agri meritano grande rispetto ed interventi compensativi ai sacrifici e limitazioni, che stanno subendo. La filosofia della L.40 va anche nella direzione, sottesa, della tutela ambientale, come tutela della salute, anche se l’art.1 si limita nel riferimento di destinazione di quelle risorse “allo sviluppo delle attività economiche ed all’incremento industriale del comprensorio della Val d’Agri”, come individuato dalla stessa legge. Per la verità quello sviluppo, auspicato, di lavoro e di fatti produttivi non c’è stato e lo registriamo con forte disappunto e preoccupazione e le risorse pur cospicue, di 1 miliardo tra il 2001 ed il 2012, come denunziato dalla Corte dei Conti, non hanno avviato, meno che mai prodotto, impulsi di sviluppo e creato condizioni di attrazioni di investimenti produttivi e ricadute occupazionali. La richiesta, che quell’emendamento intercetta ed il dibattito correlato evidenzia, e che proviene da Comuni, che vivono le difficoltà della quotidianità – ben sottolineate, tra gli altri, dal Sindaco Costanzo di Episcopia con appassionato vigore su La Nuova del 17 Aprile – non deve, e non può, apparire assurda, insensata o addirittura “scellerata”, con espressione inusuale e spropositata di un Sindaco, ma è sospinta da necessità incomprimibili, a cui i Sindaci non riescono a far fronte con i trasferimenti sempre più ridotti dello Stato e le difficoltà ad aggravare i cittadini di aree “difficili” di ulteriori imposizioni fiscali, anche in considerazione che i soggetti di imposta in quelle aree si vanno sempre più contraendo per numeri anagrafici e per capacità contributiva. Una ragionevole, equilibrata proposta può essere quella, che si ispiri a criteri di evidente buon senso: privilegiare i Comuni più direttamente investiti dai problemi ambientali; allargare questa prospettiva ad aree contigue, che pure risentono di interazione ambientale; prevedere iniziative ed atti con apertura di solidarietà per comunità più distanti cercando comuni convergenze di accordi, anziché litigare, come pure auspicato da amministratori valdagrini; rinegoziare gli accordi con l’ENI per acquisire, legittimamente, risorse da corrispettivi più “dignitosi”, per creare opportunità occupazionali, che vadano al di là di quelli rivenienti, per la mariolinoverità, allo stato, minime dal petrolio; prestare attenzione, eventualmente approfondire, quel “Piano di Lavoro, della Crescita e della Coesione in Basilicata” offerto quale contributo importante dai Sindacati confederali CGIL CISL UIL, che, tra l’altro, prevede la “concentrazione delle risorse su interventi mirati e contro la dispersione tra risorse nazionali ordinarie, comunitarie e –specifiche della Basilicata- straordinarie connesse alle estrazioni petrolifere”. I dati dell’ISTAT ci dicono, in termini sempre più allarmanti, della diminuzione della popolazione lucana con fenomeni di spopolamento in tanti comuni anche per effetto, determinante, del dramma della disoccupazione, oggi alla cifra record, in Basilicata, del 15,01%! Che fare di fronte ad una situazione e prospettive così desolanti? La risposta etica e politica può essere solo quella di porre in essere impegni consapevoli di recupero di risorse finanziare ed umane finalizzate a tentare di riavviare stagioni di crescita e sviluppo, ripartendo, sempre, dal lavoro e dalla disuguaglianza sociale.

Potenza 21 Aprile 2014

Commenti

  1. Ernesto Calluori ha detto:

    L’ intervento di Mario Di Nubila già Senatore della Repubblica su IL PETROLIO “Proposte indecenti” pone, giustamente, l’accento su di “una migliore e più equa utilizzazione delle risorse provenienti alla Regione dalle estrazioni petrolifere” rispetto alla proposta di emendamento alla L. R. 40 che fa il paio con chi ha e chi non ha. La storia del petrolio contiene due lusinghe opposte: una che parla di progresso; l’altra di un potere capace di scatenare non solo aspre controversie, ma anche guerra tra i “poveri”, Nel rapporto fra queste due lusinghe, si consuma ciò che non dovrebbe avverarsi in un insipiente campanilismo.

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