Il bonus carburante, il problema è politico. Occorre maggiore determinazione per difendere la Basilicata.

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Un intervento, a firma del Presidente Pittella, pubblicato sulla Nuova del 13.04.2014,  di risposta “ ad autorevoli esponenti del Nuovo Centro Destra”, ha riaperto il dibattito circa il bonus carburante ed, in genere, l’uso delle risorse rivenienti dalle estrazioni petrolifere nel territorio regionale. Non vi è dubbio che la rinegoziazione della materia e dei rapporti tra la Regione, il governo nazionale e le compagnie petrolifere si renda improcrastinabile, affinchè la Basilicata, fornitrice della maggior parte delle risorse petrolifere occorrenti al fabbisogno nazionale, abbia una compensazione ragionevole ed equa sotto il profilo economico e della salvaguardia ambientale. E’ altrettanto vero che, ad oggi, le risorse ottenute siano da considerare insufficienti; il bonus carburante, le royalties, comprese quelle destinate ai comuni, ed il memorandum sono, in realtà, i pochi benefici tratti dalla negoziazione con il Governo Nazionale e le compagnie petrolifere e, per onestà intellettuale, va detto che non pochi meriti sono da ascrivere soprattutto al Sen. Viceconte, all’On. Taddei e in genere al gruppo parlamentare dell’ex PdL. Tra questi benefici quello che ha diretto impatto sull’economia del cittadino è il bonus carburante, che è materialmente destinato al singolo cittadino patentato e che, pertanto, concorre ad incrementare il reddito familiare di cittadini appartenenti a diverse categorie e fasce di età. Le royalties vengono, in genere, utilizzate dalla Regione e dai comuni interessati, giacendo spesso inutilizzate tra i residui dei bilanci o distratti attraverso il loro utilizzo sul corrente, censurato da ultimo dalla Corte dei Conti della Basilicata. Il Memorandum, storica conquista, che avrebbe dovuto incidere sui programmi di sviluppo e di crescita socio-economica, è sostanzialmente “congelato” e nullificato dai primi decreti attuativi, che prevedono 50 milioni annui da concertare con altri soggetti giuridici pubblici e privati, per cui il bilancio complessivo della negoziazione può essere definito lacunoso, dal punto di vista politico e , di conseguenza, da quello della crescita e dello sviluppo. Di fronte a questo quadro non esaltante, il Governatore ritiene proporre l’utilizzazione dei fondi, già accantonati nel bilancio dello Stato, “per la riduzione del prezzo alla pompa dei carburanti per i residenti delle regioni interessate dalle estrazioni”, in applicazione del 2° comma dell’art. 45 della l. n. 99/2009, per finalità diverse da quelle a suo tempo previste dal legislatore. E’ vero che il citato art. 45 ha “un peccato originale”, come afferma il Portavoce della Giunta Regionale, per cui è indispensabile richiederne la riscrittura più equa per la Basilicata, ma il problema non è solo giuridico, esso è soprattutto politico ed attiene alla volontà del download (1)Governatore di richiedere un uso diverso di quelle risorse già accantonate dallo Stato a favore dei cittadini lucani e non della Regione Basilicata, per interventi e programmi, per i quali la battaglia va fatti su altri tavoli, chiedendo con forza e decisione, insieme a tutti i parlamentari lucani, compresi quelli distratti nella votazione del tanto conclamato art. 45, il riequilibrio nella destinazione delle risorse rivenienti dal petrolio a favore delle regioni produttrici ed il rispetto del Memorandum, attraverso l’allocazione di maggiori risorse economiche finalizzate alla realizzazione degli interventi in esso previsti. Deflettere da questa impostazione politica e metodologica ed offrire un’alternativa al governo, è azione, che non solo danneggia direttamente i cittadini (e le famiglie) già individuati quale beneficiari, ma denota debolezza ed incongruenza con i proclami di difesa delle prerogative lucane conclamate in campagna elettorale. Prendiamo atto che, assunta consapevolezza della debolezza della propria posizione, siano stati lanciati segnali circa la problematicità della materia, ma i cittadini e la politica sono cambiati; la deriva populista si elimina democratizzando la propria azione politica e mettendo in campo azioni condivise e partecipate, che tengano conto sempre dei bisogni della persona e dell’elevazione delle sue condizioni umane e materiali. Il Governatore, lasci stare il bonus carburante, pertanto, e faccia una grande battaglia sul rispetto del Memorandum, con la destinazione di ulteriori consistenti risorse, e sulle prerogative regionali in materia di competenze, troverà a suo fianco le forze politiche realmente popolari e vicine ai valori della solidarietà, sussidiarietà ed della persona.

 

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