La svolta di Matteo Renzi

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E’ tempo di voltare pagina, di chiudere questo ventennio nero. Nessuno poteva pensare che alla fine della seconda Repubblica mai nata, si tornasse alla prima. Sta a Renzi, oggi, dimostrare di essere l’uomo giusto. Raccontare la sua ascesa alla guida del governo italiano significa raccontare uno degli eventi più eccezionali della storia di questo Paese. Ma perché non ce lo prendiamo il partito? esclamò un giorno Renzi al suo amico Matteo Richetti. Il Partito? Sì, replicò Renzi. Quello dei funzionari, dei circoli, delle federazioni, delle tessere, dei tradimenti, delle cordate, dei congressi, delle liste? Lo straripante racconto di Renzi–rottamatore e tutto ciò che ha reso il fenomeno-Renzi vincente quale sindaco-segretario-premier. Due gli obiettivi: ¨la conquista del PD alle primarie e l’appoggio del PD all’operazione di scalzare Enrico Letta”. Dal governo del presidente, si è passati a quello del premier, ripristinando un normale rapporto tra Colle e Palazzo Chigi. Il giovane Renzi, insomma, è così rampante che è meglio averlo amico che nemico da rendere possibile la simbiosi tra Matteo e Giorgio il “Migliorista”. Un’altra scadenza sarà la presidenza di turno Italiana dell’Unione Europea che inizia il primo luglio e in cui sarà Renzi a vedersela con i partner UE, dopo aver fatto i “compiti a casa” chiedendo di rivedere i paletti sulla politica economica. Ma al netto di tutto questo, mentre Renzi prende le redini di questa svolta politica, istituzionale ed economica e dopo aver regalato momenti di ritrovata giovinezza al Presidente Napolitano, sarà proprio “Matteo” ad accompagnare “Giorgio”all’uscita da quel Colle.

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