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I vicerè

Scritto da Vincenzo De Paola in data 16 maggio 2014 @ 9:49

l43-beppe-grillo-130710153601_bigAspettando l’esito elettorale (in Italia si sa, è un evento anche l’elezione del “Sindaco” di Roccacannuccia), l’impressione è che il rullo renziano stia rallentando.

Passare dalla rottamazione alla creazione (intesa come azione di governo) è complicato.

Il governo, nato frettolosamente, sin dall’inizio ha mostrato un gap progettuale.

Passato l’effetto luna di miele (il personaggio, l’età e l’energia hanno alimentato curiosità e attrazione), si ha nuovamente l’impressione di essere su una nave senza rotta.

Ne LItalia dei Due Giovanni, Montanelli scriveva:

Il governo Segni vivacchiava senza infamia e senza lode, lasciando che lItalia facesse da sé, e faceva benissimo, con una crescita economica che suscitava l’ammirazione del mondo.

Era la fine degli anni ’50, altri tempi, altro spirito, c’era voglia di riscatto, di ascesa.

Davanti all’Italia c’era una prateria di benessere da conquistare.

E fu conquistata.

Oggi no.

Lo spirito è regressivo.

Il paese ha bisogno oggi più che mai di una guida forte, di un progetto chiaro, di una prospettiva vera.

Ma non potrà mai realizzarla un Viceré, sia esso l’autorevole Monti, il colto Letta o il tumultuoso Renzi.

L’Italia ha bisogno di un Re (in senso metaforico, naturalmente), di un uomo che abbia la forza e  il prestigio di riaffermare il valore di questo paese.

I Viceré rattoppano, sembrano leader, ma non lo sono.

Nelle decisioni cruciali aspettano il Re.

Il paradosso dell’attuale vicenda italiana rischia di essere questo: il Pd, primo partito, governa il paese, ma il vero Re, colui che ha in mente un progetto compiuto (per quanto sbagliato e pericoloso possa essere), appare Grillo.

I suoi successi elettorali non sono un caso, pensare di derubricarli a fenomeno passeggero e legato solo alle conseguenze della crisi è un imperdonabile errore.

In Grillo, soprattutto i giovani, vedono un progetto chiaro, fatto di egualitarismo, ambientalismo, democrazia di rete (moderna?!), comunicazione violenta, ma diretta,  autodeterminazione, giustizia e moralità.

Fino a 25 anni fa, alcuni di questi erano i paradigmi della sinistra comunista che, guarda caso, raccoglieva enormi consensi proprio tra i giovani.

Quanto a Renzi, le riforme istituzionali si esauriranno nella riforma elettorale e nella modifica (parziale) del bicameralismo oppure esiste un disegno organico di riorganizzazione dei poteri dello Stato?

Non si sa.

Sul rilancio economico, come pensiamo di uscire dal pantano degli ultimi 15 anni, con la riduzione delle tasse per 80 €?

Abbiamo perso 300 miliardi (tra calo del Pil e mancata crescita).

Possiamo recuperare con piccole azioni come quella messa in moto due mesi fa?

Non si sa.

Sull’Europa, al di là del desiderio onirico degli Stati Uniti d’Europa per i propri figli, come si intende gestire il contingente  e qual è la prospettiva?

Continueremo a chiedere il permesso per ogni scelta, anche per quelle a limitato impatto, oppure diventeremo adulti?

Non si sa.

Angelo Panebianco, editorialista del Corriere della Sera, qualche giorno fa paventava il rischio di tornare al sistema bloccato della prima repubblica, con il Pd al posto della Dc e M5S al posto del PCI (dà per scontato il declino di Forza Italia).

I voti di Grillo, dice Panebianco, proprio come quelli del PCI, finiranno nel freezer perché mai e poi mai M5S potrà diventare forza di governo.

Il paragone suscita non poche perplessità, soprattutto perché il contesto internazionale è completamente diverso (Yalta non esiste più da un pezzo).

Tuttavia, se la previsione di Panebianco dovesse realizzarsi, con il Pd che continua ad apparire una amalgama mal riuscita, proprio come la Dc post-degasperiana, si avvierebbe un lungo periodo di stabile non-governo.

E così, in futuro potremmo leggere, riadattata, la frase di Montanelli:

I governi dei Viceré vivacchiavano senza infamia e senza lode, lasciando che lItalia facesse da sé, e faceva malissimo, con una decrescita economica che suscitava la commiserazione del mondo.


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