Petrolio: sviluppo e lavoro?

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Enrico Mattei

Enrico Mattei

Sviluppo e lavoro apparivano i termini verosimilmente coniugabili allorquando la grande risorsa dell’oro nero cominciò a sgorgare dalle viscere della Val D’Agri. Sviluppo e lavoro restano oggi ancora miraggio per quell’area specifica e per il resto della Basilicata. Dati, numeri, percentuali scorrono sui mezzi di informazione regionali e nazionali,

ma la Basilicata resta nella sospensione dell’attesa. La regione, che concorre alla produzione nazionale del petrolio con circa 4 milioni di tonnellate, pari al 72% di tutta la produzione nazionale, vede partire, con il petrolio, tanti suoi cittadini in cerca di lavoro altrove!  Una forte,  e grave, contraddizione da non leggere in filigrana, quanto  piuttosto con realistico e rabbioso realismo. Una ricchezza che parte ed una povertà che aumenta nei luoghi, dai quali  quella ricchezza proviene. Dati della Fondazione ENI e confronto con quelli  forniti  dal Sindacato C.G.I.L., in particolare:  operai semplici lucani 127 su 243, manovali 39 su 43, carpentieri 34 su 39, autisti 137 su 185, comunque lavoratori generici essenzialmente; sono gli occupati presso la grossa “macchina” petrolifera. Pochi gli specialisti  lucani: nel settore amministrativo 61/163, nel settore tecnico 193/952, dirigenti 9/49, con la ricorrente motivazione, secondo cui in loco non ci sono qualifiche specialistiche. Anche nell’indotto la situazione non è rilevante per i lucani : su 2533 occupati nell’indotto ENI 1454 sono residenti in altre regioni. Quella “ricorrente motivazione” potrebbe avere una risposta facile, non semplicistica, qualora si volesse appena valorizzare,in concreto, il principio del grande manager, che fu Enrico Mattei, a cui forse sarebbe il caso che la Fondazione a lui intitolata, in Viggiano, si ispirasse: fare ricerca e formare i “quadri “ nel settore degli idrocarburi. Questo imprenditore d’eccezione, per determinazione, capacità, audacia, spirito di iniziativa, del quale qualcuno delineava tratti di “eroe romantico solitario  -un po’ pirata e un po’ mistico visionario –“ era in effetti  uomo d’azione, “grande organizzatore di uomini e di risorse fisiche”, che fece dell’ENI, tra l’altro, jl centro di iniziative, quasi unico, di formazione professionale, quale elemento di essenzialità per la vita dell’ENI. Al costo, verosimilmente,della sua vita sfidò e contribuì a rompere l’oligopolio delle “Sette Sorelle”, che all’epoca dominavano l’industria petrolifera mondiale introducendo il principio, rivoluzionario, secondo il quale i Paesi proprietari delle risorse petrolifere dovevano ricevere il 75% dei proventi rivenienti dallo sfruttamento dei giacimenti, superando l’offerta iniziale del fifty-fifty, che già gli aveva attirato le ostilità delle voraci “Sette Sorelle”. Nel grande turbinio delle iniziative dell’ENI, di cui Mattei era il protagonista in Italia e nel mondo, la formazione professionale aveva posizione di centralità. Lo ricordano i suoi interventi, fra i tanti,alla inaugurazione del primo anno accademico della Scuola di studi sugli idrocarburi, da lui voluta, a San Donato Milanese dell’11 gennaio 1958, del secondo anno del 28 ottobre 1958 e del terzo anno  del 1 luglio 1960.  L’iniziativa promossa dall’ENI ed organizzata dalla Fondazione ENI-Enrico Mattei AAST (Associazione Agenti per lo Sviluppo del Territorio) svoltasi quale Forum di Abriola-Calvello nei giorni 11-12 luglio 2008 su “Petrolio,sviluppo,opportunità e piccoli comuni” aveva registrato con pomposa solennità :”vogliamo ottenere competenze”; il Direttore Generale della Fondazione Bernardo Bortolotti sottolineava : “ Non bastano royalties per innescare lo sviluppo; Enrico Mattei lo aveva capito già negli anni cinquanta” “… Quello che la FEEM  ( Fond. Eni Enrico Mattei) può mettere in campo è un contributo importante in termini di formazione di capitale umano. Noi qui vorremmo svolgere un ruolo di interfaccia fra ENI e la comunità locale,proprio nella direzione dello sviluppo del capitale umano”. Quali i risultati a fronte di tante “declamazioni”? “ Parole,parole,parole!” ripete un significativo e malinconico ritornello!! Alli2_1La progressiva desertificazione demografica dell’area della Val D’Agri, in particolare, è l’interfaccia di uno sviluppo  che non c’è! Scorrendo i dati sulle variazioni demografiche dell’ISTAT (2001-2019 in  Comuni di quell’area registriamo : Armento 795/696 (-12,45); Corleto  3012/2628 (-12,75);  Gallicchio 1013/907 (-10,46); Guardia Perticara 761/629 (-17,35); Laurenzana 2247/1975 (-12,11); Paterno 4002/3542 (-13,74). In quadri di riferimento di tal genere,che dai livelli occupazionali  investono, fatti di sviluppo e qualità della vita regionale nel suo complesso, le preoccupazioni che emergono nella comunità regionale hanno fondati e seri motivi per percepire e denunziare una “crisi sociale” della nostra regione. Le prese di posizione vigorose assunte dal Presidente della Giunta Regionale Pittella, che nel petrolio vede “lo snodo per il futuro della Basilicata ed un prospettiva che vada oltre lo sfruttamento dello stesso,sono da sostenere ed incoraggiare sul piano politico. Il confronto con il Governo nazionale, che si annunzia  “ serrato nei tempi e nei contenuti” va accompagnato dal  sostegno di tutte le forze politiche e sociali, che, per la verità, in questi ultimi tempi si è annunziato responsabile, ampio ed importante. Non ci sono postazioni individuali da difendere o sussulti personali  da primazie o di orgoglio da vantare, ci sono interessi e diritti di una comunità da salvaguardare, da rivendicare e difendere. La beffa “beffarda” di un “memorandum”, che va rispettato non solo come atto fra gentiluomini, intendendo questi quali espressioni istituzionali, ma quale riconoscimento, sottoscritto, di prerogative irrinunciabili, la deroga dal patto di stabilità per la utilizzazione delle royalties,la entità di queste, inadeguate se non “infime”, una maggiore attenzione ai fatti ambientali, in particolare di quell’area, tutto questo significa rilanciare con vigore,convinzione ed unità di intenti, che dà forza, per rilanciare la vertenza lucana sui tavoli nazionali.

Potenza, 20-05-2014

 

 

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