Gaber cantava: “la democrazia è partecipazione…”

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Il 12 maggio del 1974 il popolo italiano fu chiamato ad esprimersi se confermare o abrogare la legge su divorzio. Le forze politiche laiche, i movimenti radicali, i cattolici progressisti mantennero in piedi una legge che contempla l’istituzione del divorzio e quindi la conquista del primo diritto civile in Italia. Anche a Francavilla, ovviamente,  si votò in un clima di campagna referendaria molto accesa: comizi, riunioni di caseggiato, visite in tutte le case per spiegare le modalità di voto. Votando SI si intendeva votare contro il divorzio, votando NO si esprimeva la volontà di mantenere in vita la legge. Ce ne voleva fegato per spiegare il referendum, perché la televisione non arrivava in tutte le case e non sempre il discorso veniva recepito. La Democrazia Cristiana di Fanfani e la Chiesa avevano scatenato una battaglia integralista mai vista fino ad allora per far prevalere il SI. L’esito fu il seguente: 888 NO – 729 SI

Ho ricordato ciò, perché da qualche anno a Francavilla è cambiato il modo di fare politica: non si tengono più comizi, le sezioni aprono una settimana nelle campagne elettorali, non si organizzano più feste di partito, non si fa opposizione al Comune. In poche parole non vi è più partecipazione democratica. La democrazia è morta e sepolta. Tutta la popolazione, femmine e uomini diceva una volta il banditore del paese, recatevi nella sezione del Partito Comunista oppure nella sezione della Democrazia Cristiana, dove si discuteva si ascoltava si informava e molte volte si decideva tutti assieme. Nelle sezioni si formarono intere generazioni. Oggi non è più così, vuoi per le leggi elettorali alla “Porcellum” vuoi per le forme di degenerazioni della cosa pubblica (la casta e il malaffare), decidono i politici in alto, i clan economici e i pifferai dell’ultima ora, così a Potenza come a Roma. Penso che per evitare una deriva autoritaria e populista, bisogna risalire la china con la partecipazione e lo spirito di sacrificio di dare qualcosa per la democrazia, per la convivenza civile e per la giustizia sociale. Partiamo da Francavilla. Non è bello starsene per conto proprio. L’indifferenza è un atteggiamento molto grave. Apriamo le sezioni, i circoli le associazioni per dare linfa alla nostra comunità. Francavilla non può e non deve morire.

 

1^ festa dell'unità

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