La rinegoziazione del Memorandum è la vera sfida.

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guidi_640La visita del Ministro Guidi e l’incontro con il Presidente Pittella sul tema dello sfruttamento delle risorse petrolifere lucane, hanno riproposto prepotentemente all’attenzione generale un tema, sul quale le generazioni future e questa nostra Regione si giocano il proprio destino.

Il tema è tanto delicato, quanto significativo, per cui sottacerne l’importanza e ridurlo a mero esercizio dialettico tra le forze politiche, è non solo riduttivo, ma emblematico di una visione angusta della politica, che deve , invece, avere come fine solo il bene della collettività.

Tale dibattito si interseca con la cruda analisi contenuta nel Rapporto del Centro Studi di Unioncamere e con i dati diffusi dall’Istat, con previsioni ancora peggiori di quelle riportate nel Rapporto 2013 sull’Economia del Mezzogiorno, illustrate dallo Svimez a settembre 2013.

Secondo l’Unioncamere il PIL lucano nel 2013 è in calo al -3,2%, che si somma al -3,5% del 2012, non si intravedono segnali di ripresa nell’immediato ed il sistema produttivo lucano è incapace di sostenere strutturalmente la crisi in atto, che, secondo le più ottimistiche previsioni, solo nel 2015 consentirà una timida ripresa.

I posti di lavoro decrescono (meno 5000 posti di lavoro nel 2013), il solo settore turistico e la vocazione a neoimprenditorialità giovanile sono incapaci di riequilibrare le perdite che in più settori si registrano.

L’Istat, dal canto suo, ha certificato un calo al -3,9% del Pil del Mezzogiorno, superiore di 2 punti rispetto alla media nazionale, il cui dato del -1,9% è determinato per compensazione solo dal calo contenuto del Nord Ovest     (- 0,6%), del Nord Est (-1,5%) e del Centro (-1,8%).

La Basilicata, purtroppo, tra le regioni del Sud, per le sue carenze strutturali, per il suo debole tessuto imprenditoriale e per il grave squilibrio tra le varie aree territoriali, non sfugge a queste previsioni e per molti aspetti non lascia intravedere segnali di inversione per il futuro.

E’ evidente che, in questo quadro non esaltante, gli elementi di positività riconducili al settore turistico ed all’incremento di lavoro autonomo, non bastano ad invertire il trend negativo e rischiano di essere nullificati dalle risultanze negative dell’export, dalla crisi del settore commerciale, dal progressivo indebolimento del settore dipendente, determinato anche dalle difficoltà di accesso al mercato del lavoro.

Nel quadro macro economico così sommariamente delineato, per perseguire azioni finalizzate alla riqualificazione e alla modernizzazione delle imprese, alla ricerca di nuovi mercati, alla valorizzazione delle risorse umane, ad una infrastrutturazione materiale ed immateriale moderne ed efficienti, è indispensabile un uso intelligente delle risorse endogene e di quelle rivenienti dai fondi europei.

La Basilicata, insomma, o fa un uso razionale e strategico delle risorse europee e di quelle rivenienti dal petrolio e dall’acqua, o è destinata ad irreversibili processi di decadenza.

Il compito del Presidente Pittella è arduo e difficile per le contingenze storiche e congiunturali, e, pertanto, la sua azione va supportata dalle forze politiche, ma egli stesso deve rielaborare una strategia seria, condivisa e partecipata.

Tralasciando, in questa fase, l’utilizzo delle risorse europee e dell’acqua, è importante che egli lavori seriamente ad una rielaborazione della strategia complessiva circa la crescita della Basilicata, abbandonando battaglie di retroguardia, quali quella dell’uso dei fondi per il bonus benzina, già destinato dalla legge ai cittadini lucani, che sono in legittima aspettativa, per le previsioni sancite dall’art. 45 della legge 99/2009.

Voler modificare il dettato legislativo, riconducendolo eventualmente ad un parziale beneficio per fasce reddituali, è esercizio giuridico difficile, inopportuno e contrastabile, non porterà ad alcun risultato immediato, se non a quello di impedire che nel reddito delle famiglie lucane confluiscano subito le risorse (circa 800 euro) a patentato, accantonate nel bilancio dello Stato per una iniziale improvvida scelta del legislatore, che oggi sarebbe correlabile alla sua anacronistica ed intempestiva iniziativa.

images (1)Il Presidente Pittella deve invece capitalizzare per la Basilicata le previsione dell’art. 16 della Legge sulle Liberalizzazioni del 24 gennaio 2012, contestando il 1° Decreto applicativo, che prevede la misera somma di 50 milioni annui, e reclamare l’applicazione puntuale del Memorandum, firmato da Viceconte, De Filippo e Saglia, ad oggi disatteso, del quale è auspicabile una rimodulazione, ma che è certo una significativa base di programmazione pluriennale.

A parte, infatti, la quantità di risorse ad esso riconducibili (circa 5 miliardi di euro),

gli assi strategici già individuati dal tavolo tecnico sono condivisibili e migliorabili, per perseguire l’obiettivo della Basilicata del futuro, più moderna, più efficiente, più attrattiva, più equilibrata al suo interno, più proiettata verso l’innovazione e la ricerca, dotata di infrastrutturazione moderna, vocata alla internazionalizzazione ed alla valorizzazione del suo capitale umano.

Solo così Pittella, superando la ordinatorietà e proiettando la sua azione nel futuro, dimostrerà di essere il Presidente che molti lucani hanno prescelto per il vero cambiamento.

Anche noi, allora, lo accompagneremo, in questa azione, per il bene del popolo lucano.

 

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