Riscopriamo l’antica arte della seta

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foto2“Gli uomini si volgono a guardare i giorni dell’infanzia come alla maggiore felicità, perché quelli erano i giorni del maggior incanto, della maggiore semplicità, e della più vigorosa immaginazione” . (Ruskin).

E’ verissimo.  Anch’io, come capita a tutti, mi volgo a guardare i giorni della mia infanzia e, tra le altre cose vedo… il mio Maestro delle scuole elementari  e i miei compagni impegnati in un allevamento didattico del baco da seta o filugello.
Fu un’esperienza bellissima in terza elementare, perché il Maestro Giuseppe Pangaro, applicando con grande fervore le moderne metodologie didattiche, ci diede l’occasione di conoscere ed apprendere la produzione della seta “facendo”, “giocando” con i compagni quando raccoglievamo le foglie di gelso (salivamo sugli alberi come Tarzan e mangiavamo tante more genuine), “impegnando”  il tempo anche dopo la chiusura della scuola  e “immaginando” tante cose…
L’anno successivo, siamo nel 1959, infatti diventammo giornalisti, tipografi, esploratori, corrispondenti, perché demmo vita, grazie ad una piccola tipografia a caratteri mobili, ad un nostro giornalino scolastico, il Filugello.
Eravamo in corrispondenza con gli alunni di Vergiate e Lesmo che facevano la nostra stessa esperienza.
foto1Da insegnante, ho messo in pratica nelle scuole medie di Francavilla, Teana, Episcopia ed Agromonte la stessa attività, perché l’allevamento del baco da seta costituisce un percorso didattico multidisciplinare che coinvolge pienamente gli alunni suscitando tante emozioni.
Ancora oggi mi diletto ad allevare un certo numero di bachi, vuoi perché in noi c’è sempre il “Fanciullino”  del Pascoli, vuoi perché potrebbe essere l’occasione di avviare un progetto di educazione ambientale o tentare l’allevamento su larga scala, perché la seta è una fibra tessile  naturale e non solo, molto richiesta.
Vaccini, protesi, bulloni, tubi, fibre ottiche, cheaps, antenne, sensori, lenti, bicchieri, pellicole… Riavvolgendo il filo che esce dal bozzolo del baco per tornare alla sostanza che secernono le sue ghiandole, si otterrà un materiale straordinario adatto a tutti gli usi. Oltre tutto è economico e non inquinante. E’ la rivoluzionaria scoperta di uno scienziato italiano Fiorenzo Omenetto,  alla Trufts University di Boston. Addio plastica, il mondo sarà di seta.
Per questi motivi si deve tornare all’antica arte della seta. I monaci della Certosa di S. Nicola introdussero questa lavorazione a Francavilla. Dopo tanti anni di abbandono, oggi possiamo riscoprirla  per impiegare anche per tale via le risorse umane e sfruttare il nostro territorio con la gelsicoltura, perché i bachi si nutrono delle foglie del gelso.

Commenti

  1. Rocco Amorosi ha detto:

    E’ con piacere che leggo gli articoli e i ricordi del professore Antonio Fortunato. Nonostante gli anni passano inesorabilmente e velocemente in un mondo che cambia più velocemente di quanto si creda i ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza restano davvero impressi nel cuore e nella mente. Anche io ricordo molte cose belle legate alla mia età scolastica alle medie di Francavilla e al professore Fortunato che ricordo sempre con tanto affetto e gratitudine a distanza di tanti anni ormai e di tanti km di lontananza. E non solo la nostalgia di quegli anni riaffiora con emozione ma soprattutto gli insegnamenti che mi sono serviti nella vita. Io ricordo, per fare un esempio, l’attesa intrepida dell’ora di “Educazione Tecnica” del professore Fortunato. La ricordo perché era uno dei pochi insegnanti innamorati della sua materia e che faceva innamorare gli alunni al disegno, alla tecnologia, alla natura, all’arte e alla realizzazione di tutto ciò che ci circondava. Quell’ora era una continua scoperta di cose e mondi sconosciuti. Ricordo ancora le casette che costruimmo per la LIPU (lega italiana protezione uccelli). E tante tante altre cose. Sono sempre grato al professore Fortunato dei suoi insegnamenti, della sua grande passione che ci trasmetteva, del suo grande amore per Francavilla, per i giovani e per la scuola. Per il suo sorriso e le sue spiegazioni comprensibili a tutti. E queste cose resteranno sempre un ricordo ed un insegnamento indelebile per la mia vita.

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