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imagesNiente da fare, l’uscita da questa crisi non si trova.

Gli ultimi dati confermano che il punto più basso è stato (forse) raggiunto, ma di risalita neanche a parlarne.

Pil inchiodato a 0 o poco più, disoccupazione oltre il 12%, inflazione ormai inesistente.

Un quadro da film dell’orrore.

Si spera in qualche benefico effetto del bonus 80 €, ma fino a quando non sarà chiaro se si tratta di bonus o di riduzione permanente del prelievo fiscale, i beneficiari potrebbero decidere di tenere in tasca i soldini in più.

Ma perché questa crisi non passa più?

Dal 2008, imprese e famiglie (due dei tre attori dell’economia, il terzo è il governo) si sono concentrate nella ri-costituzione del patrimonio (è normale, durante le crisi aumenta la paura).

In altre parole hanno iniziato a risparmiare, riducendo i consumi (le famiglie) e gli investimenti (le imprese).

Pertanto anche se la Banca Centrale ha ridotto i tassi, fino ad azzerarli, i due attori non ne hanno voluto approfittare.

Semplicemente, non sono interessati.

È come offrire un ottimo Sassicaia ad un astemio!

E il terzo attore?

Anche il terzo attore ha cercato di risparmiare.

Quindi, chi ha speso?

Nessuno.

images (1)Perché, allora, ci si meraviglia per la caduta dei consumi e degli investimenti e, soprattutto, per la deflazione?

La deflazione è sempre un bel guaio, nel nostro caso è un guaio doppio.

Primo perché le famiglie non comprano in attesa che i prezzi calino; i prezzi iniziano a calare, ma le famiglie continuano a rinviare gli acquisti in previsione di un ulteriore calo e avanti così; secondo perché il governo vede crescere il valore del suo debito senza fare ulteriori debiti.

È un pericolosissimo circolo vizioso.

I giapponesi ne sanno qualcosa.

In questa situazione la politica monetaria tradizionale che riduce i tassi di interesse è inutile.

E’ stata inutile in Giappone dagli anni ’90 fino al 2013, è stata inutile negli USA, ed è stata inutile negli ultimi sei anni in Europa e in Italia.

Probabilmente risulterà inutile anche l’ultima manovra della BCE, perché la creazione di moneta è destinata a famiglie e imprese, proprio coloro che soldi in prestito oggi non ne vogliono.

Che fare?

Poiché i due attori principali, famiglie e imprese, sono frenati dalla necessità di ricostituire le riserve e dal timore di una crisi persistente, il terzo attore dovrebbe intervenire per smuovere le acque.

Invece, in questi anni il terzo attore è stato obbligato da altri a seguire gli stessi comportamenti di famiglie e imprese.

Non stiamo vivendo la prima crisi economica del dopoguerra, ce ne sono state altre, tante, ma il terzo attore dell’epoca le ha gestite, perché poteva, con la dovuta elasticità (svalutazioni e spesa pubblica).

Oggi, purtroppo, il terzo attore ha le armi spuntate o le mani legate perché non può svalutare e non può spendere.

E così passiamo da un capodanno all’altro, da un terzo attore all’altro nell’attesa di un Salvatore che moltiplichi pani e pesci.

Nessuna illusione, oggi in Italia pani e pesci non si possono moltiplicare.

È assolutamente vietato da un Trattato Europeo!

 

 

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