BETTINO da HAMMAMET ammoniva: eravamo il Paese di testa, in altri tempi…

Stampa questo articolo Stampa questo articolo

bettino4Bettino Craxi da Hammamet nell’intervista rilasciata a “ IL TEMPO”  il 31 luglio 1999 e ripresa su “L’ Avanti !” si ripresenta attuale e profetica a distanza di 15 anni . In essa, lasciava presagire che “ l’Italia dell’arte, della cultura e della natura, il paese più bello del mondo sia entrato in un tunnel nero da cui non si vede la via d uscita”.  Inoltre, aggiungeva: “ Le cose in questi anni sono peggiorate sotto molti aspetti. E’ cresciuto l’ impoverimento. La disoccupazione è aumentata. La criminalità dilaga. Siamo il fanalino di coda dell’Europa per il tasso di sviluppo e per la disoccupazione. Quando queste certezze vengono meno, si assiste alla frammentazione della società, del sistema Paese, dello Stato. Sul tema della riforma previdenziale, il Capo del Governo è isolato all’interno della maggioranza e del mondo del lavoro. Per strada si perderà qualche pezzo. Il termometro dell economia segna febbre alta. Aziende che chiudono per “ferie” per non aprire a settembre. Il fisco tortura il ceto medio, miseria e disoccupazione vanno a braccetto. Se ammazzare o stuprare non basta per restare in carcere, ognuno sceglie il Far West. Siamo alla privatizzazione della giustizia!!! Qui c’è la cultura permissivista dal pensiero debole dei post- comunisti che credono alle colpe della società ma non della persona. Va ricordato come, nei momenti piu gravi della crisi economica, il governo a guida socialista sia intervenuto con decisione, adottando una serie di misure la cui efficacia si sia riflettuto positivamente su tutto il quadro economico nazionale”. Si evince che per cogliere appieno l’opportunità di uno sviluppo economico e sociale del Paese, occorre, quindi, che le forze politiche siano in grado di misurarsi con i problemi concreti, piuttosto che alimentare una esasperata conflittualità, nel tentativo di recuperare posizioni di privilegio nella gestione dello Stato. Le considerazioni e le conclusioni sono ovvie : alla crisi economica del paese corrisponde una crisi politica, di ampie dimensioni. L’ ovvietà non fa sanatoria delle ragioni che stanno alla base di questa crisi. Era, allora, l’ anno 1999. Oggi, il calendario segna il 2014. Possiamo affermare che ai tempi di un certo CRAXI, eravamo il Paese di testa !!!

Commenta

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi