Una voce inascoltata… ma di verità

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titolo libroDa qualche tempo gira nei paesi del fondo valle Sinni, un piccolo pamphlet (Nu Sinneche cu \\ cazzo nu commissario cu la mazza) scritto da un autore storico di queste terre, Antonio Capuano, che ha voluto, come al suo solito, lanciare un suo appello e forse un suo accorato grido alla verità.

Un appello accorato già dalla premessa; dice l’autore…” quello che ritengo importante è fare arrivare nel cuore dei francavillesi il dramma che da mezzo secolo viviamo, che ci sta facendo tornare indietro e non vedo la possibilità di poter camminare avanti”…

E’ il libro del riscatto? Di dirsi fino in fondo la verità con lealtà e onestà su come i nostri paesi del fondo valle del Sinni vivono, si organizzano e agiscono da oltre un ventennio?

E’ forse giunta l’ora di ascoltare quest’uomo che da qualche tempo, da molto tempo, grida nei cuori della gente del suo paese e non solo, nelle anime e nei pensieri della gente pseudo colta di un paese, come Francavilla, che ha organizzato la propria vita quotidiana come un vecchio senza emozioni e passioni?

E’ forse giunta l’ora di mettere al muro i parassiti, gli ipocriti, e i perditempo di questa comunità Francavillese che da molto tempo tiene le bocche cucite ai giovani che voglio fare e forse cambiare il decorso lento del proprio tempo?

E’ forse giunto il momento di non far passare questo piccolo missionario francavillese, come un demente e forse un asino che deve soltanto trainare il suo tempo in attesa che finisca?

E’ forse giunto il tempo di ascoltare con onesta d’intenti quello che scrive e ci dice fin dai tempi della nostra infanzia.

E’ forse giunto il tempo di verificare se non questa verità che Antonio Capuano ci vuole iniettare nelle nostre vene non sia una vera cura per eliminare il virus dell’ipnotismo che i nostri vecchi hanno fatto a giovani facendoli fare quello da loro desiderato?

Antonio Capuano Autore del libro

Antonio Capuano Autore del libro

Non è forse vero che questo paese, Francavilla, sia, come dice l’autore, viziato, come un bambino che deve svegliarsi per cambiare?

Non è forse vero che la troppa democrazia, oserei dire anarchia, viziata e viziosa comoda alla mala politica, ha fatto tornare, Francavilla indietro senza farci vedere una luce di riscatto?

Non è forse vero che chi governa questi paesi non ha la che ben minima cognizione del proprio tempo, dei cambiamenti che stanno arrivando senza sapere come dominarli? Forse non è vero che questi paesi della Valle del Sinni, ricchi di storia, d’intelligenze sopite, di grandi ambienti naturali siano mal gestiti e amministrati da sindaci che nella loro vita privata gestisco con difficoltà già se stessi e le loro famiglie?

Un libro, questo di Capuano, semplice nello scritto che ti porta per mano verso le contraddizioni che non avvolgo soltanto il suo paese di nascita ma anche quelli circostanti dove, pero, dice l’autore qualcuno ha pensato di non stare con le mani nelle mani e di fare qualcosa in più di Francavilla. Da decenni, dice l’autore, a Francavilla, non si vede un’opera pubblica completata, solo iniziative abbandonate che marciscono al vento; qualcuna completata è una vergogna perché, in fin dei conti non è poi utilizzabile.

campanileLa capacita di vedere a due generazioni e non a un mandato elettorale è forse questa la verità dei nostri amministratori che dalle parti del fondo valle Sinni, Francavilla in particolare, non pensano ad altro che ai convivi gastronomici, a cercare di ingannare la gente che purtroppo non ha studiato e non capisce e che l’interesse pubblico è soltanto un mezzo per fare soldi per se stesso. Forse, in fin dei conti, quest’autore, con il suo scritto armonioso, ci sta anticipando quello che sta per arrivare per queste comunità; un vento che spazzerà via senza se e senza ma; un vento che non avrà rimorsi e perdoni. Forse ci sta dicendo di prepararci come comunità a fare qualcosa di vero e concreto con l’aiuto di tutti e per tutti non delegando più a chi non pensa minimamente a tutti ma solo al suo io imperioso.

Costruire opere pubbliche di spessore, mettere in rete le comunità del fondo valle del Sinni, una comunità dove ognuno svolge il proprio compito con diligenza e onestà, dove si cerchino e trovino nuove opportunità di lavoro e dove i nostri figli restino nella terra dei propri padri per accentuare, esaltare e migliorare quello già fatto e quello che si deve fare.

Una comunità, quella del fondo valle del Sinni, che insieme a Francavilla, possa tornare ai tempi in cui le attività artigianali erano la grande virtù’ di queste terre rese aride da politiche di basso cabotaggio.

Con orgoglio e con amore, l’autore, si rivolge alle genti francavillesi e non solo, chiedendo di svegliarsi e verificare se una speranza di cambiamento si possa attuare per evitare di girare l’angolo dove ci aspetta la morte che irride alle nostre anime pensando con sicurezza che il tempo sia scaduto. Credo che Antonio Capuano vada letto con attenzione e senza pregiudizi; vada ascoltato con serenità e senza demagogia: vada, forse sostenuto perché dallo scritto sembra come Virgilio che con il suo lume illumina quelli che vengono da dietro e non quelli che sono avanti.

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