La piazza delle idee

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piazza municipioE se inventassimo un luogo dove pensare, discutere, creare, proporre, dove tutti appassionatamente desiderassimo vedere un nuovo paese, una nuova Francavilla?

Una piazza materiale dove deporre le nostre arie culturali, dove cercare di andare al di la dell’ordinarietà, dello stupore di una nuova fontana realizzata o della solita e rituale festa patronale che si aspetta con ansia perché non vi è niente di nuovo.

Piazza Luigi Viceconte o piazza dei senisesi potrebbe essere la nostra agorà; il luogo d’incontro temporale per superare, quello che l’amico Filippo Abitante, sulla rivista la Bottega delle Idee dell’ottobre 2012 definiva … vita impersonale; cioè. una vita stando lontano dallo stress, dal confronto e del rapportarsi nella società. Come se il confronto sia percepito come fastidio e non un miglioramento della persona nella società in cui si vive.

Una piazza per superare la vita impersonale e lo stallo dei nostri paesi; di Francavilla, che vivono solo dell’attesa dell’ora di pranzo.

Una piazza di confronto e di scontro, dove ritrovare se stessi, la propria anima, dove cercare uno sguardo nel passato che ci porti verso il futuro; facendoci capire che futuro si vuole.

Una piazza che ci richiama a raccolta tutti: uomini e donne di buna volontà, uomini e donne che vogliono, come dice Filippo Abitante, generare nuove idee imprenditoriali, acquisire professionalità attraverso apprendistato, studi; trasformare un hobby o un semplice passatempo in un lavoro; guardare la bellezza dei nostri luoghi come un canale di scolo per creare turismo vero e organizzato.

piazza senisesiUna piazza dove ritrovare Vincenzo Viceconte infaticabile ricercatore della memoria di Francavilla autentica carta d’identità da portare sempre nei nostri cuori ; fare quattro passi con Antonio Capuano, scrittore e poeta del luogo inossidabile voce del tempo francavillese; accompagnare il professor Giovanni Fortunato nella sua analisi e ricerca sulla storia del Palazzo delle Decime chiamato dai francavillesi “ Turra” che va valorizzato e concretamente finanziato (senza fare chiacchiere di quartiere) facendo in modo che l’amministrazione comunale lo elevi a vessillo della sua programmazione amministrativa; scrivere, facendo approfondimenti sulla storia del Monastero di San Nicola; dei certosini e del suo Fra Innocenzo da Francavilla fine intagliatore e restauratore di mobili d’epoca; ricordare il grande Prospero Mango, fine gastronomo, che ha contribuito alla crescita socio-economica di Francavilla; adulatore del buon mangiare lucano con alte capacità organizzative; non possiamo ricordarlo solo nei suoi trigesimi. Va pensato a un libro da consegnare ai nostri figli; come  ai gioiellieri Perrone, anche loro sono testimoni della storia di Francavilla; come ai tanti piccoli e svariati commercianti che pure con un loro “flebile respiro” hanno contribuito in silenzio a scrivere parole efficaci per la comunità francavillese; Gino Costanzo voce importante del paese che delle sue poesie ne ha fatto una testimonianza di questo luogo; in politica ricordo, anche se non ne condividevo la sua impostazione politica, Luigi Ciminelli, un vero uomo di sinistra convinto e coerente nel suo privato, perché non ricordarlo nel suo pensiero; nulla va tolto anche a Mario Di Nubila che della sua passione politica ne ha fatto strumento di risveglio di queste aree e della sua Francavilla (di lui ricordo la genuinità della sua amata moglie che è stata di vero supporto non solo a lui stesso ma anche alla comunità del paese); del professor Mario Perrone, vanno ricordati i suoi appassionati appelli a cambiare prima che fosse troppo tardi, una traccia politica che va evidenziata; Antonio Ciancia storico direttore delle scuole di Francavilla, anch’egli va ricordato per le sue capacità didattiche desiderose di far ben crescere le nuove generazioni con il vessillo dell’identità lucana.

chiesa madreUna piazza lucana, del sud, di Francavilla che richiami chi possiede una passione, un’idea, una professionalità che d’accordo con Filippo Abitante, ha voglia di imporsi e incoscientemente voler far cambiare modo di vita di queste terre dimenticate.

Dopo aver sentito Matteo Renzi sulla Basilicata (su yuotube), mi sono sentito ancor più preoccupato a sollecitare un sussulto di risveglio dal torpore in cui da decenni siamo caduti.

La piazza è un luogo di risveglio, di decisione per mettere fuori i cattivi esempi, a buttare fuori dal balcone gli ipocriti e i vili e far ritornare a vivere la cultura degli esempi.

Una piazza che non sia una bottega, ma un luogo dove osare senza paura di cadere ma solo per imparare a volare alto.

Che ne pensate?

 

 

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