Narratori Francavillesi

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fotofil2Fra i meriti di questo sito vi è quello di aver fatto emergere narratori a noi sconosciuti.

Sapevamo di Luigino Viceconte, grazie al Dizionario Dialettale e all’opera “Fatt nda fatt”, negli ultimi mesi abbiamo scoperto Filippo Di Giacomo.

La narrativa del nostro autore ripercorre la vita quotidiana del nostro paese nei primi decenni del secolo scorso.

Negli stati d’animo dei personaggi messi in scena c’è la varietà del mondo contadino, c’è una vita di paese ormai scomparsa (o quasi).

Il vicinato disturbato da ‘nu gallə candatórə finə, il povero Carpuccə messo in croce da i Vərmənùsə sbrəgugnètə, la disperazione di Rusin’ per la sorte del suo karusiellǝ, a kianúrä kijnä kijn‘də kènə, ciúccə, vuòjə, pékərə e ghiumiéndə alla férä d’i Sàndə (‘i ‘na vôtǝ).

Tante di queste cose le sapevamo già; raccontarle in una storia è diverso, penetrano nella coscienza, entrano nei cassetti della memoria.

Eppure sarebbe riduttivo considerare i racconti di Filippo storielle divertenti e utili per il valore di salvaguardia linguistica; no, a mio parere in questi racconti c’è arte, c’è la traccia malinconica (M’arrǝkòrdǝ e Tatòscә), goliardica (férä d’i Sàndə (‘i ‘na vôtǝ) e sociale propria dei veri narratori.

Il sogno americano svanito (Amèrǝkǝ… Amèrǝ), l’ingiustizia del carcere (Z’ Dumínǝkǝ Galerjènǝ), la difficoltà di portare avanti una famiglia (‘U karusiellǝ‘i Rusinǝ) raccontano la miseria, le speranze, le illusioni di un mondo che ci appare lontano, ma non lo è, perché le emozioni, le speranze, le angosce e le illusioni albergano in ogni tempo e in ogni luogo.

carpucc1Anche oggi abbiamo problemi di vicinato e adolescenti o bambini sbrəgugnètə, anche oggi abbiamo problemi di denaro, anche oggi è difficile portare avanti una famiglia (anche se ‘a pov’ra Rusin’non crederebbe ai suoi occhi se vedesse l’abbondanza del nostro tempo), anche oggi è di moda tra i giovani il sogno americano o australiano o del lavoro all’estero o comunque di una vita fuori dai confini “angusti”del proprio paese.

Uno dei meriti della narrativa è rendere attuale ciò che si pensa superato, perché il suo fulcro è l’Uomo, reso apparentemente diverso dalle contingenze, ma nel suo intimo sempre uguale a se stesso.

Spero che i racconti pubblicati su questo sito verranno raccolti in un volume e dati alle stampe.

Arricchirebbero le nostre librerie.

 

Commenti

  1. Filippo Di Giacomo ha detto:

    Caro Vincenzo (permettimi il “caro”), vedo che sei un estimatore dei miei racconti e ciò mi gratifica. Un testo- come dicono i linguisti- è come un iceberg: un lettore frettoloso ne “guarda” solo la parte emersa; un lettore più attento ne indaga anche la parte sommersa, e tu appartieni a questa categoria. Un grazie e un cordiale saluto.

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