Francavilla nei ricordi di Antonio De Minco: “Il complesso bandistico” (maestri Pantaleo – Pisani)

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333 Si è costituita a Francavilla sul Sinni un’altra associazione culturale denominata “La Forgia del Sinni”. Il presidente è Tania Pisani – vedova Pezzuto.  Diamo quindi il benvenuto alla nuova Associazione con l’augurio di buon lavoro per la comunità francavillese, e non solo, in uno spirito di franca e costruttiva collaborazione con le altre presenti sul territorio.

a quanto pare questa “Forgia” fa le cose sul serio e per bene, alla grande. infatti, il 31 agosto si è concluso il ciclo di attività VIVI FRANCAVILLA 2014 con la presentazione del libro di don Marcello Cozzi, “Poteri invisibili” e con la mostra di pittura dell’artista compaesana Ninetta Ciminelli.

Invece martedì 26 agosto si è tenuto in villa comunale un incontro per rievocare le bande musicali francavillesi.  Dopo una bellissima esibizione del Concerto Bandistico dell’Associazione Amici della Musica “S: Pisani”,  ho dato lettura di una relazione dettagliata, preparata in base a un manoscritto del compianto don Nicolino Viceconte e ai ricordi di Antonio De Minco, con integrazioni di Battista Pisani che ha un ricordo vivo e puntuale delle bande che si sono succedute.

Un minuto di raccoglimento ha richiamato l’attenzione del pubblico numeroso e attento per ricordare il tragico incidente stradale del 17 luglio 1957 in cui persero la vita il maestro Pisani e l’insegnante Matteo Cosentino.

L’avvocato Vincenzo Viceconte,  noto cultore di storia  locale, ha commentato le foto del suo archivio relative proprio ai quattro grandi maestri: Pietro Ferrara, Pantaleo De Giorgi, Salvatore e Pasquale Pisani. E’ stato proiettato un filmato della banda in occasione della Madonna Assunta del 1984 suscitando grande commozione fra i presenti.

Infine, l’editore Antonio Capuano ha ricordato l’importanza della cultura e per i giovani è molto importante conoscere la storia. HA allietato la serata il complesso del Maestro Ferraiuolo con le graziose ragazzine Marilena Salerno e Roseti.

Mercoledì 27 agosto in Piazza San Giuseppe è stata rappresentata la grande storia di Francavilla, dai certosini agli emigranti nelle Americhe, dal brigantaggio ai tempi nostri con il coinvolgimento di molti giovani attori e la partecipazione di qualche simpatica nonnina.

La sera del 28 agosto sempre nella villa comunale si è svolta la I^ edizione del Premio “Il Passatore”.

Le serate sono state condotte con molta professionalità, io direi da “Tessitore”, dal Direttore della testata L’ECO DI BASILICATA, dott. Mario Lamboglia, a cui va il mio compiacimento.

E’ superfluo dire che in tutte le serate vi è stato spazio ai sapori lucani, ovviamente in questo caso di Francavilla.

Pubblichiamo,  come al solito, i ricordi di Antonio De Minco sul Complesso Bandistico di Francavilla (Maestro Pantaleo e Maestro Pisani Salvatore).

Prossimamente pubblicheremo una descrizione più approfondita del Passatore, scritta dall’insegnante Nicola Canonico.

 

 

 

 

Dal Libro di Antonio De Minco, il capitolo:  

“Il complesso bandistico”

(Maestri Pantaleo – Pisani)

 

La scoperta di un’arte, la sua elaborazione, la sua perfezione, la continuità nel tempo, la sua influenza sulle nuove generazioni, certamente il suo fascino sui gruppi sociali, sulle comunità… sono fenomeni che radicalizzano la passione e possono costituire dei modelli di socializzazione e, pertanto, strumenti di trasformazione e di manipolazione dei comportamenti.

2014-08-09 20.35.55Francavilla a quei tempi, aveva una larga tradizione nell’arte della musica, praticarono questa arte meravigliosa, ne trasmisero la passione, coinvolgendone l’intera cittadinanza. Il nostro paese ha sempre avuto un buon complesso bandistico, sotto quelle direzioni. I componenti di quel complesso erano tutti artigiani. Allora, i tempi e le condizioni economiche non consentivano di esercitare una sola attività. I frutti ricavati da quelle artigianali attività non permettevano di vivere dignitosamente. Occorreva perciò abbinare un’attività complementare, che consentisse incrementare il misero guadagno quotidiano. Quei giovani artigiani o allievi o apprendisti, seguivano dei corsi di musica, tenuti sempre dai sigg. De Giorgi, Pisani e Chiaradia e poi, al momento opportuno venivano inseriti nel complesso bandistico, seguendone le sorti nelle varie feste paesane. Ricorrendo pooi, una festività come quella di S. Antonio, la Madonna del Carmine, dei Santi Patroni nel nostro paese, essi si esibivano per le strade, nelle piazze e davanti la Chiesa Madre. Restano nella memoria le canzonette, i ballabili eseguiti con il clarino da Salvatore Pisani e con la tromba da Luigi Ciancia. Ancora restano nella memoria le esibizioni si di un palco d legno, in pianura, di pezzi d’opera: La Cavalleria Rusticana, L’Aida, Il Trovatore e … la cittadinanza tutta raccolta, sotto i riflettori delle luci, si portava davanti al municipio e lì tutti sotto il fervore di una serata particolare si eccitavano godendo gli effetti prodotti dalla musica e dalla animazione generale. Mi piace ricordare un altro episodio, che cetamnete è nella memoria di tutti i contemporanei. Il maestro De Giorgi per la ricorrenza della nascita del bambino Gesù – Natale – compose una bellissima pastorale. Quelle note musicali vagano sempre nella mia mente con fortissimo senso di profonda nostalgia. Quella sera la Chiesa Parrocchiale era gremita come non mai. Allo scoccare della mezzanotte le prime note incomnciarono a diffondersi per l’aria. Un silenzio tombale e di profonda devozione permeava quella moltitudine e quel luogo sacro. I sentimenti si rincorrevano in mille volute e tutti scintillanti ed effervescenti si dirigevano verso la colletta, dove era collocato il Bambin Gesù. Può una causa esterna generare uno stato emotivo profondo? Sì, infinite volte … si! L’uomo ha queste risorse, questo meraviglioso dono!

Morto che fu il maestro De Giorgi, gli successe nella direzione del complesso, il maestro Salvatore Pisani. Anch’egli molto bravo e competente e virtuoso solista di clarino. La nomea del buon complesso bandistico si diffuse oltre i confini, tanto che la sua richiesta per celebrare delle festività, era ambita anche da centri urbani molto distanti da Francavilla. Particolare attenzione veniva dedicata all’insegnamento della teoria musicale, dal sig. Chiaradia. Egli abitava nella zona di San Giuseppe, a circa una trentina di metri dalla mia abitazione. Le sue lezioni teoriche e quelle pratiche con relativo strumento, riempivano l’aria circostante il quartiere. Egli logicamente impartiva teoria ai giovani che, spesso, erano privi di fondamenti di matematica. La suddivisione dei tempi in 4/4 – 2/4 – ¾ ed il valore relativo delle note in 1/8 – 1/16 – 1/32 e così via era di enorme difficoltà per loro. La conseguenza si palesava con duri e stentori rimbrotti che raggiungevano le orecchie di tutti noi residenti. Altro connotato importante, circa le caratteristiche di quel complesso bandistico era costituito dalla divisa. Tutti i componenti calzavano il berretto uniforme ma non tutti disponevano della stessa divisa. Evidentemente poiché l’uniforme era dotazione personale, non tutti erano in grado di acquistarsela.

Sulla visiera di quel berretto fiammeggiava il contrassegno della chiave di sol, così come sulle mostrine della giacca. Per la piccola comunità, le giornate festive, particolari, assumevano una connotazione di diversità rispetto al quotidiano scialbo e ripetitivo e quando le note di quei simpatici artigiani anche della musica, si diffondevano per l’aria, tutti subivano quel processo meraviglioso che la musica sa generare. La ricreazione in un’organizzazione di gruppi sociali, rappresenta un moemnto rilevane in quella successione di ripetitività di azioni connesse e conseguenti agli impegni dell’esistenza. Ma in quelle strutture sociali, in cui l’unico ordine imperante è costituito dalla misteriosa arte di arrangiarsi per sopravvivere, il momento di rilassamento assume anche l’aspetto ludico ed un valore profondo che rinnescono quel processo essenziale per la continuazione della vita.

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