Parohə andichə (Parole antiche) (Palabras antiguas)

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Parohə andichə

E sə nə stènə ‘nghiusə ‘mbiettəfotofil2

kuotə kuotə

killi vócə killi paróhə andíkə,

killí suònə d’u tiémbə ‘i ‘na vótə

ca mó non zə gúsənə kiú.

Só’ com’a pétrə ‘i júmə

ca h’àcquä è kənzumètə;

kom’a ruòzzəhə viékkiə

ku tiémbə é rruzzənútə.

Só’ kòrdə ‘i kätàrrə skurdètə

arrughèt a ‘na rèsə, abbandunètə.

 

 

Parole antiche

 

E se ne stanno racchiusi in fondo all’anima stretti stretti

FILIPPO DI GIACOMO

FILIPPO DI GIACOMO

quelle voci quelle parole antiche

quei suoni del tempo passato

che ora non si usano più.

Son come pietre di fiume

che l’acqua ha consumato;

vecchi arnesi

che il tempo ha arrugginito.

Son corde di chitarre stonate

raccolte in un angolo, abbandonate.

 

 

Palabras antiguas

Y están encerrados en el fondo

del alma estrechos estrechos

esas voces, esas antiguas palabras

esos sonidos del tiempo pasado

que ahora no se usan más.

Son como piedras de rio

que el agua ha consumido

viejas herramiendas

que el tiempo ha oxidado

Son cuerdas de guitarras desafinadas

recogidas en un rincón , abandonadas.

Commenti

  1. Giovanni ha detto:

    Basta il primo verso per comprendere che di vera poesia si tratta… Giovanni Gazzaneo.

  2. Filippo Di Giacomo ha detto:

    Giovanni, ti ringrazio per l’apprezzamento ma…andiamoci piano con la vera poesia. Io sono un “crepuscolare ” e, come sai…i crepuscolari non amano definirsi poeti. Mettiamola così: il testo ha un suo valore, soprattutto perché è scritto in dialetto col quale mi piace esprimere i miei pensieri e le mie emozioni. Grazie ancora e un caro saluto. Filippo

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