Carmine Antonio e Maria, racconto di un amore lungo 71 anni

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Lui 94 anni, lei 86, si sono sposati “bambini” durante la guerra,  emigrati dal sud sono i capostipiti di 4 generazioni di biogliesi.

ggggggA Bioglio, frazione Alcinengo, vivono quattro generazioni di Giordano. Il capostipite Carmine Antonio, di Francavilla in Sinni, ha 93 anni, sua moglie Maria Cusumano, di Caltagirone, 86. Nell’aprile del 2013 hanno festeggiato con il figlio, nipoti e pronipoti, 70 anni di matrimonio. Si sono sposati “bambini” in piena guerra. Il soldato di leva Carmine Antonio Giordano era di stanza a Caltagirone. Si conobbero in casa di amici , e fu il colpo di fulmine. <<Non ci siamo più lasciati>> ricorda perfettamente Maria <<era l’agosto del ’42. Ci siamo sposati sette mesi dopo, il 14 marzo del ’43. Il prete è venuto in casa ed è stata una bella cerimonia>>. Carmine Antonio si gira a guardarla e dice: <<rifarei tutto da capo>>. Dopo il “si” Antonio porta la sposa a Francavilla che è meno a rischio di bombardamenti, e lui se ne torna a Caltagirone a finire la guerra. Racconta Antonio: <<quando arrivai a Caltagirone la mamma di Maria mi sgridò forte, mi accusava di averle portato via la figlia>>.

Finisce la guerra e Antonio finalmente può tornare a fare il mestiere di famiglia, il sarto. Nel ’46 nasce Franco Salvatore. <<Avevo parecchi clienti a Francavilla>> continua <<ma mi pagavano tutti in natura, con uova, verdura, frutta. Era impossibile pensare di mantenere la famiglia.

Così nel ’48 un amico emigrato a Bioglio gli dice che nel biellese i sarti sono pochi, molto richiesti e pagati regolarmente in lire. Antonio parte, si sistema e nel ’49 arrivano Maria e il piccolo Franco. Maria ricorda bene quel giorno. Dal sole del sud alla neve di Bioglio. C’è una bellissima foto in bianco e nero, nel loro soggiorno, che li ritrae nei boschi innevati della piccola frazione.

<<Tutti e dico proprio tutti qui a Bioglio ci hanno aiutato>> concordano Antonio e Maria.

ggggAntonio riceve in prestito una macchina da cucire e inizia a lavorare in proprio. Ma le entrate non bastano. E allora Antonio va a lavorare in fabbrica per la ditta Botto Albino, dove ci resterà per 32 anni. Maria si fa assumere dalla Bellia di Pettinengo. Per sei anni non andranno più in Sicilia. <<Tanti sacrifici, ma mai un debito>> rivendica con orgoglio Antonio.

Il sogno è una casa tutta loro. Nel ’55 l’occasione attraverso un’amica: per centomila lire pagate a rate comprano la cascina che poco alla volta ristrutturano, ingrandiscono, modernizzano. È la casa in cui vivono oggi, allargata prima per il figlio Franco e poi per i figli di Franco, Stefano e Michela e le rispettive famiglie. Il più giovane dei Giordano è Alessandro, 6 anni, che sfida il bisnonno: <<Meglio Grillo del tuo Bersani>>.

Antonio infatti è un “compagno” da sempre. A Bioglio ha fondato la prima sezione del PCI, di cui è stato Segretario per 60 anni. Ricorda sorridendo le liti alla don Camillo e Peppone con i Parroci che si sono succeduti. <<Ma eravamo tutti veri compagni, ci aiutavamo oltre ogni divisione di parte>>. E la moglie traduce: <<per Antonio i compagni sono gli amici, quelli veri>>. Per mezzo secolo, ogni domenica, Antonio vende l’Unità in paese. <<Almeno una quarantina di copie>> ricorda <<e la comprava sempre anche il Parroco>>. Nel 1975 a Bioglio la prima vittoria del centrosinistra dopo anni di DC.

Sindaco è Elio Allasa. <<Sono andato a piantare la bandiera rossa sulla punta della Rovella (il monte che sovrasta il paese)>> racconta Antonio con gli occhi che brillano. La moglie scuote la testa: <<che peccato, dopo pochi giorni qualcuno se la rubò>>. Una sintonia di coppia che sa di miracolo.

gggggggLa “bandiera” di Antonio è stata raccolta dal figlio Franco, oggi assessore ai Servizi Sociali, Sport e Istruzione con il Sindaco Stefano Ceffa. Franco Giordano è anche Presidente della U.S. Biogliese. La mamma lo rimprovera: Sì, sì presidente. Ma se sei sempre a lavorare come un mulo!>>.

E infatti Franco si alza, si scusa e annuncia che deve correre a segnare il campo per la gara di domenica. Resta con Antonio e Maria la nuora Anna, e per la casa si diffonde il profumo di peperoni alla brace. Fuori razzolano le galline, l’orto comincia a risvegliarsi, il piccolo Alessandro parla di calcio, e Michela discute con la nonna il menù di domenica, il giorno in cui le quattro generazioni di Giordano si mettono a tavola tutti insieme da sempre. Antonio e Maria sembrano due ragazzini. La prova che l’amore fa bene alla vita.

Fonte: Il Biellese del 9 aprile 2013

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