Alcool, droga principe

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img_archivio14320119470E’ la spia di una società che ha smarrito i valori fondamentali. E’ rincrescioso, ma pur doveroso riferire che la nostra cara Basilicata è la regione in cui si muore di più per il consumo di alcolici.

I dati, riferiti al 2012, sono stati resi noti in occasione dell’Alcohol Prevention Day, dall’Istituto Superiore di Sanità che ha pubblicato lo studio elaborato dall’Istat.

In particolare il 6,2% dei decessi dei maschi lucani è attribuibile all’abuso del consumo di alcol, cosi come a crescere è anche il numero dei giovani che rischiano la propria vita eccedendo nel bere. La regione Basilicata è in alto nella classifica anche per i decessi delle donne dipendenti dall’alcol, circa il 2%.

La tipologia di decessi varia a seconda delle fasce di età: tra i giovani sono più comuni cadute, omicidi, suicidi e altri incidenti, mentre nella fascia di età over 60 sono più diffuse malattie parzialmente attribuibili al consumo di alcol, cadute, omicidi, suicidi e altri incidenti.

L’abuso di alcol è nocivo sul piano fisico e su quello del comportamento. Nel primo caso, nelle situazioni “acute” si verificano nausea, disorientamento, vomito, disturbi visivi; mentre in quelle “croniche” i gravi danni prodotti al sistema nervoso centrale possono manifestarsi in una serie di “psicosi”: delirium tremens, encefalopatie carenziali, allucinazioni, ipertonia, sindromi amnestiche, deliri, ecc.

È stato inoltre osservato come l’abuso di alcool favorisca l’insorgere di forme di tumore all’esofago e alle vie superiori dell’apparato digerente. Gli effetti sul comportamento si esprimono normalmente in forte irritabilità, depressione, sensazione di superiorità e di forzi, perdita delle inibizioni morali, ecc. La combinazione di tali fattori può dare luogo a comportamenti socialmente “pericolosi”, che spesso non sono vissuti in modo perfettamente cosciente dal soggetto.

Occorre all’uopo educare, istruire, richiamare con ogni cura e premura quanti sono dediti all’alcol e le rispettive famiglie.

Quindi l’acolismo è pericoloso in quanto non solo causa gravissimi danni al singolo spingendolo spesso a morte prematura anche con malattie indotte (cirrosi) ma compromette pure l’unità, la serenità e la pace familiare. Infatti, oltre al danno economico arrecato dall’etilista alla sua famiglia con comportamenti improduttivi o parassitari, appare gravissimo il fatto che i suoi atteggiamenti violenti ed anarcoidi si risolvono spesso in aggressività traumatizzante e diseducativa verso i più piccoli componenti familiari, influendo negativamente sul loro equilibrio psichico in via di formazione o stabilizzazione.

E circola purtroppo ora la droga in certe aree lucane, con arresti e sequestri. Il probelma della tossicodipendenza è certamente una delle grandi questioni che attraversano, oggi, la vita di molte persone e famiglie, ma anche dell’intera società.

E’ una, però, non l’unica: è importante che essa non venga isolata, magari anche mitizzandola, rispetto ad altri sintomi del disagio diffuso e della emarginazione sociale.

Auspichiamo, in conclusione, una vigorosa presa di coscienza dell’opinione pubblica su questi problemi e tempestivi interventi preventivi, soprattutto a livello scolastico con l’informazione, a livello parrocchiale e a livello di assistenza sociale, in situazioni psicologiche o ambientali particolari che possono costituire un fertile terreno d’impianto e diffusione dell’alcolismo e della droga.

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