Matera 2019, un sogno che si realizza. Un’opportunità per un sud che cambia verso.

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315975_2173045979326_6055229_nL’Europa non è fatta solo di grandi capitali ma di tante città, paesi, piccoli borghi, micro bellezze.  Dimensioni piccole,  “a misura d’uomo” come quella di Matera che da oggi è la città scelta a Capitale Europea della Cultura nel 2019. La giornata è di quelle calde di un ottobre che ha prolungato l’estate. Si va ancora a maniche corte. Piazza San Giovanni nel cuore dei Sassi è gremita all’inverosimile. Nonni, donne, bambini, famiglie intere  hanno voluto esserci. Hanno deciso di vivere l’attesa, sentirsi l’ansia addosso, vivere l’emozione del momento, sostenere la propria città, aspettando il verdetto, in diretta da Roma con il Ministro per i Beni culturali,  Dario Franceschini, che di lì a poco, avrebbe reso nota  la scelta della commissione europea su una delle sei città rimaste in gara. Una città intera ha deciso di continuare  a  coltivare il sogno di portare Matera nel 2019.

In ogni caso esserci e vivere il #comunquevada party. La grande festa musicale che ha dato l’occasione a tanti gruppi, di suonare per la propria città. Sono le 17,00. L’attesa sale. La diretta non è ancora disponibile. Un twitt dell’ufficio stampa del Comune di Matera ci informa che i sindaci sono tutti dentro la stanza con il Ministro Franceschini. Ci siamo. Manca poco.

La piazza aspetta puntando il maxi schermo posizionato su un grande palco. Il presentatore, temporeggia. Ricorda a tutti l’importanza del momento. Ma la diretta ancora non parte. Dalla piazza si libera un lungo applauso di incoraggiamento. Bandierine,  con il logo di Matera 2019 che ha accompagnato tantissime iniziative nei mesi scorsi e ormai parte della città, alzate e sventolate. “Mancano 10 minuti! Abbiamo ancora 600 secondi” traduce così, in numeri, l’attesa dal palco Paolo Verri, direttore del comitato Matera 2019.

Siamo tutti pronti, pronti a sentire. Smartphone e tablet pronti a twittare, pubblicare, condividere freneticamente. L’emozione è virale. Passa dagli occhi dei giovani, dagli amuleti stretti tra le mani. Parte la diretta. Scende il silenzio sulla piazza. Finalmente Franceschini annuncia:

la città capitale Europea della cultura è….MATERA!!!

Boato di gioia. Un’esplosione di sentimento.

Don Mimì suona le campane della Chiesa di San Giovanni Battista incessantemente a festa.

Matera!!!!!

Proprio Matera.

IMG_0424-720x641La stessa che in molti credono essere in Puglia, in molti altri in una Basilicata che confina con la Lucania in un piccolo Sud di cui ancora in pochi ne conoscono il tessuto pur attaccandone velocemente  etichette. Un Sud “ancora molto sottosviluppato”. Un Sud di leviana memoria e una città, quella dei Sassi che Palmiro Togliatti nel 1948, verificandone le condizioni igienico-sanitarie  delle case scavate nel tufo, dichiarò,

“Vergogna nazionale”

tanto che qualche anno dopo Alcide De Gasperi ne ordinò lo svuotamento e si studiò una legge di risanamento.

Proprio quella Matera dei Sassi che come nelle fiabe da Cenerontala si trasforma in principessa.

Una vittoria che è il riscatto di un intero Sud. Un ribaltamento di un destino, come commenta emozionato il sindaco, Salvatore Adduce, da Roma. Un grande riconoscimento ma soprattutto l’emblema di un Sud che offre, che dona, che regala emozioni e non un Sud che piange, che chiede, che vuole. Una vittoria di tutti. Che coinvolge tutti. I giovani che si auspica non vadano più via e quelli che la città non l’hanno mai abbandonata. Sono rimasti ed hanno lavorato per raggiungere questo grande obiettivo.

E da domani, Matera, può essere una bellissima storia.

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