La storia, una riserva di idee: valori che si scoprono

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531804_564684860255414_713264793_nLa storia è una grande riserva di idee e di progetti. Chi la conosce, o almeno cerca di conoscerla, viene a sapere tante cose e finisce con l’apprezzare fatti e uomini del passato. E, se anche non può imitarli come sono stati, può utilizzare almeno in parte la loro esperienza. 

È un grave errore disprezzare la storia e quindi ignorarla. C’è chi crede che bisogna incominciare sempre da capo come se il passato non contasse nulla. 
Invece la storia va studiata. Non per ripeterla così come si è svolta, ma per analizzarla con occhio critico, capace di discernere quello che vale da quello che non vale. 
Anzi, per chi la sa vedere con occhio più profondo, lontano da certe interpretazioni superficiali o di comodo, essa rivela un piano provvidenziale che, al momento in cui si svolgevano gli avvenimenti, non appariva evidente e invece con il passare degli anni, ha acquistato il suo vero volto. 
Si riesce così a vedere che anche le prove dolorose dell’umanità possono servire a comprendere quali siano i veri valori della vita. 
Chi legge così la storia, si accorge che non è la ricerca di un risultato immediato, a portata di mano, il vero bene dell’uomo: ma è piuttosto l’insistere su certi valori, che a distanza finisce per dimostrarsi utile e valido. Ci vuole una seria capacità di sintesi per cogliere i valori che sono alla base degli avvenimenti umani, e si richiede un atteggiamento obiettivo per valutarli seriamente. 
Non è sempre quella maestra di vita che dovrebbe essere; però è certamente servita ad evitarci almeno alcuni degli errori commessi in precedenza. 
La storia è dunque un valore che aiuta a scorgere le fonti di quella civiltà che noi oggi viviamo e per trovare il modo di progredire e di non tornare indietro. Volere incominciare tutto da capo è davvero una stoltezza, come quella di chi distrugge la sua casa con l’intenzione di farne un’altra, senza disporre delle pietre che servono a costruirla. 
La storia ci può fornire appunto le pietre per la costruzione futura. Ci sono alcune pietre che erano soltanto marginali, legate al tempo, e non servono: ma ce ne sono molte che non si possono mettere da parte. La storia vera è quella che ha creato la civiltà umana ed è talmente legata all’umanità da non poter essere ignorata. Costruire su di essa è fare un edificio valido, ossia fondato su valori autentici, destinati a durare. 
Particolarmente nei momenti bui della storia e dell’esistenza, quando per la cattiveria umana tutto sembra crollare, bisogna meditare il Vangelo e continuare ad amare, continuare a sperare, continuare a perdonare, continuare a credere nel valore dell’uomo. 
Un quinquennio atroce è da definirsi il II° conflitto mondiale con una disfatta davvero pesantissima per il bel Paese (1940-1945).
27 Gennaio: giornata della memoria. 10 Febbraio: giornata del ricordo, ma è tutta la vita una grande giornata della memoria. Possiamo mai dimenticare un “passato storico” così forte, così terribile, così grave? La storia, quella storia è più viva che mai e certo ci riporta a pensieri e a riflessioni profonde: dove erano tutti i grandi della terra che hanno assistito, forse indifferenti, forse impotenti, forse incapaci alla strage di esseri umani innocenti e indifesi? In quei modi poi così cruenti e così cattivi? 
Non possiamo permetterci di ignorare che la guerra è una reale, incredibile nefandezza, sempre, anche quando si ammanta di santo patriottismo. 
E’ soltanto la negazione dell’animo umano, la negazione della vita, la negazione dell’uomo. E la storia è costellata di guerre ieri come oggi e chissà anche domani. Certo la storia bisogna conoscerla, bisogna studiarla, comprenderla e soprattutto viverla. Ora noi stiamo vivendo la nostra storia, quella cosiddetta contemporanea e che domani farà parte del passato e non possiamo pensare che siano gli altri a scriverla; siamo tutti noi nel nostro piccolo, banale quotidiano i protagonisti di questo momento storico e proprio nella memoria del passato dobbiamo dare un senso al nostro tempo che certamente è difficile, ma con germi di speranza. Tutto ciò per ricordare, per non dimenticare.
La storia dell’umanità non sarebbe quel libro grondante lacrime e sangue, se nel cuore degli uomini ardesse la fiamma della carità nel reciproco aiuto. L’odio è il sommo male. 
Tra i foschi bagliori delle persecuzioni cruente e incruente, i martiri lottarono trionfalmente per difendere i sacrosanti diritti della persona umana, tuttora conculcati là dove la Chiesa non è né libera, né ascoltata, e dove al Vangelo si nega il diritto di cittadinanza. 
La Chiesa non domina, ma serve; anela a contribuire al bene reale, positivo, totale dell’umanità. 
E nei tempi recenti, contro la guerra, che è la grande nemica di tutti, ma specialmente delle classi umili, con fermezza e coraggio, furono i Papi ad alzare la voce, condannandola perché « inutile strage ». 
E’ sorta poi la Costituzione repubblicana del 1948 che è la proiezione istituzionale di quella lotta di liberazione che ha costituito il secondo Risorgimento dell’Italia moderna dopo la tragedia della dittatura e dell’occupazione nazista. La Costituzione repubblicana si ricollega idealmente alla sovranità popolare sempre rivendicata dalle minoranze di democrazia risorgimentale nella battaglia per l’unità d’Italia dove insieme ai diritti civili e politici sono riconosciuti e garantiti i diritti sociali. Premessa di una democrazia ormai di massa. 
La collaborazione allo sviluppo di tutto l’uomo e di ogni uomo, infatti, è un dovere di tutti verso tutti (Giov. Paolo II). Quando l’interdipendenza viene così riconosciuta, la correlativa risposta come virtù, come atteggiamento morale e sociale è la solidarietà. Allora dobbiamo rientrare in un’ottica della vita come bene relazionale. 
La solidarietà in un mondo sempre più lanciato verso uno sfrenato soggettivismo non è un optional ma la scelta di una strategia educativa preventiva e salvifica. Perché oggi tutti siamo veramente responsabili di tutti. 
I valori su cui si fonda la società italiana  sono scritti nella Costituzione democratica del 1948, la quale rappresenta lo spartiacque nei confronti del totalitarismo e dell’antisemitismo che ha avvelenato l’Europa del XX secolo e perseguitato il popolo ebraico e la sua cultura. 
In conclusione: errori ed orrori, guerre, devastazioni, camarille di corte, affermarsi e tramontare di imperi, ecco ciò che costituisce la storia guardata dal punto di vista superficiale. Ma non è tutto e solo male nella storia. E anche il male ha la sua funzione e spiegazione in una visione cattolica del mondo e quindi insegnamenti da impartire all’attento osservatore della realtà.

 

 

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