Un pensiero per l’occasione…

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cimitero_ingressoLa domanda che sorge spontanea è … siamo più cattolici o più pagani?

Il nostro vivere quotidiano su quale binario cammina, quello cattolico o quello pagano o addirittura agnostico?

I nostri pensieri vanno nella direzione dei precetti cattolici o si sostanziano in innumerevoli atteggiamenti d’ipocrisia, di maleodorante egoismo e di malcelato mal costume verso il nostro prossimo?

In chiesa ci andiamo perché fin da piccoli ci hanno inculcato l’idea teologica – Dio esiste a prescindere oppure andiamo per avere pensato filosoficamente che Dio va sempre cercato e ascoltato?

Dobbiamo fare un passo indietro.

Nella storia del vangelo, è raccontato di quella circostanza in cui Mose’ a un certo punto, per salire sul monte Sinai e ricevere le tavole dei comandamenti da Dio, lasciò il sul popolo da solo.

In quella circostanza, senza Mosè, il popolo creò una sua divinità, il Vitello d’oro e cominciò ad adorarlo.

Per dire basta, Dio ci lascia, come delle pecore, un po’ in libertà noi siamo capaci di farci un altro Dio che più ci piace.

Quindi tradire per adorare una cosa che più ci aggrada e fa quello che diciamo noi.

Sporchi come siamo di tradimento, ipocrisia, di slealtà, siamo capaci, nelle feste comandate, di farci vedere tutti dediti ai comandamenti religiosi andando in chiesa o come nelle feste d’inizio novembre al cimitero.

Anche quest’anno vi è l’usanza, come ogni anno, andare al cimitero, diceva Totò nella sua Livella

Ognuno deve tenere questo pensiero, continuava il comico napoletano.

Ma questo pensiero come lo teniamo.

Solo per andare a mettere fiori freschi al nostro caro che forse in vita lo abbiamo anche un po’ maltrattato, oppure insieme con i nostri cari preghiamo affinché questo nostro vivere quotidiano diventi luogo di pace e di serenità?

Al cimitero andiamo solo perché tutti vanno e come una massa silenziosa ci accodiamo anche noi per apparire e non essere detto che non siamo cattolici?

Che cosa raccontiamo veramente ai nostri cari: alla fine è stato meglio che sei morto cosi io ho acquistato un po’ di libertà e posso fare quello che voglio?”; oppure gli chiediamo perdono per non averlo voluto bene come lui stesso desiderava.

A parte qualcuno, che avrebbe intenzione anche di chiedere i numeri dell’enalotto, ci sono quelli che invece silenziosamente e furtivamente, adagiano in un bicchiere, messo sulla mensola della lapide, un fiore e lasciano una lacrima come testimonianza di un’assenza importante e inconsolabile perché è stato una testimonianza non comune, seria e coerente che ha veramente voluto bene a tutti senza giudicare nessuno ma soltanto spronarlo a fare bene e meglio.

Al cimitero andiamoci spogli di qualsiasi ipocrisia, chiediamo perdono e consiglio a chi veramente ci ha voluto bene senza ricevere mai una buona parola, dolce e disinteressata.

Andiamoci senza farci vedere, con umiltà e serietà e in silenzio. Preghiamo per i nostri cari, noi stessi, tutti noi, convincendoci che il tempo è breve ma sembra maturo per rimettere le cose al posto giusto chiedendo scusa e perdono a chi abbiamo per tanto tempo fatto solo del male volutamente .

Al cimitero chiediamo perdono noi, che siamo carnefici, ai nostri cari, molti di loro vittime di un pensiero debole del nostro tempo.

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