Francavilla in Sinni e i suoi 575 anni di storia, l’alta ascesa dal 1939.

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immagine2buonaFrancavilla in Sinni data un’origine ben precisa: il 13 Gennaio 1439, giorno in cui Roberto d’Angiò affidò ai Vassalli del territorio l’incarico di costituire una Università sotto la giurisdizione dei Certosini di San Nicola “In Valle di Chiaromonte”.

Con la scelta dei dieci vassalli il 13 gennaio 1439 Francavilla acquista dignità giuridica di Università distinta da quella di Chiaromonte, secondo le prescrizioni di re Roberto D’Angiò il quale aveva stabilito che “10 uomini costituiscono una Universitas”. Lo conferma il fatto che Francavilla compare per la prima volta nel foculario aragonese del 1447.

L’Università nacque giuridicamente come “villa franca”; già nel toponimo sono presenti le caratteristiche storico-geografiche del paese.

“Francavilla”, infatti, significa paese affrancato, reso libero dal pagamento di tasse e gabelle, nel nostro caso, alla baronia monastica della Certosa di San Nicola in Valle di Chiaromonte cui era assoggettato dal 1493, anno di concessione degli statuti di libertà.

La Certosa era un autentico centro di vita spirituale: i suoi monaci tennero alto il prestigio della virtù e della santità cristiana; un centro di vita culturale, fucina di ingegni, faro di insegnamento.

La Certosa di San Nicola è stata, per quattrocento anni (1400-1800), centro animatore della media valle del Sinni. Intorno alla Certosa é nata ed è vissuta la Comunità rurale di Francavilla, attingendo non solo insegnamenti per la guida religiosa ma anche stimoli per Io sviluppo agricolo e artigianale, per il progresso economico e la crescita civile in generale.

Fu fondata nei pressi di Francavilla nel 1395 da Vencislao, conte di Chiaromonte. Fu dotata dal fondatore di importanti privilegi e beni feudali. La Certosa doveva essere maestosa e magnifica, come appare dall’imponenza delle sue mura ora diroccate. La distruzione della Certosa fu quasi totale tra il 1808 e il 1812.

DSCN0109Soprassiediamo sul brigantaggio locale post-unitario, sulla emigrazione transoceanica, sulla storia tribolata degli avi, sull’odissea politica, sociale, economica di questi nel turbinoso volgere degli anni e sull’epopea risorgimentale, per soffermarci su una realtà determinante risalente a 75 anni fa. A Francavilla nel 1939 cominciò un’attività che ben presto si rivelò utile e vantaggiosa anche ai fini occupazionali. La ditta Umbra Ottavio Palombaro infatti avviò la lavorazione del legname ricavato dalle piante tagliate sulle pendici del Pollino e del Caramola. Circa 500 erano gli operai che trovarono un lavoro stabile. Si lavorava 24 ore su 24 (3 turni) per ricavare dai tronchi di faggi e abeti le traversine per la ferrovia. La segheria andava avanti con energia prodotta direttamente con motori a gas povero per 45 anni.

Recentemente è stata avviata una vasta area industriale ed artigianale con la prospettiva di un notevole sviluppo dell’economia esistente che è basata come segue:

sull’agricoltura, sul commercio, sull’industria del legno. Sono presenti pure l’industria meccanica e un’altra che produce componenti idraulici e oleo-dinamici. In paese vi sono molti negozi che fanno di Francavilla un qualificato centro commerciale capace di soddisfare le richieste non soltanto locali ma anche dei centri vicini. E’ sviluppato l’artigianato con la lavorazione del legno per l’edilizia e per l’industria, per botti e per manufatti casalinghi, del ferro e dell’alluminio per l’edilizia. Vi è la produzione di manufatti per l’edilizia, vi sono aziende per la costruzione di avvolgibili e quelle per la costruzione di macchine edili ed agricole, di conglomerati, di lamiere. Vi è pure un’azienda che lavora la ceramica (oggetti domestici e soprammobili) e infine sartorie, laboratori di calzature, ecc.

Per la particolare posizione epicentrica rispetto alla zona Francavilla è centro di confluenza degli abitanti dei paesi limitrofi e delle frazioni vicine che si servono dei negozi di Francavilla per i loro acquisti; è perciò un centro commerciale molto attivo con negozi ben forniti.

Abbondano servizi sociali, assistenziali, bancari, sportivi, ludici, estetici. Francavilla anche a livello calcistico eccelle. E’ in serie D da 10 anni. Alla base c’è una comunità aperta, una operosità apprezzabile. L’intraprendenza diffusa fa crescere la Comunità sinnica in questione.

Una delle caratteristiche che ha determinato lo sviluppo delle attività commerciali ed imprenditoriali in genere è il carattere versatile, cordiale ed accomodante dei francavillesi dotati di spirito di iniziativa esemplare.

All’incremento demografico ed edilizio poi, del centro sinnico, molto ha contribuito San Severino Lucano.

Da circa 25 anni fervono attività di ricerca per ridare luce a secoli di dimenticanza delle oasi di preghiera, di ascesi e di lavoro cui la certosa ed i conventi che circondano il centro abitato hanno dato impulso nell’arco di cinque secoli fino all’avvento della feudalità.

In tale contesto si situa la colossale opera dal titolo: “Francavilla sul Sinni – Le origini feudali, la civiltà contadina, il lavoro, lo sviluppo” a cura di Felice Di Nubila.

IMG_1650Con la monografia storica, con gli appuntamenti culturali, con le mostre iconografiche (storia locale visualizzata) si vuole dare vita ad innesto antropologico col passato, promuovere la cultura della comunità municipale che forma il tessuto connettivo del popolo, quindi l’interesse per l’uomo. Non un interesse aridamente intellettualistico; ma un interesse che è slancio di amore, appassionata partecipazione, generoso impegno di servizio. Si vuole inculcare la promozione del senso comunitario.

L’Ing. Felice Di Nubila ha fatto del volume occasione per ricordare progetti di ricerca proposti, studi condotti, come quello di Antonio Giganti sulle origini di Francavilla e sulla Certosa di S. Nicola in Valle o di Giovanni Fortunato sulla pergamena del 13 gennaio 1439, iniziative editoriali ed espositive, come quelle dedicate alle preziose fotografie del sig. Prospero Di Nubila a Matera nel 2001 e a Francavilla nel 2003.

Si può dire che il libro curato da Felice Di Nubila si collochi sul piano di quelle operazioni   culturali che tendono a dare consapevolezza e valore alla memoria locale, quindi promozione dell’identità locale in una offerta culturale, tutela dei beni e delle risorse da far conoscere e valorizzare.

In conclusione, Francavilla si prepara ad una stagione di grande rilevanza economica, per l’offerta di paesaggi incontaminati, per le iniziative agri-turistiche in corso di attivazione e per le belle strutture alberghiere del centro abitato. Quanto basta per attrarre quella fascia di turisti alla ricerca di un posto tranquillo, ma al tempo stesso carico di suggestioni paesaggistiche, ambientali, artistiche e storico-naturali.

Francavilla che progetta e lega il suo futuro, in cui è ben proiettata, alla politica di utilizzazione delle molteplici sue risorse e potenzialità, davvero indica la strada da perseguire per il nuovo avvenire della zona.

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