La gioia della corresponsabilita’ e del servizio – percorso formativo in una Diocesi lucana

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Prof. Giuseppe Savagnone

Prof. Giuseppe Savagnone

Nel mondo moderno — rimpicciolito ed unificato dai mass-media; complicato e amplificato da una tecnica sempre più perfetta; immediato e frettoloso per la mercificazione del fattore tempo… non mancano né notizie, né informazioni e nemmeno nozioni. Queste, anzi, si succedono, si moltiplicano, si riproducono con sveltezza e facilità sorprendenti. Quello che, invece, mancano o che almeno troviamo immensamente più rare, sono le idee; quelle verità comunemente accettate, quasi presupposte, che modellano un popolo, segnano un’epoca, formano una persona idee che siano promozionali e liberatrici. Ecco la necessità della cultura. Non più soltanto un sistema oggettivo di conscenze, ordinate e stabili secondo un rigido schema logico, pur validamente espresse nella tradizione e fondamentalmente sufficienti per tutta una vita e per lo svolgimento di una attività professionale, ma piuttosto una soggettiva acquisizione di capacità, di attenzione, di riflessione, di valutazione, come consapevolezza delle idee e dei valori che s’incarnano e si esprimono nel dinamismo stesso della realtà, della esperienza vissuta; come capacità di autonomo e critico inserimento personale in questo dinamismo.

Per cultura non s’intende un insieme di nozioni da conoscere e trasmettere, quanto che l’approccio alla realtà consolidato comunitariamente e nei riguardi del costume, delle tecniche, delle idee, degli stessi rapporti umani.

Allora occorre una organica pastorale della cultura che sappia si giudicare e discernere ciò che c’è di valido nei sistemi culturali e nelle ideologie, ma più ancora sappia puntare su tutto ciò che affina l’uomo ed esplica le sue molteplici capacità di far uso dei beni, di lavorare, di far progetti, di formare costumi, di praticare la religione, di esprimersi.

Questi accenni cosi significativi fondano nella sua importanza e necessità il servizio da rendere alla persona attraverso la cultura. Esso è sinonimo di carità e trova nel Vangelo che guarda all’uomo nella sua interezza, una spinta ideale per essere vissuto.

Mons. Francesco Nolè Vescovo

Mons. Francesco Nolè Vescovo

E proprio su queste tematiche va insistendo la nostra diocesi di Tursi-Lagonegro. Questa insiste su una Chiesa nella quale ogni credente è chiamato a svolgere un servizio; una Chiesa tutta ministeriale, tutta carismatica, tutta dono di Dio, tutta servizio per la salvezza dell’uomo; una Chiesa realtà di comunione articolata, dove vescovo, presbiteri, diaconi, religiosi, laici hanno ciascuno il proprio compito. Quindi si inculca la partecipazione all’impegno eclesiale, sociale e politico, che deve essere profondamente sentita come dovere imprescindibile per il cristiano e deve essere consapevole e illuminata.

A una società come la nostra, che rischia di perdere la vera e integrale misura dell’uomo, il vangelo della carità può offrire una visione antropologica, autentica ed equilibrata, capace di individuare e proporre i necessari riferimenti etici per affrontare e risolvere i grandi problemi della nostra epoca. E’ urgente intervenire con una coerente e comunitaria testimonianza cristiana e non semplicemente con la proposta di una dottrina sociale: lo sostiene il prof. Giuseppe Savagnone che ha tenuto due importanti relazioni su “La gioia di servire nella Chiesa di Cristo che è in Tursi-Lagonegro”; lo stesso conferenziere insiste sulla cultura necessaria per cambiare il nostro stile ecclesiastico e la società.

La vera politica parte dai più deboli. Occhi puntati sulla nostra Basilicata alle prese con una crisi locale e globale. Pesano sugli imprenditori troppe tasse e troppa burocrazia. Ci sono difficoltà nei collegamenti. Mancanza di infrastrutture e servizi. Costo della manodopera troppo alto. Uno scenario che spinge gli imprenditori già insediati in Basilicata a fuggire e quelli provenienti da fuori regione ad investire altrove. Ripetiamo: gli imprenditori chiedono meno burocrazia, servizi efficienti e maggiori infrastrutture, anche telematiche. Occorre allora offrire opportunità a chi vuole investire, attraverso il miglioramento delle infrastrutture e lo sfruttamento delle risorse naturali del territorio come acqua e petrolio, creando le condizioni sociali, economiche, giuridiche, che impediscono alla persona di cadere nella povertà e nella dipendenza, di sentirsi “diversa” e discriminata dalle altre.

Santuario di Anglona Tursi

Santuario di Anglona Tursi

In questo senso PaoloVI definisce la politica: “una maniera esigente di servire l’uomo”. Chiediamo con forza acchè la legge finanziaria regionale sia un vero documento politico programmatico su cui costruire la prospettiva di una nuova Regione.

Intanto urge promuovere l’educazione permanente e capillare dei fedeli delle nostre comunità alla solidarietà, mirando a fare della solidarietà la traduzione permanente della cultura cristiana, come coniugazione del Vangelo con la storia degli ultimi.

Rapportare costantemente la fede ai comportamenti personali e alle strutture sociali, ordinandoli alla solidarietà per l’autenticità dell’amore, per la dimensione sociale della persona.

Occorre promuovere la elaborazione di politiche solidaristiche da parte dei gruppi politici, dei sindacati e della cooperazione.

Per concludere, la evangelizzazione e la promozione umana è una missione audace e di fede, è opera dell’uomo per l’uomo, per risolvere le alienazioni e rivelare il senso autentico della Parola di Dio in un impegno politico e sociale per cui fede e religione sono difesa concreta dell’uomo contro ogni oppressione e schiavitù, smascherando i nuovi volti dell’idolatria, facendo posto all’audacia evangelica e così realizzare i tempi nuovi del vero umanesimo cristiano.

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