“Il bucato – preparazione del sapone” tratto dal libro di Antonio De Minco

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Tutta-lafamiglia-partecipa-al-lavaggio-dei-panniDe Minco ricorda in maniera puntuale il bucato e la preparazione del sapone nelle famiglie degli anni ‘30-’40. Queste due operazioni rivestivano un aspetto importante nel manage familiare ed erano funzioni svolte esclusivamente dalle donne, che dovevano lavorare sodo e saper far tutte le attività domestiche (pane e pasta in casa, maglie e calze con i ferri ecc.) per portare avanti la famiglia. Tra le fasi del bucato del passato e quelle degli anni ’90 (quando De Minco scrisse il suo libro) c’è una grande differenza grazie alla moderna tecnologia.

La preparazione del sapone rientra nell’arte dell’arrangiarsi, cioè saper utilizzare le risorse disponibili per soddisfare un determinato bisogno. Nello stesso tempo si provvedeva allo smaltimento dei rifiuti. Nel caso della preparazione del sapone appunto oltre all’olio cattivo, si utilizzava anche sugna vecchia e rancida. Oggi non è così, a parte l’uso eccessivo di detersivi che si usano nelle case provocando un forte inquinamento, i rifiuti costituiscono un serio problema quando devono essere smaltiti. Tra l’altro, in occasione dell’uccisione del maiale, molto grasso e sugna vengono buttati. Meno male che a Francavilla è entrata in funzione la raccolta differenziata porta a porta. Il fatto che ci sia la raccolta differenziata non ci deve indurre però a comportamenti consumistici. Per esempio, invece di usare bicchieri, piatti e posate di plastica, usiamo quelli tradizionali; per la spesa portiamo con noi le buste di stoffa; i prodotti confezionati dovrebbero avere meno imballaggi.

Molti oggetti prima di buttarli possiamo fare il tentativo di aggiustarlo. E così via dicendo. In questo periodo invernale, con l’uso del focolare, incorriamo in un errore madornale: nel fuoco bruciamo un po’ di tutto. Senza accorgercene, inquiniamo l’aria. Chiaramente, per risolvere questo problema si dovrebbe fare una campagna di informazione per le famiglie. Ma chi la deve promuovere? Io credo debbano essere le autorità sanitarie locali. Il compianto De Minco, vivendo in una famiglia benestante, ricorda che il bucato (lessije) veniva sciacquato sotto il rubinetto. Ma la maggior parte delle famiglie non aveva l’acqua in casa e allora dovevano ricorrere per questa operazione alle varie fontane pubbliche (fontanella, fontana grande) o, in estate al fiume Sinni.

 

P.S. Se qualcuno è intenzionato a preparare il sapone ecco una ricetta che ho trovato:

1 kg di soda caustica; 14 lt di acqua; 4 lt di olio o sugna; 1 kg di farina; un pugno di sale con l’aggiunta di sostanze aromatiche (alloro, lavande varie, salvia ecc.).

 

Antonio Fortunato

 

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“Il bucato la preparazione del sapone”

Dal libro Francavilla sul Sinni di Antonio De Minco

 

LAVANDAIE SUL FIUMEOggi, tutte le società moderne fanno uso di elettrodomestici. Il bucato, operazione essenziale per la pulizia dei panni, a sempre avuto come base l’impegno della donne e, certamente l’impiego degli ingredienti utili alla bisogna. Mettere in funzione una lavatrice, è la cosa più semplice di questo mondo. Saper disporre i programmi è altrettanto operazione facile. Ieri, nei lontani anni ’30-’40… le cose stavano diversamente, almeno nell’area del piccolo centro urbano di Francavilla. L’olio di gomito, vale a dire l’uso delle braccia e della schiena, era l’energia che consumandosi realizzava quell’attività la cui fonte risiedeva nella famiglia stessa. Sempre per le misere condizioni economiche, ognuno metteva in pratica le vecchie metodologie del passato. I panni, le lenzuola, la biancheria intima … venivano posti in apposite caldaie. Sotto l’azione del fuoco, essi subivano il processo di riscaldamento, per cui il grasso del corpo umano veniva disintegrato. Poi, il tutto veniva immesso in un tinello di legno, a strati e finalmente coperti di ceneri (sostanza residua della combustione del legno, contenente potassio, silice, ecc.), che indubbiamente scioglievano lo sporco e rendevano i panni puliti. La donna, sotto l’influenza del rubinetto dell’acqua procedeva alla sciacquatura. Infine, dopo quella operazione, si doveva provvedere a stendere la biancheria al sole per poi procedere alla stiratura. È degno di menzione, per la particolare natura e l’aspetto economico e per il sistema autarchico adoperato in quei paesi, la preparazione del sapone che usava elementi della propria casa. In appositi recipienti si versava dell’olio residuo dei contenitori, quello inservibile per l’alimentazione e con l’aggiunta di soda caustica, si preparava il sapone. Raffreddato quel sapone assumeva la forma del fondo della caldaia. Tagliato a pezzi veniva utilizzato per il bucato. Ma quello che vorrei sottolineare e che da un punto di vista organizzativo-economico, aveva grande rilevanza, era la disponibilità di quelle donne a sottoporsi a quegli sforzi fisici non indifferenti che consentivano tale realizzazione ed anche a quegli sforzi mentali per l’apprendimento di tutte quelle attività che costituivano a struttura base dell’esistenza.

Robinson Crousuè è il rappresentante magnificante di tutte le attività connesse alla sopravvivenza. Le donne e gli uomini dic erte regioni del pianeta terra non sono da meno; anzi…

Antonio De Minco

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