Ricordo del Direttore Didattico Antonio Ciancia

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Direttore Didattico Antonio CIANCIA

Direttore Didattico Antonio CIANCIA

Ricorre quest’anno, il 25 marzo p.v., il 20° anniversario della morte del D.D. Antonio Ciancia e si rinnova il dolore per quell’improvvisa dipartita.

E’ vero, il tempo lenisce le sofferenze, asciuga le lacrime, ma non cancella il ricordo di una personalità che ha segnato un’epoca, nella nostra comunità francavillese e nelle zone limitrofe, per la vivacità culturale, per il sostegno pedagogico-didattico, per il rinnovamento della pratica dell’insegnamento nella nostra scuola elementare.

Il D.D. Antonio Ciancia, grazie alle sue elette virtù di mente e di cuore, di sincero slancio verso il mondo dell’educazione, ha profuso impegno notevole nella formazione di una classe docente che tuttora si fa onore, sublimandone la memoria, nell’innovazione didattica. Soprattutto nell’ambito della scuola primaria.

Il magistero da lui esercitato, anche oltre i banchi di scuola in senso stretto, nei corsi di formazione e di aggiornamento cui conferiva il suo originale e costruttivo contributo, affondava le sue radici in una innata sensibilità educativa, sviluppata attraverso personali approfondimenti di studio ed esperienze criticamente condotte e professionalmente maturate.

Formatosi alla scuola della pedagogia cristiana (Maritain), con ampie aperture anche alla cultura d’Oltrecortina (Makarenko) ed alla cultura d’Oltreoceano (Dewey), oltre, naturalmente, alla pedagogia di Hessen, amava ripetere con insistenza, evocando un passo di quel “breviario” di psicodidattica dei Programmi Ermini del 1955, che la scuola elementare è tale non perché offre ”i primi elementi del sapere”, ma perché “educa” le capacità fondamentali dell’uomo: l‘intelligenza ed il carattere.

I suoi numerosi interventi pubblici, fino all’ultimo in occasione del Convegno didattico di San Costantino Albanese del 25/3/1995, ove cadde come un soldato richiamato al fronte, sono e restano un invito pressante ad una didattica includente, rispettosa della psicologia degli alunni e dei “nuovi” bisogni educativi.

La conoscenza del loro mondo, del modo di approcciarsi alla realtà, dei ritmi di apprendimento di ciascuno, sono il viatico di una crescita integrale, di una piena formazione personale.

Educazione dell’intelligenza e del carattere, amava sottolineare Antonio, sono i presupposti dell’integralità dell’essere dell’uomo: mente e cuore devono svilupparsi armonicamente per offrire le basi di una vera educazione nel contesto, “hic et nunc” (qui ed ora) di una società democraticamente organizzata, nel rispetto delle istanze di crescita collettiva e di ciascuno in particolare.

Ecco, sono questi solo alcuni tasselli della sua “Weltanshauung” (visione della vita), del suo testamento pedagogico che ha caratterizzato la pratica educativa dei nostri tempi e che, ne sono certo, ispirerà anche quella del futuro.

Antonio, sei ancora vivo più che mai nei cuori di quanti ti sono stati vicini, ti hanno conosciuto in profondità, hanno apprezzato le tue grandi doti umane e culturali!

Commenti

  1. Flora Febbraio ha detto:

    Ciao Giovanni, mi unisco con affetto a quanti ricordano l’insegnante, l’educatore, il direttore, ma soprattutto l’amico che mi manca non incontrare da troppo tempo ormai, ogni volta che torno a Francavilla. Il suo ricordo è sempre vivo.

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