Ad Accettura il matrimonio più bello del Mediterraneo

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Anna Giammetta

Anna Giammetta

I matrimoni sono in calo? Le coppie sono in crisi? Le famiglie sempre più allargate? Non ad Accettura (MT) dove da secoli, ogni anno,  si celebra un matrimonio molto, ma molto speciale tra due specie viventi vegetali: il Cerro e l’agrifoglio che uniti formano un nuovo albero, IL MAGGIO, da cui prende il nome la festa.

Un arcaico inno alla fertilità della terra e alla vita ( 24-26 Maggio) che si rinnova attraverso l’unione di due alberi, un tronco di cerro, lo sposo e una cima di agrifoglio, la sua sposa, circondati da coppie di fedelissimi buoi, imponenti e dedicati, e da un paese intero in festa.

Un culto arboreo sopravvissuto e tramandato integralmente di generazione in generazione che di anno in anno si ripete in tutta la sua complessità, e sempre con le stesse modalità. Una tradizione tanto rara quanto pregiata da essere inserita tra le 47 feste più belle celebrate nei paesi del Mediterraneo.  

CSC2893-1140x641Un rito legato ad un lungo cerimoniale del calendario liturgico cristiano che ha inizio la domenica di Pentecoste, e tocca giornate come quelle dell’ascensione, del giorno della Pentecoste (e dei due successivi) per concludersi nella domenica del Corpus Domini con l’abbattimento in paese del maestoso cerro. Mesi di preparazione, per un intreccio tra sacro e profano. Un rincorrersi incessante tra spiritualità e folklore per congiungere il grosso tronco di cerro, tagliato il giovedì dell’ascensione,  nel bosco di Montepiano e che privato dei rami e scortecciato, viene trascinato in paese da diverse coppie di buoi, la domenica.

E sempre di domenica, in contemporanea al suo sposo, nel bosco di Gallipoli- Cognato,  un gruppo di “cimaioli” (giovani del posto) preleva la “cima”, un agrifoglio che viene trasportato in paese a spalla.

“La domenica del Maggio” ad Accettura è la giornata più attesa dell’intero anno perché rappresenta il momento culminante di questo sposalizio della natura per opera dell’uomo che si ripete nella piccola comunità, incastonata tra campagne verdeggianti, da secoli e secoli.

Il trasporto del “maggio” e della “cima” rappresenta un momento di grande teatralità e dura l’intera giornata, tra grida di incitamento, esibizioni di forza fisica, accompagnamento musicale e frequenti soste per mangiare e bere.

Due giorni dopo, il martedì di Pentecoste, la “cima” viene innestata sul “maggio”, a simboleggiare appunto una unione che assume il valore di rito propiziatorio di fertilità e di buoni raccolti. A questo punto il “maggio”(metafora di simbolo fallico maschile) è pronto per essere innalzato in piazza; l’azione, diretta dagli anziani più esperti, è svolta a forza di braccia da diverse squadre di uomini con l’ausilio di grosse funi e argani e richiede, oltre che forza fisica, anche una notevole tecnica.

Il Maggio non è solo un albero ma essenza di vita e vitalità. Simbolo di numerosi significati e fenomeno religioso stratificato e molto complesso in cui si venera la figura di San Giuliano Martire, questo singolare tronco racchiude tra la sua corteccia e nella sua linfa, tutta la magia e la tradizione di un popolo e del suo territorio che da secoli gli dedica una laboriosa festa di primavera in cui frammenti di un passato lontanissimo emergono con vigore rinnovato e si intrecciano con le storie del presente. L’attrazione mozzafiato della festa è costituita, senza dubbio,  dalla scalata del Maggio, un’arrampicata eseguita senza alcuna protezione o imbracatura, contando sulla sola forza di braccia e gambe e tesa a conquistare la “cima” tra l’ammirazione di tutto il paese.

Fonte: http://giornalemio.it/eventi/ad-accettura-il-matrimonio-piu-bello-del-mediterraneo/

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