Edilizia in affanno: crisi dell’occupazione

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1397120943-0-tra-sale-e-palazzi-benvenuti-a-trapaniEdilizia in sofferenza : Ancora nero il quadro generale con effetti deleteri sull’occupazione.

Gli investimenti pubblici in Italia non ripartiranno finché il governo non riuscirà davvero, e non solo a parole, a frenare la spesa corrente e a stanziare e cantierizzare in tempi rapidi nuove opere pubbliche.

Cosa che non è avvenuta fino ad ora e non avverrà neppure nel 2015. E’ la denuncia, durissima dell’associazione dei costruttori. Quest’anno, sempre secondo l’Ance, gli investimenti in costruzioni sono scesi ancora, del 3,5% in valori reali, settimo anno consecutivo di crisi, con un tonfo complessivo del 32% dll’inizio della crisi. Proprio sulle opere pubbliche da tempo si concentra la critica dei costruttori.

Nonostante il decreto Sblocca Italia, quello sull’emergenza casa, la costituzione delle unità di missione di Palazzo Chigi per rilanciare gli investimenti sulle scuole e le opere antidissesto, e infine i fondi per l’alta capacità ferroviaria nella legge di stabilità, nonostante tutto questo la spesa effettiva per le opere pubbliche scenderà ancora di quasi il 10% nel 2015.

don Camillo Perrone

don Camillo Perrone

Mercato immobiliare dimezzato, edilizia prima vittima della crisi. Ma la colpa è anche della burocrazia. A fine anno saranno 419 mila le abitazioni compravendute, erano 807 mila nel 2007: siamo tornati al volume di scambi del 1984. Fatturato ridotto del 40% in cinque anni. Pesano anche le zavorre burocratiche: necessari in media 234 giorni per le autorizzazioni edilizie (a Palermo si arriva a 316 giorni) , ma in Germania ne bastano 97 e in Gran Bretagna 88. Dunque è dimezzato il mercato immobiliare.

Nel settore residenziale siamo passati dalle 807 mila abitazioni compravendute nel 2007 alle 403 mila del 2013. Dalla burocrazia un colpo di grazia per edilizia e trasformazioni urbane. Per la costruzione di un semplice edificio (tipo capannone industriale) in Italia sono necessari in media per le sole autorizzazioni 234 giorni, mentre in Germania ne bastano 97 e in Gran Bretagna 88. In Italia i tempi per le autorizzazioni sono due volte e mezza superiori a quelli tedeschi e britannici. E nel 2014 il nostro paese ha perso ben 11 posizioni rispetto al 2013 quanto a tempi per le autorizzazioni edilizie, collocandosi nella fascia dei Paesi meno efficienti. La burocrazia, con i suoi numerosi passaggi procedurali, rappresenta un fattore di scoraggiamento all’investimento immobiliare, con effetti deleteri sull’industria delle costruzioni e sull’occupazione.

A questo punto affermiamo che dalla crisi non ci salviamo con le esibizioni di corto respiro, nè con le slabbrature dei ruoli o delle funzioni, nè col paternalismo variamente vestito, ma solo con un soprassalto diffuso di responsabilità che privilegi il raccordo tra i soggetti diversi e il dialogo costruttivo ai fini occupazionali e in genere ai fini del bene comune.

Centro_StoricoNella festa del lavoro (I ° Maggio) gridiamo forte: subito sburocratizzare e cantierizzare; poi lavoro femminile retribuito come quello maschile. Urge sollecitare tempestive iniziative, anche sensibilizzando la Regione Basilicata e i ministeri competenti, al fine di accelerare le procedure in grado di sbloccare opere pubbliche già finanziate e non cantierizzate, consentendo così lo sviluppo e la crescita dei livelli occupazionali.

Sollecitare iniziative che riescano a rilanciare il settore delle costruzioni nel segno della qualità dell’impresa, della regolarità del lavoro,della legalità e della sostenibilità.

Costruire in Basilicata, quindi, anche sinonimo per un diverso e piu pregnante impegno di tutti, a partire dal sindacato, per una concreta ipotesi di sviluppo e di crescita dell’intera società lucana, superando le logiche dell’assistenzialismo e riscattando un passato fatto di miseria, di emigrazione, di emarginazione.

 

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