Fede e arte: la via della bellezza propedeutico al convegno di Firenze

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Anna Giammetta

Anna Giammetta

“Fede e Arte: la via della bellezza”,  se ne è discusso nella città dei Sassi a Palazzo Lanfranchi, nel corso di un convegno organizzato dalla Conferenza episcopale di Basilicata in preparazione al 5° Convegno Ecclesiale della Chiesa italiana di Firenze che si terrà dal 9 al 13 novembre 2015 e che avrà per tema “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”.

La scelta di Matera quale location del  convegno, il primo di tre incontri previsti fino a novembre,  non è casuale ma motivata dalla nomina della Città dei Sassi a Capitale Europea della cultura 2019 e anche dalla ricchezza di espressioni artistiche originate dalla fede di un popolo. Il binomio fede e arte non è forzato anzi è connaturale perché l’arte esprime ciò che di più intimo c’è nell’uomo e la fede si manifesta nella bellezza.  Un viaggio nell’arte, iniziato dopo il saluto iniziale di Mons. Salvatore Ligorio, vescovo delle Diocesi di Matera- Irsina e della Soprintendente  per i beni storico, artistici e etnoantropologici della Basilicata, Marta Ragozzino,  che ha toccato tanti paesi. Un percorso proposto attraverso la selezione di dodici opere d’arte, due per ogni diocesi della Basilicata, per ripercorrere le tappe della vita di Cristo e riscoprire “cosa significa essere umani oggi, alla luce del “di più” della fede”. Opere  presentate e commentate da Marco Pelosi che ha evidenziato come, attraverso le opere,  la bellezza dell’arte è epifania dell’umano e di Colui che dà senso e pienezza alla vita dell’uomo.

foto-8-960x641“Quando guardiamo un’opera, ha commentato il  Prof. Giorgio Agnisola, della Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, critico d’arte, il tutto diventa prioritario. I materiali con cui è stata realizzata, le idee dell’artista, le emozioni che scaturiscono ma anche ciò che lo ha ispirato, anche il modo di rappresentare l’opera é fondamentale.

L’arte non è solo quello che si rappresenta ma piuttosto quello che non si vede. Il rapporto di arte e religione, di arte e fede diventa inscindibile se si pensa che in qualche misura l’artista si assimila alla “creazione”. E’ indubbio, infatti, che l’artista nel momento in cui fa un’opera, in qualche modo, entra in contatto con il mistero del mondo ma occorre imparare a guardare per capire fino in fondo cosa c’è dietro un dipinto. Perché guardare significa comunicare.  E come diceva Giovanni Paolo II, sono le opere che ci e che ci interpellano. In questo senso  l’arte e la fede in qualche modo dialogano e pertanto dove termina l’arte inizia la fede.

“Arte come spunto pedagogico propedeutico alla fede, ha asserito Mons. Vincenzo Orofino, nel suo intervento che ha tirato le conclusioni dell’incontro.

L’arte é lo strumento fondamentale per costruire il nuovo umanesimo, ha ribadito il vescovo.  La fede si comunica per contagio e per attrazione e non per imposizione e la bellezza é un modo di dirsi del mistero. Cioè il mistero che dice di sé attraverso l’arte.

 Il mistero va sempre dopo l’oltre, non si vede con gli occhi, per questo si chiama mistero, ma  si guarda con il cuore . E arte e fede é un rapporto inscindibile  perché l’uomo desidera  vedere Dio e come lo può

vedere se non attraverso il creato? Ha chiesto Orofino alla platea attenta.  Quindi, ha continuato,  l’uomo ha bisogno di Dio e di tutto ciò che lo conduce a Lui, quindi anche dell’arte.

La chiesa dà un ruolo fondamentale alla bellezza come via ordinaria per compiere la sua missione  cioè annunciare il vangelo, concetto ribadito anche da Papa Francesco.

E l’opera d’arte dialoga con la comunità, crea la comunità, racconta la storia di un popolo. La ricchezza delle nostre chiese, le opere d’arte che ci sono dentro raccontano la nostra storia e il nostro popolo. E quando si parla di nuovo umanesimo si parla di un nuovo stile di vita fatto da uomini e donne nuove. Persone non belle esteticamente ma con una vita bella.

Il percorso proseguirà  con altri due convegni che si terranno a Viggiano (17 ottobre) sul Creato, la salute e il lavoro e a Potenza (29 ottobre) sulla religiosità popolare.

Fonte: http://giornalemio.it/cultura/fede-e-arte-la-via-della-bellezza-propedeutico-al-convegno-di-firenze/

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