Riportiamo il discorso del sindaco Stefano Ceffa durante la celebrazione del Gemellaggio fra Bioglio e Valcourt.

Stampa questo articolo Stampa questo articolo

I sindaci Stefano Ceffa e Jean-Noel Rambert

I sindaci Stefano Ceffa e Jean-Noel Rambert

 

Cari amici,

oggi celebriamo un nuovo appuntamento del nostro gemellaggio, un appuntamento che ha per noi un significato particolare. In questa sala, oggi siedono vicini tanti amici, tra loro tanti sindaci che hanno animato tanti appuntamenti gemellari e che ci hanno consegnato e tramandato un tesoro prezioso. Grazie allora ai sindaci emeriti presenti Marangè e Jaques di Valcourt e ai sindaci Fiorio, Rey, Allasa, Lusiani e Fusaro di Bioglio.

Un saluto cordialissimo a Jean Noel Rambert, Sindaco di Valcourt che è stato, in questi tanti anni, custode prezioso del rapporto di amicizia tra Bioglio e Valcourt e che celebra oggi il suo primo gemellaggio in una veste nuova. A lui un abbraccio fraterno e i più cari auguri per il suo lavoro di custode delle speranze del vostro, anzi del “nostro” paese. A voi amici di Valcourt e di Bioglio va la mia riconoscenza per l’amore che continuate a nutrire per il nostro gemellaggio e per l’amicizia che vi lega ai nostri paesi.
Viviamo tempi tribolati, il mondo globalizzato porta con sé paure e turbamenti. Se guardiamo a tutto ciò che sfugge ai nostri ristretti orizzonti proviamo un senso di smarrimento e di timore. Tutto ciò che è diverso da noi ci inquieta e appare come una minaccia da cui difendersi. Ogni giorno sulle coste italiane sbarcano a centinaia, disperati che provengono dalle coste africane, in fuga dalla disperazione e dalla guerra. Un mondo intero interpella e scuote le nostre coscienze. Quella che noi abbiamo definito “crisi economica” è ancora, nella sua drammaticità, una intollerabile ricchezza per chi è divorato dalla fame e dalla guerra e bussa alle porte del nostro mondo. Spesso cogliamo solo in superficie le esperienze che la nostra vita ci ha offerto. Anche il nostro gemellaggio rischia di diventare un rito, uno dei tanti che in modo un po’ ipocrita ripetiamo. Rischia di diventare una gara a chi “accoglie meglio” diventando una specie di videogame a chi fa il regalo più bello, a chi ci fa vedere le cose più interessanti, a chi dice le parole più capaci di colpire ed emozionare. Ma non è per questo che sono nati i gemellaggi e non è per questo che siamo qui oggi. Se fosse per questo allora avremmo mancato clamorosamente l’obiettivo che i padri costituenti l’Unione Europea Shumann, Adenauer, Rossi e Spinelli ci hanno dato e che era quello di costruire una comunità di popoli che nelle differenze e dalle differenze potessero scoprire il senso di una patria comune garante di pace e veicolo di comunione, speranza, progresso e sviluppo prima che economico, umano.
Oggi quella stessa idea di Europa è travolta da nazionalismi, da particolarismi territoriali, da diffidenze. Assistiamo ad una fuga dal sogno di una Europa, casa comune per una pluralità di popoli, rincorrendo vecchie idee di “nazione” il cui solo ricordo evoca paure e vergogna.

11425227_1448613012123269_5058722486001874428_nAmici, non voglio turbarvi o rattristarvi, voglio invece dirvi che qui, oggi, possiamo riaffermare che ciò che è diverso può essere accolto e amato; possiamo riaffermare che i tempi che viviamo possono toglierci un po’ delle nostre sicurezze ma non possono strapparci la speranza.
Il gemellaggio che oggi celebriamo ha la forza di evocare sentimenti di amicizia e di speranza che hanno cambiato già una volta il nostro mondo accompagnando la nostra Europa a superare la sofferenza e la vergogna della seconda guerra mondiale. 
Da questi sentimenti e nel ricordo che oggi è presenza viva dei tanti amici che non ci sono più ma i cui nomi sono scritti nella storia dell’amicizia tra Bioglio e Valcourt e nei nostri cuori, riparta il sogno che portiamo dentro di noi di un mondo più giusto, più unito, più capace di accogliere, più capace di comprendere tra le pieghe delle inquietudini della nostra vita quotidiana il valore straordinario di ogni persona e di ogni esistenza. 

Stefano Ceffa

Stefano Ceffa

Ecco allora che il gemellaggio non finirà domani con i saluti accompagnati da qualche lacrima ma si celebrerà ogni giorno, nei nostri paesi, nelle nostre famiglie e nei nostri luoghi di lavoro. 
Amici! viviamo sotto lo stesso cielo, la stessa luna illumina le nostre notti e lo stesso sole scalda i nostri giorni, la stessa pioggia bagna i nostri campi e lo stesso vento scuote le fronde dei nostri alberi. Siamo tutti egualmente parte di questo creato che ogni giorno ci stupisce con le sue meraviglie. Guardando il cielo con le sue nubi e nelle notti il firmamento, sentiamoci vicini, incontriamoci su una stella e ricordiamoci che questo mondo, oggi e sempre, lo possiamo cambiare perché abbiamo imparato che chi vive al nostro fianco è prima di tutto un uomo ed in quanto tale libero, uguale e fratello! 
La strada, cari amici, vi sia propizia, gli orizzonti delle vostre vite vi sorridano ogni giorno e il vostro cammino sia sicuro e deciso indirizzato verso orizzonti di felicità e speranza, per voi, per le vostre famiglie, per le nostre comunità e per il mondo intero.
Buon cammino a tutti!

 

 

Commenta

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi