Giù le mani dalle nostre Tradizioni

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Santuario Madonna del Pollino

Santuario Madonna del Pollino

Come ogni anno il primo fine settimana (giovedì, venerdì e sabato) di Luglio, migliaia di pellegrini si ritrovano per partecipare ad una delle feste più importanti sul monte Pollino: la festa della Madonna di Pollino.

Alle pendici del Pollino a 1537 metri di altezza, a ridosso di uno sperone roccioso che regala un bellissimo panorama, sorge il Santuario dedicato alla Madonna, la cui statua viene custodita nei mesi invernali nella chiesa Madre di San Severino Lucano. La prima domenica di Giugno la Madonna viene portata in processione sul monte per poi far ritorno a San Severino la seconda domenica di Settembre.

L’evento che si tiene a luglio si sviluppa tutt’intorno al santuario con lunghe tavolate di arrosto di capretto ed agnello all’aperto, accompagnato da un immancabile buon vino rosso ed un interminabile suono di Zampogna e Organetto. La notte si passa in tenda sotto un cielo stellato molto suggestivo, tra gli alberi del Parco Nazionale del Pollino, anche se molti pellegrini passano l’intera notte ad alternarsi nei pressi del Santuario per portare con Zampogne, Organetti e Tamburello il loro canto alla Madonna.
Il sabato, dopo la Santa Messa, la statua viene portata in processione preceduta dal suono delle zampogne e dalle donne che portano i cinti di candele devozionali in testa.
Molto emozionante è il momento del rientro della statua in chiesa quando tutti i fedeli in fila passano a salutare la Madonna, toccandole le vesti, anche con fotografie di congiunti, per i quali si chiede una grazia o comunque li si raccomanda alla Vergine del Pollino, perché dia loro buona salute.

Beatrice Ciminelli

Beatrice Ciminelli

Portare le statue in processione fa parte di un culto riconosciuto dal magistero della Chiesa, che trova la sua fonte nell’anno 787 , quando a Nicea venne convocato un Concilio ecumenico che sancì l’assoluta liceità di rappresentare per immagini la figura di Gesù, di Maria Sua Madre, degli Angeli e dei santi
Il secondo Concilio di Nicea spiegava che le immagini sacre sono uno strumento che deve aiutare il cristiano ad imitare coloro che vi sono rappresentati: Gesù, Maria, gli Angeli e i Santi. 
E non solo: le immagini sacre servono anche per decorare i luoghi dove si celebra il culto e servono a migliorare la conoscenza di episodi biblici, tanto nell’Antico quanto nel Nuovo Testamento.

Pertanto, chi esprime il proprio disappunto fino ad accusare i cattolici di idolatria non può dirsi propriamente cattolico, ma più vicino all’ala protestante o calvinista del Cristianesimo, che dopo la rivolta di Martin Lutero contro la Chiesa di Roma, si distinse per la distruzione di molte statue e di molte immagini, in favore della creazione di chiese spoglie e prive di raffigurazioni.

Utilizzare immagini sacre, venerare i santi che vi sono rappresentati è cosa gradita a Dio, non contraria all’insegnamento della Bibbia e in sintonia con quello che i cristiani hanno sempre fatto, fin dai tempi della Chiesa primitiva. Allora perché cambiare? Le tradizioni si rispettano e, se cambiano, non si chiamano più tradizioni. Noi cattolici (leggete sanseverinesi) possiamo dunque star tranquilli: le contestazioni non scalfiscono la nostra fede.

 

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