Matera, la città incredibile!

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foto di Daniele Scarso

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Delle città in cui sono stato, è quella che mi sorride di più, quella che vedo meglio ancora, attraverso un velo di poesia e malinconia”, scriveva di lei Giovanni Pascoli nel 1884 (che qui fu docente presso il Liceo Classico Duni).

E’ Matera e da quando è stata scelta, tra tante degne concorrenti, a rappresentare la Capitale Europea della Cultura nel 2019, sorride ancora di più a  milioni di visitatori che ogni giorno la scoprono. Una città, come disse, Mel Gibson,  che “sorride di giorno, con le facciate di tutte le grotte, che sembrano case, e paiono guardarti, coi buchi delle porte, come neri occhi, e malinconica di notte, quando calata la penombra, viene avvolta da un velo di poesia, tanto che  “..tra i Sassi anche la luna pare essere più grande”.

foto di Daniele Scarso

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Ma che la si guardi con il sorriso o con un pizzico di malinconia, alle prime luci dell’alba, in pieno giorno o nella notte fonda, quello che ti avvolge è sempre un velo di magia.

 

Affacciati dalla balconata “Luigi Guerricchio” nel cuore della città a strapiombo sul Barisano, o da Piazzetta Pascoli, o ancora dal lontano Belvedere sulla Gravina, lo spettacolo maestoso di questa incredibile città scolpita nel tufo.

foto di Daniele Scarso

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Le facciate finte delle sue case, per l’inclinazione della costiera che sorgono in basso a filo del monte, e in alto sporgono un poco: in quello stretto spazio tra le facciate ed il declivio, passano le strade, e sono insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e tetti per quelle di sotto (scriveva Carlo Levi in Cristo si è Fermato ad Eboli). Un intrico di stanze e stanzette, di antichi saloni e stalle, di grotte, granai e cantine.  Un insieme di architetture che si affacciano sulle terrazze e sui vicoli tra il rincorrersi degli archi e delle scalette fra i tetti dal bel colore rosato.

E poi ancora, le rocce scoscese sulla Gravina (profondi e spettacolari burroni, incisi nei millenni dall’azione erosiva dei corsi d’acqua nel terreno calcareo, da sembrare fantasmagoriche colombaie) che diventano rosa con la luce del tramonto.

foto di Daniele Scarso

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L’origine ed il fascino primordiale di questa città scavata nel tufo e costruita sui terrazzi degradanti di due grandi alvi fluviali, derivano da sistemi di condensazione e di raccolta dell’acqua simili a quelli realizzati dai sahariani fin dal neolitico. A Matera si trovano gli stessi lavori idraulici risalenti all’età del bronzo, i canali sotterranei, i pozzi, le grandi cisterne esistenti sia a Petra che a Matmatà in Tunisia e Cappadocia.

Ciò che rende unici i Sassi è un uso delle abitazioni che è stato perpetuato e conservato intatto, dal Neolitico ad oggi. Per questo si ha la sensazione di stare in un “luogo senza tempo”.

Questo mondo millenario, protetto dall’Unesco dal 1993, è oggi tra gli 830 siti mondiali più suggestivi e di ineguagliabile bellezza e dal 17 Ottobre 2014 designata a rappresentare la Cultura in Europa nel 2019.

Fonte: http://giornalemio.it/viaggi/matera-la-citta-incredibile/

  1. Le foto dell’articolo sono di Daniele Scarso

 

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