L’avvio della “buona scuola”

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thumb_IMG_2643_1024Nella prima quindicina del mese corrente, le scuole di tutt’Italia, con scansione d’inizio differenziato in base alla programmazione delle varie regioni, hanno riaperto i battenti ad alunni, famiglie, docenti, non docenti per un nuovo anno scolastico.

Esso parte sotto gli auspici della cosiddetta “buona scuola” ed è questo un segnale incoraggiante per una società, la nostra, che assiste, non senza turbamento, ad una difficoltà diffusa del “crescere” comune.

Dico questo, perché i segnali di un diffuso disagio, come rileva don Camillo Perrone, nel suo appassionato articolo di qualche giorno fa, sono diffusi, sembra quasi che ogni provvedimento che riguarda la scuola finisca per creare malumori, mugugni, paura del cambiamento, in definitiva una perdita di fiducia nell’istituzione cardine della crescita di una comunità.

Per fortuna, la stragrande maggioranza degli operatori scolastici, testimoni privilegiati dei processi di trasformazione, nutrono la speranza che una scuola, sempre più a misura degli alunni, ma anche dei docenti, abbia in sé la forza di rigenerarsi.

Essa, oggi, si apre a molte novità organizzative, ad un ampliamento dell’offerta formativa, ad un recupero, finalmente, dell’esperienza lavorativa con stage all’interno di aziende, enti che offrono agli alunni un’occasione di crescita reale, superando l’antica dicotomia tra “teoria” e “pratica”. Certamente non può essere buttato alle ortiche un cinquantennio di sperimentazione educativa, di modelli organizzativi, delle tante riforme che hanno interessato il sistema educativo nel suo complesso.

dscn4473Sono convinto che il nuovo clima che si respira all’interno delle nostre scuole abbia operato un coinvolgimento più consapevole da parte di tutti ed un convincimento di trovare nell’istituzione scolastica la possibile risposta ai mille quesiti che la società, in rapida, incessante trasformazione, ci pone.

Le nuove tecnologie informatiche, le esperienze di interscambi con realtà scolastiche di altri paesi (Erasmus. Comenius ed altri) hanno innescato meccanismi di cambiamento reale, i cui effetti, non tarderanno a farsi notare.

La suola rimane, così, luogo, nel senso più ampio del termine, di umanizzazione, di crescita integrale dell’uomo, di costruttrice del “bene comune” che è il bene di tutti e di ciascuno.

In questo senso, mi pare giusta la connotazione di “buona scuola”.

Guardiamo, dunque, allo sforzo dei docenti nel promuovere la crescita globale degli alunni come capacità di conoscere, di “pensare in modo critico” e di “amare in modo gratuito”, come capacità di vivere armonicamente con gli altri. 
 

        Vada, infine, dalle colonne di questo giornale on line, l’augurio di un proficuo anno scolastico, ricco di soddisfazioni personali, a tutto il mondo scolastico, nella certezza di essere parte attiva di una comunità che apprende, che riflette, che si misura con le nuove sfide! 

 

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