Ai risparmiatori beffati saranno concessi i rimborsi?

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Ernesto Calluori

Ernesto Calluori

Il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, intervenendo in Commissione alla Camera, ha dichiarato che sarà costituito il Fondo – con il contributo delle banche – per gli obbligazionisti che hanno perso i risparmi. Ha, inoltre, aggiunto che” il detto rimborso non sarà concesso in via automatica a tutti i “beffati”: bisognerà accertare le singole posizioni per verificare se le quattro banche abbiano venduto obbligazioni subordinate a persone che presentavano un profilo di rischio incompatibile con la natura di questi titoli di investimento”. Insomma, dopo il NO dell’Europa, il governo, ormai accerchiato sceglie la formula del ristoro caso per caso, con un arbitrato affidato alla Consob. A tanto stupore, ne aggiungo un altro: il Ministro ha sottolineato che l’intera vicenda ha portato all’attenzione “il problema della scarsa padoan_pier_carlo_ministro_economia-592x300educazione finanziaria della popolazione italiana. Un risparmiatore male informato è vittima di abusi e occorre quindi aumentare la capacità di valutazione dei risparmiatori per ridurre i rischi”. Dinanzi a tali dichiarazioni ci sono seri motivi per essere indignati. Tale assioma sta a significare che “il cliente è ignorante perché all’oscuro di educazione finanziaria e io Banca ne approfitto”. La distribuzione delle obbligazioni deve essere attribuita con una correlazione tra responsabilità del cliente e i consigli di rischio che si profilano. Il suicidio del pensionato Luigino di Civitavecchia che aveva versato alla Banca dell’Etruria i suoi risparmi, risale al 28 novembre. Nessuno gli aveva parlato di rischi, le obbligazioni erano garantite. E qui sta il punto. Spesso, per non dire sempre, chi ha il rapporto con il pubblico e parliamo di direttori, funzionari e impiegati della banca, tiene sempre a rassicurare il cliente e mai a far presente l’esistenza di alcun rischio. E, il cliente inesperto in materia si fida. Quello che emerge dalla nuova situazione è la necessità di cambiare subito il provvedimento governativo per introdurre nuove modalità nel rapporto tra banche, investitori e correntisti. I dubbi che sorgono sono molteplici e le domande che corrono sulla bocca di tutti sono di questo tenore: Chi vigilava poteva fare di più ? Queste banche hanno collocato titoli al di là dei rischi che i clienti potevano assumersi? I prospetti informativi erano chiari? Sarebbe utile che questi punti venissero sciolti con una certa fretta, senza scomodare la Costituzione che tutela il risparmio. Ah, già, la Costituzione! Con la speranza che su questo punto non sia stata nel frattempo cambiata. Scusate se è poco.

 

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