Non parlate al conducente

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foto francavilla antica1Non parlate al conducente -Così c’era scritto nei pullman della Sita appena si entrava- In una seduta del Consiglio Comunale di Francavilla sul Sinni, tanti anni or sono, si discuteva della nuova pianta organica del personale dipendente che prevedeva posti in ruolo di un altro autista dello scuolabus. La proposta della Giunta Municipale metteva tra i requisiti dei concorrenti di essere in possesso del titolo di studio di terza media. Un consigliere di minoranza, avendo nutrito il sospetto che gli amministratori in carica potessero favorire un loro sostenitore, propose come titolo di studio un diploma di scuola superiore di secondo grado, perché l’autista ha a che fare con studenti e quindi deve essere preparato. Il sindaco, molto pronto e con una sottile ironia da fare invidia alla risposta di Chichibio Cuoco e la gru, replicò: “consigliere tal dei tali, sei mai entrato in un pullman della Sita?” “il consigliere rispose: certamente sì, perché da ragazzo studiavo fuori”. Il sindaco nuovamente “hai letto senz’altro la scritta non parlate al conducente. Quindi non è necessario che l’autista sia diplomato perché non deve parlare con i ragazzi”. Il Consiglio comunale apprezzando con una sonora risata la risposta, votò a favore della proposta di Giunta. Oggi giorno quella scritta non la troviamo in nessun luogo, perché nessuno parla più con gli altri. Vai in una sala di attesa tutti sono impegnati con smartphone con telefonini vari e via dicendo; vai sul tram, nella metro e troviamo la stesa scena questo è il sintomo di un malessere profondo della società: l’individualismo e l’isolamento in cui le persone sono cadute.

foto francavilla antica5La stessa scritta però, non parlate al conducente, in maniera virtuale ma nei fatti molto concreta la troviamo esposta in un segmento della società molto importante: la classe politica che dirige la cosa pubblica in Italia da almeno un ventennio. Che poi corrisponde alla famosa discesa in campo di Silvio Berlusconi. Il rapporto tra eletti ed elettori è cambiato profondamente con la modifica di alcune leggi, ad esempio la legge per l’elezione diretta dei sindaci, del consiglio e del presidente della giunta regionale, dei deputati e senatori e l’opportunità di indicare il presidente del consiglio dei ministri. La politica si è molto personalizzata da quando sono cadute le ideologie e i partiti che secondo la costituzione dovevano concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale, sono diventati proprietà ed espressione di personaggi a volte con un trascorso anche discutibile. Quindi, i nostri rappresentanti al parlamento non foto francavilla antica2rispondono più alla cosiddetta base elettorale, ma al padrone o in pochi casi al capo del partito. O fai come dico io, o la prossima volta non ti presento. In tutti i partiti e a qualsiasi livello è esplosa la questione morale che Berlinguer aveva denunciato come male della politica italiana. Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella con il loro libro inchiesta “la casta” hanno messo a nudo tutti i privilegi che i politici si cono concessi fino al punto che essi sono diventati intoccabili. E da qui scaturisce tutto il disinteresse dell’elettorato quando si vota. Il discorso di cui sopra cade a cascata anche nelle regioni, province e comuni (prima anche nelle Comunità Montane e nelle USSLL) e in tanti organismi e commissioni. Come a Francavilla penso che anche in tanti comuni la vita politica è scomparsa completamente dalla scena. Le sezioni di tutti i partiti, ma la cosa è più grave per il PD in quanto uno dei pochi partiti senza un padrone per lo meno in apparenza, sono chiuse o non esistono proprio fisicamente. Aprono in occasione delle primarie e nei giorni delle votazioni. Addio quindi a manifestazioni, discussioni aperte, congressi, proposte, lotte, feste dell’unità, feste dell’amicizia, di rinascita e della rifondazione. Le sezioni svolgevano un ruolo fondamentale nella formazione e selezione della classe dirigente futura, i giovani appresso ai vari mentori si facevano le ossa per affrontare e risolvere i problemi del territorio. Si formava la squadra, il gruppo dirigente. Oggi tutto questo è solamente un ricordo, tutto viene catapultato dall’alto e dai sondaggi. Lo stesso discorso si può fare per il sindacato. Esistono nei paesi tanti Padronati Sindacali che curano le pratiche ma le foto francavilla antica4organizzazioni che lottano per il lavoro e i diritti dei lavoratori hanno chiuso i battenti. Nella nostra zona e un po’ ovunque per fortuna si intravede una ripresa di partecipazione con i movimenti studenteschi alla lotta per la tutela e il rispetto dell’ambiente. È un fatto molto importante perché da qui potrebbe partire un’inversione di tendenza e come cantava Giorgio Gaber la Democrazia è partecipazione. Se partecipiamo in tanti, non rispettiamo il cartello non parlate al conducente e ciò fa male ai nostri politici che vorrebbero essere non disturbati, cioè gestire il loro potere come se fossero i padroni.

Eugenio Scalfari nella sua rubrica Il vetro soffiato dell’ultimo numero dell’Espresso scrive: “la democrazia non esiste ma dovremmo almeno contare su classi dirigenti aperte e consapevoli. Meglio una oligarchia del leader solitario”. Apprezza in questo articolo il Partito Comunista Italiano e il suo centralismo democratico.

 

 

Commenti

  1. Ernesto Calluori ha detto:

    Si impone a questo punto una ulteriore riflessione che dia conto della disaffezione politica del cittadino a selezionare il meglio della Nazione per l’alto valore del servizio pubblico, Affinche’ tale valore venga compreso, ci vorrebbe un rapporto diretto tra politico e cittadino. C’e’ bisogno di fare esprimere il cittadino che vuol cimentarsi, che vuole andare oltre la croce sulla scheda, che a volte sbagliando, pensa persino di sapere far meglio dei politici contemporanei.Tale selezione e’ avvenuta nei partiti italiani, fino ad anni addietro, per cooptazione. Il sistema delle “primarie” in Italia e’ arrivato tardi ed e’ applicato in maniera parziale e per certi versi lacunosa. Da noi, le liste dei candidati per le elezioni future sono fatte dagli eletti nelle elezioni passate e chi decide continua, spesso, a proporre se stesso. Ecco che la classe politica fa serrata e il partito, anzi i partiti, diventano una intercapedine tra cittadini e istituzioni. Per favore, non parlare al CONDUCENTE.

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