Convegno regionale a Matera sul tema: “i poveri e la pastorale della carità”

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caritasI mezzi di comunicazione permettono oggi di conoscere in tempo reale, da ogni angolo della terra, le più drammatiche e ingiuste situazioni umane.
Molti sono sensibili alle ingiustizie che segnano tante persone nel mondo. Ma non sanno approfondire i perversi meccanismi che generano le molteplici forme di povertà. È possibile che ancora ci sia chi muore di fame?

Chi resta condannato all’analfabetismo?

Chi manca delle cure mediche elementari?

Perché si è costretti a lasciare la propria terra devastata da guerre o calamità naturali?
Questi, e tanti altri interrogativi non avranno mai risposta, se non verranno rimosse le ancora tante, troppe negazioni dei diritti umani: diritti universali, la cui affermazione acquista ancora più rilevanza per chi, come i cristiani, ha a cuore la sorte di ogni persona.
Per Caritas Italiana è cruciale educare al rispetto e alla promozione dei diritti fondamentali della persona. Ciò significa anche usare la propria parola per rappresentare coloro che la parola non ce l’hanno. E implica uno sforzo collegiale, che riguarda tutti – individui e comunità – , perché l’affermazione dei diritti umani comincia dalla verifica e dalla modifica dei comportamenti quotidiani (di partecipazione, di accoglienza, di consumo) di ciascuno, nella quotidianità.
A questo punto diciamo che oltre un miliardo sono le persone che nel mondo soffrono la fame; l’Italia conta quasi sette milioni di poveri, tanti quanti nessun altro paese europeo, il doppio rispetto alla Germania e il triplo della Francia. La fotografia di Eurostat, l’ufficio della statistica Ue, parla chiaro e tutti gli altri Stati membri seguono a distanza.

don Camillo Perrone

don Camillo Perrone

La povertà in Italia affligge infatti – sono dati del 2014 – ben un milione e quattrocentosettantamila famiglie in condizione di povertà assoluta per un totale di quattro milioni e centoduemila persone, pari al 6,8% della popolazione residente. La povertà assoluta è sostanzialmente stabile sul territorio e si attesta al 4,2% al Nord, al 4,8% al Centro e all’8,6% nel Mezzogiorno.
Con il termine “povertà assoluta” ci si riferisce ad una condizione economica che impedisce alle persone l’accesso ai beni essenziali, quali alimentazione, casa, educazione, abbigliamento, minima possibilità di mobilità e svago.
C’è poi una povertà relativa che coinvolge il 10,3% delle famiglie. Povertà relativa, impoverimento e rischio di povertà, invece, “sono espressioni che designano ciascuna una specifica condizione di deprivazione materiale, nessuna delle quali impedisce l’accesso ai beni e servizi essenziali disponibili per la maggior parte della popolazione. Si tratta dunque di condizioni significative se si vuole misurare il grado di disuguaglianza sociale di un determinato contesto e il suo impatto sulla popolazione”. I limiti della nostra situazione Welfare emergono soprattutto a livello locale con differenze territoriali che marcano i divari Nord-Sud.
La povertà è dunque realtà molto più diversificata e complessa di quanto appaia a prima vista. La povertà ha molte facce, è un puzzle complesso e poliedrico, composto da molti “tasselli”.
In questo contesto piuttosto sconfortante la Delegazione Regionale della Caritas organizza il 12 giugno a Matera un Convegno Regionale dal tema: “ I poveri e la pastorale della carità nell’evangelii gaudium”. I destinatari del convegno sono tutti gli operatori pastorali e in particolare i membri delle Caritas Parrocchiali che, ricchi di umanità e di una visione di comunità cristiana, si spendono in un’azione di accompagnamento affinchè nessuno venga lasciato solo. Diversi sono i relatori che dovranno conferire: segnaliamo particolarmente la relazione di Mons. Francesco Soddu – Direttore Caritas Italiana. Altri interventi sono quelli del nuovo Arcivescovo di Matera-Irsina Mons. caritasCaiazzo e di Sua Eccellenza Mons.Vincenzo Orofino Vescovo Eletto di Tursi-Lagonegro. È prevista la partecipazione di molti parroci della regione, nonché molti laici.
A tutti vien chiesto di collaborare per risolvere le cause strutturali della povertà e promuovere lo sviluppo integrale dei poveri, sia i gesti più semplici e quotidiani di solidarietà di fronte alle miserie molto concrete che incontriamo. La parola solidarietà si è un po’ logorata e a volte la si interpreta male, ma indica molto di più di qualche azione sporadica di generosità. Richiede di creare una nuova mentalità che pensi in termini di comunità, di priorità della vita di tutti, di fronte all’appropriazione dei beni da parte di alcuni.
In una società che si sta autodistruggendo, producendo morte, oppressione, sofferenza, distruzione dell’ambiente; dove, ubriaca di se stessa, ci si è abituati al degrado, perdendo la sensibilità rispetto al dolore e all’ingiustizia, la “cultura degli scartiè purtroppo cultura di sistema, di soluzioni economico-politiche non al servizio dell’uomo. Il grido degli ultimi e dei piccoli è l’istanza di dignità della persona umana, di diritti umani negati, di giustizia, di solidarietà.
Occorre riflettere sui singoli diritti umani fondamentali per combattere la povertà: un’azione pedagogica che Italia Caritas sta affrontando per sollecitare quella solidarietà che deve permettere a tutti i popoli di giungere con le loro forze ad essere artefici del loro destino, così come ciascun essere umano è chiamato a svilupparsi.

 

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