Appelli per la pace di Papa Francesco e l’impotenza dell’ONU

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papa FRANCESCO.Allarme terrorismo! Potremmo aggiungere che non va in vacanza, colpisce qua e là, imprevedibilmente. I governanti si affannano a rassicurare i cittadini ma, purtroppo, non ci riescono. A poco servono anche gli appelli di papa Francesco, l’unico a denunciare con forza l’ipocrisia di chi dice di volere la pace e, al tempo stesso, fomenta l’odio perché non c’è nulla di più redditizio della vendita di armi. Così ,ogni pretesto è buono per scatenare una guerra anche quello di voler esportare la democrazia.

In un momento così delicato e grave per il mondo, chi sta brillando per essenza e impotenza è proprio l’Onu, frenato dai veti incrociati dei Paesi membri permanenti del Consiglio di sicurezza, ma anche da un’impostazione che è ormai superata, non più adatta alle emergenze d’oggi. All’ordine del giorno delle Nazioni Unite non c’è mai il tema della pace e di come favorirla, ma solo e sempre come mantenere gli equilibri tra le nazioni, cedendo spesso allo strapotere dei più forti. Impegno e risorse andrebbero indirizzate alla lotta non per la sopravvivenza, ma per la convivenza tra popoli.

don Camillo Perrone

don Camillo Perrone

Oggi c’è il bisogno di sgombrare il terreno dal rancore e dall’odio. Di costruire rapporti di fratellanza, di valorizzare la convivenza, di intrecciare relazioni autentiche, di conoscersi a fondo. E diciamo che solo la misericordia vince la violenza, sradica il terrore, genera pace e rende la terra più umana. Pochi giorni dopo le stragi di Nizza, Monaco, Kabul e Aleppo, papa Francesco affronta il clima d’angoscia e d’odio con le nude armi del Vangelo. Non si vince l’egoismo mostruoso che stronca la vita se non con un supplemento di amore, se non contrapponendo la capacità di dare la vita per il sostegno e la difesa degli inermi, degli innocenti, di chi vive in una insostenibile situazione di ingiustizia.   ”Non si vince questo nostro egoismo se non riscoprendo il valore di ogni uomo, perché figlio del Padre che dà la vita”,  diceva nel 1973 Vittorio Bachelet, allora presidente dell’ Azione Cattolica poi ucciso, nel 1980, dalle brigate rosse.

E ora diciamo che la pace in Siria è una priorità. Da lì fuggono,non per l’attrattiva europea ,ma per la disperazione della guerra. C’è poi l’Iraq del conflitto con l’Isis e dell’instabilità politica. La Turchia ospita 2.744.915 siriani : dove andranno? Eritrei e somali si muovono dalle loro terre. Le crisi ambientali e politiche spingono a fuggire. Le rotte del Sahel e del Sahara sono percorse da tanti africani. Qui si devono aprire centri per monitorare ed evitare viaggi terribili. A proposito è molto positiva la volontà europea di firmare accordi con gli stati africani, per responsabilizzarli . Aiutare lo sviluppo dell’ Africa e responsabilizzare i suoi governi. La proposta del Governo Renzi per impegnare l’Ue verso i Paesi africani (nel senso dello sviluppo e dell’azione sui migranti) va in questo senso. Se l’Europa non riprende generosamente a fare politica nel Mediterraneo e in Africa, finirà vinta e paurosa dietro un muro.

E non dimentichiamo che siamo nell’anno della Misericordia: risposta cristiana al clima di violenza e di terrore, al grande vuoto . Misericordia come antidoto ai conflitti, guerreggiati o interiori che siano. Misericordia come medicina per curare l’indifferenza di chi guarda gli eventi solo attraverso uno schermo (tivù, telefonino, computer). Misericordia per costruire ponti e abbattere muri ; come pure il Vangelo ci insegna ad incontrare l’uomo nell’affamato, nell’assetato, nel nudo, nel malato, nell’amico che è finito male, nel detenuto, nel profugo e nel migrante, nel vicino che è solo.

papa-francesco-Recentemente Francesco –nella GMG– ha esortato i giovani ad attivarsi per promuovere il cambiamento del mondo e si è raccomandato che coltivino i desideri, s’impegnino per il bene, valorizzino la memoria facendo leva sulla esperienza dei nonni e non si stanchino di “predicare la speranza con il sorriso e le braccia sempre aperte “. Solo a queste condizioni i giovani potranno fare crescere un’altra umanità capace di liberare il mondo dal pericolo delle invasioni abusive, delle sopraffazioni egoistiche, degli odi tribali, dei conflitti sanguinari, delle discriminazioni razziali, dello sfruttamento selvaggio, delle ideologie fuorvianti.

Bergoglio ha invitato i giovani a costruire “un’altra umanità”. Perché questo avvenga, occorre che essi non si lascino “anestetizzare l’anima” né si facciano ammaliare dalla droga del successo e delle comodità. Occorre soprattutto che non smettano mai di sognare e che sappiano lottare pacificamente per l’onestà e la giustizia installando la “connessione di un cuore che persegue il bene senza stancarsi” e imitando “la memoria fedele di Dio”. In conclusione, la follia del terrore si vince soltanto con un amore autentico, profondo e concreto.

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