Proteggiamo il Creato per difendere l’Uomo

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La salvaguardia ambientale deve rappresentare per governo e società una priorità irrinunciabile oggi più che mai. Terra e dissesto: la sorpresa del maltempo che si ripete.
Le fragilità croniche di territori italiani che si sbriciolano sotto la furia degli elementi.
E ora occhi puntati su una città toscana nell’occhio di un ciclone molto devastatore.
Il drammatico risveglio di Livorno dopo una notte di tregenda per il maltempo: otto morti, la città devastata, strade allagate, fiumi straripati, fango fino al primo piano delle case. Danni ingenti. Non è più tollerabile che, puntualmente, solo dopo alluvioni e dissesti come quelli che si sono verificati nella città sopracitata invochino la manutenzione dei fiumi e lavori urgenti di difesa del territorio, di un territorio molto fragile. Davanti a questa fragilità endemica com’è possibile non provare a investire sulla cura del territorio, sul contrasto a cementificazioni, disboscamenti aggressivi, su monitoraggio e manutenzioni permanenti?
Ciascuno ha la sua responsabilità morale e i politici hanno la loro, soprattutto questi ultimi.
Sembra che non si impari mai nulla dal passato: è la nostra ignoranza la causa di tutto.
Afferma Papa Francesco: “La sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci toccano tutti. Purtroppo, molti sforzi per cercare soluzioni concrete alla crisi ambientale sono spesso frustrati non solo dal rifiuto dei potenti ma anche dal disinteresse degli altri”.

don Camillo Perrone

Il disastro ambientale e civile sono legati alle azioni degli abitanti, in particolare alla mancanza di responsabilità nella gestione del potere e alla mancanza di giustizia, sia nelle relazioni con i fratelli che nelle relazioni con Dio.
Sacralità del Creato: è importante acquisire maggiore consapevolezza del valore e dell’importanza di questo bene comune naturale perché è un bene che appartiene a tutti e oggi richiede una gestione ben definita per contrastare i diffusi fenomeni degenerativi.
Per quanto concerne ora la ricostruzione ovvero la riparazione i soldi si stanziano, ma non si spendono. Perché tanta inefficienza e lungaggine burocratica? Purtroppo il nostro Paese, che vanta di essere leader nella produzione di energie rinnovabili ma allo stesso tempo, in altri settori, fa molto poco per l’ambiente. Ricordiamoci che l’Italia è un Paese molto popolato e per questo dovrebbe essere ancora più importante e impellente prendere decisioni a tutela di un ambiente che sta diventando sempre più fragile.
L’autunno e l’inverno sono alle porte, forieri spesso di gravi dissesti idrogeologici.
Cara Basilicata, stia all’erta! Il dissesto, di cui sopra, è una continua minaccia nella nostra regione. Sono circa seimila i movimenti franosi attivi, contati in Basilicata, nella mappa redatta dall’Ufficio geologico regionale. Urge alzare la guardia con una programmazione sollecita e seria. E’ sempre emergente la gestione di un territorio antropizzato, complesso, da sempre fragile, dove regna l’abuso di consumo del suolo, buona parte sottratto all’agricoltura, la necessità di prevenire ed affrontare le conseguenze del cambiamento climatico, che moltiplica la potenza, l’intensità degli eventi meteo e di conseguenza gli effetti disastrosi delle calamità naturali. Occorre debellare strenuamente: la cementificazione dei fiumi, l’impermeabilizzazione del suolo, il disboscamento e la mancata gestione dei boschi; l’abusivismo edilizio, i prelievi idrici dissennati, la proliferazione di cave abusive, le eccessive estrazione di inerti degli alvei fluviali e quant’altro.


Un serio piano di riassetto del territorio potrebbe rilanciare l’occupazione, stimolare lo sviluppo e ridurre i costi della riparazione dei danni causati.
E c’è l’urgente bisogno di educare alla responsabilità ecologica: responsabilità verso se stessi; responsabilità verso gli altri; responsabilità verso l’ambiente. E’ un’educazione che non può essere basata semplicemente sul sentimento o su un indefinito velleitarismo.
La vita degli uomini è legata alla vita del Creato; se quest’ultima viene meno, anche gli uomini vengono meno con lei. La terra, con la sua fecondità, è dunque dono affidato, da porre sul cuore e custodire responsabilmente, con una gestione assennata del potere, con la pratica attiva della giustizia e della solidarietà. Occorre solidarietà, siccome non si possono validamente affrontare e risolvere i gravi problemi ecologici ed ambientali, se non insieme, con una visione organica, articolata dei compiti concernenti le comunità ecclesiali, lo Stato, gli enti locali, l’iniziativa libera di persone e di gruppi, con l’assunzione concreta delle rispettive responsabilità, con l’esercizio del diritto-dovere della partecipazione, sia a livello di programmazione che di esecuzione.
In conclusione: la chiamata e la sfida urgenti a prenderci cura del Creato costituiscono un invito ad adoperarsi per uno sviluppo sostenibile e integrale.

Commenti

  1. Olga Guadalupe Puppio ha detto:

    Sr Padre: Camilo Perrone: Quien le escribe, una uruguaya descendiente de ese pueblo felicita su tarea, su abnegación por su gran actividad, la publicación de libros que mucho quisiera leer.. Yo Docente e investigadora he publicado un tema sobre los sanseverinenses que emigraron a mi país, donde se radicaron, que tarea realizaron y que es de sus descendientes a quienes pertenezco. Lo puede leer en: Lucanos en Costa del Tala (Google) En él encontrará apellidos que le son bien conocidos. Mi mayor deseo…ruego que lo haga…envíeme unas palabras suyas y…seré feliz…Por favor!!!! Mil gracias: OLGA GUADALUPE PUPPIO

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