Lettera aperta del sindaco di Noepoli, Domenico Esposito

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Lettera aperta, alle cittadine e cittadini dell’area lucana del Parco Nazionale del Pollino, agli amministratori locali e regionali, ai rappresentanti eletti nelle assemblee comunali, regionali e del Parlamento nazionale.

Domenico Esposito

Mi sono reso, nelle settimane scorse, promotore, insieme ad altri amministratori dell’area, di incontri per una riflessione congiunta sulla situazione generale del Pollino alla luce di alcuni appuntamenti politico-amministrativi già in calendario, come la convocazione del Consiglio Direttivo dell’Ente Parco per assumere il nuovo Direttore e per eleggere il nuovo Vice Presidente e come la convocazione dell’Assemblea della Comunità del Parco per scegliere il nuovo Presidente della Comunità e per designare un nuovo componente del Consiglio Direttivo rappresentante degli Amministratori locali.

Le questioni da affrontare erano molte, intrecciate tra loro e difficili da dirimere; ciascuna soffriva, oltretutto, dell’assenza di un vero dibattito aperto, democratico, informato e consapevole nell’opinione pubblica e nelle istituzioni interessate. Si avvertiva, tra gli “addetti ai lavori”, l’urgenza di esaminare, con un serrato confronto, le difficoltà, in cui il territorio dell’area protetta, almeno nel versante lucano, si trova a vivere a causa della carente o, addirittura, assente azione amministrativa del Parco. Era più che mai necessario, di conseguenza, maturare un orientamento comune nell’affrontare l’ordine del giorno e le scelte, che sarebbero state assunte in questo periodo, in considerazione, anche, del fatto che nelle prossime settimane termina l’ormai decennale mandato del Presidente del Parco.

Pur convenendo tutti che andava fatta una considerazione complessiva delle condizioni territoriali, economiche, sociali, culturali e politiche, l’attenzione è stata posta, in sostanza, solo sulla elezione del Presidente della Comunità e sulla designazione del rappresentante dei sindaci nel Consiglio Direttivo dell’Ente Parco. La responsabilità di una conclusione così riduttiva dei temi per i quali gli incontri erano stati sollecitati va ovviamente equamente attribuita a tutti i partecipanti, sebbene siano emerse evidenti posizioni di contenuto e di forma tra loro molto diverse, da quella troppo ingenua e sprovveduta, a quella troppo scaltra e spregiudicata, a quella un pò ambigua, reticente, nascosta. Il risultato è stato una assurda prova di forza, consumata con un concitato voto segreto, o presunto tale. Si è pervenuti in tal modo ad una dannosa spaccatura in due del fronte, inizialmente unito, degli amministratori locali autoconvocatisi per perseguire finalità di interesse comune.

Noepoli

Non si è potuto, quindi, sviluppare alcuna analisi dello stato di fatto, prendere alcuna consapevolezza delle gravi criticità persistenti nelle condizioni di vita degli abitanti, maturate da anni di colpevoli amministrazioni del Parco, e mettere a fuoco le scelte più confacenti alla necessità di promuovere il rilancio delle politiche di tutela, di valorizzazione e di sviluppo socio-economico del territorio.

Restano, pertanto, irrisolti adempimenti istituzionali rilevanti, come il Piano per il Parco, la tutela e la valorizzazione delle risorse territoriali, la gestione della fauna selvatica e, in particolare, dei cinghiali, il coinvolgimento delle istituzioni locali nelle politiche di promozione e sviluppo.

Sono adempimenti sui quali va fatta piena luce attraverso una ricognizione rigorosa e puntuale, se il Parco Nazionale deve avere ancora ragione di esistere.

Noepoli 2/10/2017                                                                    

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