Strade quasi impraticabili

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Le segnalazioni concernenti la discutibile viabilità lucana fioccano. Queste provengono per lo più da paesi e paesini delle cosiddette aree interne. Il sottoscritto per ora si limita all’area sud della Basilicata. Si pensi a Maratea (alludiamo alle frequenti cadute di massi molto ingombranti e pericolosi). Si pensi ai paesi siti alle falde dei monti apollinei: Terranova di Pollino, Viggianello, San Severino Lucano per citarne solo alcuni.

don Camillo Perrone

Quello che viene paventato e con ogni premura segnalato in molti casi è questo: per l’incuria e la scarsa manutenzione il fondo stradale è un aspro pietraio, con profonde buche, avvallamenti e altri dissesti di varia natura, che lo rendono intransitabile da parte degli automezzi, con conseguente grave danno degli automobilisti, che pur pagano, come in qualsiasi altro posto d’Italia, quanto in dovere in relazione all’utenza della strada.
Percorrendo queste strade, e attraversando i comuni del lagonegrese, gli automobilisti non possono assolutamente viaggiare tranquilli. O sobbalzano sui sedili o avvertono la sofferenza degli ammortizzatori delle auto o fanno slalom incredibili per tentare di trovare un tratto di carreggiata senza buche, gradini o spaccature.
I danni che si registrano sono la conseguenza della mancata attuazione di politiche di prevenzione quali: interventi di consolidamento del territorio e di attenzione ambientale, mancanza di opere di ingegneria ambientale e di costante cura e manutenzione del territorio.

Le responsabilità quindi vanno ricercate in una politica improvvisata, senza una programmazione seria; in un uso del territorio distorto e dissennato.
Oltre l’80% del territorio del lagonegrese è a rischio idrogeologico.
A questo punto diciamo che serve al nostro Paese un piano preventivo, un lavoro straordinario di manutenzione del territorio, già richiesto da diverse associazioni e società civili. Con la prevenzione del rischio idrogeologico si andrebbero a creare nuovi posti di lavoro con un consistente risparmio danaroso. Vogliamo citare ora i danni del dissesto idrogeologico che si registrano in Italia. Secondo Silvio Seno, Presidente della “Federazione italiana di scienza della Terra”, dal dopoguerra a oggi “in Italia, ogni anno si sono spesi una media di 5 miliardi di euro per i danni materiali causati da eventi naturali, dei quali 1.2 miliardi sono direttamente ascrivibili al dissesto idrogeologico con tanti e considerevoli danni”.
I danni riguardano la perdita di vite umane, di patrimoni culturali e bellezze architettoniche, senza considerare quelli diretti sia alle aziende, sia al settore agricolo. Proprio la questione idrogeologica, come più volte richiamato, costituisce la prima causa di instabilità e di insicurezza della maggior parte delle strade lucane.
Il problema delle vie di comunicazione va risolto con ogni urgenza. L’assenza di progetti di rinnovamento strutturale ovvero la mancanza di una programmazione governativa e regionale ben definita si ripercuote sulla sicurezza dei viaggiatori, che sono sempre più vessati dallo stress e dai rischi derivanti dal percorrere strade simili ad una via crucis.

Determinati comportamenti, inoltre, contribuiscono soltanto a rallentare il turismo, senza contare quindi le negative ripercussioni che tale stato di cose ha sulla stessa economia delle popolazioni.
A proposito, nei mesi addietro, i sindaci dell’area sud della Basilicata si sono riuniti più volte e in sedi diverse per scegliere le strade da sistemare con i 40 milioni dei Fondi Fesr 20142020 che scorrono per raggiungere il massiccio calabro-lucano.
I primi cittadini dei centri del Pollino-Lagonegrese-Sinni-Sarmento hanno deciso di intervenire sulla Provinciale 4 del Pollino che da Francavilla in Sinni porta a S.Severino Lucano e a Rotonda, quindi al Pollino.
Da quando è stata formulata la proposta circa i lavori sulle strade che portano al monte Pollino, niente è stato concretizzato e questo preoccupa le varie comunità locali, gli operatori turistici in modo particolare. Ora dicono gli amministratori locali, c’è bisogno di organizzare un incontro col presidente della Provincia e delle Aree interne per dare corso agli interventi.
In conclusione, dietro tutte queste considerazioni, da queste colonne, rendendoci interpreti dello stato di disagio delle gente che trovasi nell’area sud, chiediamo al Governo centrale, al Governo regionale di intervenire con iniziative in tempi brevi: “opere di emergenza e di messa in sicurezza” per tutelare la popolazione e il relativo territorio.

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